Patruno: «Il Sud faccia squadra. E’ il futuro dell’Italia». Intervista e video

Nicolò Marino Ceci
Lino Patruno ospite della Galleria Adsum

Ieri sera il giornalista pugliese ha presentato il suo ultimo libro nella galleria “Adsum”.

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«Sapevate che a Vico Estense (Napoli), il ristorante ‘Don Alfonso 1890’ è stato incluso cinque anni fa dal ‘New York Times’ tra i dieci migliori del mondo? Sapevate che il Gruppo “Ciccolella” di Molfetta è leader mondiale nella produzione di anthurium? E’ attualmente tra i cinque maggiori produttori europei di piante e fiori. Sapevate inoltre che il Politecnico di Bari risulta esser il miglior Politecnico Italiano per il secondo anno consecutivo per quantità e qualità della ricerca scientifica prodotta?»

Questi e tanti altri esempi di eccellenza pugliese e meridionale più in generale sono citati nel volume “Ricomincio da Sud. E’ qui il futuro dell’Italia” – Rubbettino Editore: ultima fatica letteraria di Lino Patruno – classe 1948. Laurea in Economia con indirizzo Sociologico all’Università di Bari; Giornalista professionista a 25 anni, diventa Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno nel 1995. Lo sarà fino al 2008. Diversi sono i libri ch’egli ha dedicato allo studio del Sud, della Puglia e della realtà barese.

Quale processo storico si sta concludendo e perché ripartire, proprio dal Sud?
Il resto d’Italia – che si dice esser “più produttiva” ormai non ce la fa più nel senso che noi continuiamo a crescere o a decrescere perché puntiamo il nostro sviluppo unicamente su una parte del nostro Paese. Nel Sud c’è una prateria di cose fatte ma anche di cose da fare; ci sono energie giovani e un tasso di occupazione del 20% in meno rispetto al Nord: ci sono tutte le condizioni perché il Sud possa scendere in campo e risollevare le sorti dell’intera Italia.

Nel suo libro lei racconta tanti esempi di imprenditoria d’eccellenza italiana in campo internazionale. Come mai non ne parla la stampa?
La stampa nazionale viene qui per confermare i propri pregiudizi e uno dei suoi pregiudizi è che al Sud non si faccia nulla, che si voglia vivere alle spalle degli altri; che il Sud sia una zavorra, una malattia. Il Mezzogiorno è sempre stato raccontato da costoro e mai da se stesso: ho quindi voluto raccontare questa terra da Sud e ho scoperto anch’io cose che fino a quel momento ignoravo. Cito nel libro 71 tesori – ma avrei potuto citarne altrettanti ancora: è un Sud sconosciuto anche a se stesso e che sarebbe ora di iniziare a riscoprire.

Su cosa puntare per rilanciare il Meridione?
Occorre anzitutto che il Sud sia messo nelle stesse condizioni di partenza del Nord; penso ad esempio al divario nelle infrastrutture: il Sud ne ha il 40% in meno rispetto al primo. Un divario che va colmato dallo Stato. Quindi bisogna darsi da fare: un Dio terrone potrà darci anche una mano ma l’altra mano dobbiamo darcela noi stessi.
Un messaggio ai giovani.
Non abbandonarsi al fatalismo secondo cui non ci sia nulla da fare e non si possa cambiare niente. Fare squadra e puntare su internet – che elimina i divari territoriali: è questa la prospettiva di lavoro e di futuro per i nostri giovani rimanendo qui.

“La verità è che l’Italia ha fallito verso il Sud. Fallimento solenne, innegabile, immenso, che dovrebbe rappresentare un caso di coscienza per ogni italiano onesto.” (Gunnar Myrdal, Premio Nobel per l’Economia nel 1974, tratto da “Ricomincio da Sud”, di Lino Patruno)

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