Un protocollo con l’Associazione Antiracket

© n.c.
Dinanzi a casi di illegalità non sarà il Comune di Terlizzi a doversi direttamente costituire parte civile, ma lo farà l'Associazione, rappresentando tutti i Comuni aderenti.
Il Sindaco Ninni Gemmato e il Presidente del Consiglio Michele Grassi hanno incontrato presso Palazzo di Città, Renato De Scisciolo, Presidente dell’Associazione Antiracket e Antimafia, Pippo Scandurra, già Presidente Nazionale della F.A.I. (Federazione AntiRacket) e il Tenente Rossi.
Il motivo è la firma di un protocollo che unisce tutti i Comuni nella lotta alla mafia. Tutti i Comuni che vogliano concretamente dire no all’usura e al racket potranno aderire. Questa l’idea che sta portando Pippo Scandurra in giro per i paesi della regione. E Terlizzi è stata la prima tappa di questo “tour”.
Il protocollo, che mira a coinvolgere tutti gli imprenditori locali, permetterà in futuro che dinanzi a casi di illegalità non sarà il Comune di Terlizzi a doversi direttamente costituire parte civile, ma difatti l’Associazione lo farà, e rappresenterà tutti i Comuni aderenti.
Ora si attende la delibera di Giunta che lo approvi.
«Sono contentissimo di aver iniziato qui a Terlizzi, dove ho riscontrato il pieno favore nei confronti dell’iniziativa da parte dell’Amministrazione», le parole di Scandurra, a cui ha fatto eco De Scisciolo: «Il Sindaco e la Giunta si sono mostrati molto sensibili al tema, l’Amministrazione tutta ha mostrato ampia disponibilità ad aderire al progetto».
«La sinergia fra enti e Forze dell’Ordine è indispensabile nella lotta contro ogni fenomeno criminale, specie come quello dell’usura, pericoloso per la sua capacità di infiltrarsi e ramificarsi nei settori sani della economia della città e nella vita delle persone oneste, la cui tutela è un compito prioritario della amministrazione -le parole del Sindaco Gemmato, che ha continuato- l’idea di un’Associazione del genere non può, quindi, che trovare il pieno favore da parte nostra».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro