Udc: «No alle province, in alternativa sì alla Città Metropolitana»

La Redazione

«Siamo a favore del male minore, siamo a favore della Città Metropolitana, pur che Terlizzi ne sia protagonista attiva».

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Il dibattito politico sul riordino delle province e sulla scelta che Terlizzi dovrebbe fare rispetto all’eventuale ingresso nella Città Metropolitana di Bari, si arricchisce del contributo dell’Udc cittadina. Di seguito il comunicato inviato in merito.

Ormai è motivo di discussione comune il decreto legge n°95 del 6 luglio 2012 sulle “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza ai servizi dei cittadini”, convertito poi in legge n° 135 del 7 Agosto 2012 ed infine pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 14 Agosto 2012.

Trattasi di una legge che dovrebbe tagliare i molteplici sprechi in materia di spesa pubblica e quindi di sanità, scuola, enti locali e di pubblica amministrazione. Nell’ambito della medesima legge, l’art. 17, comma 2, detta i criteri di riordino di tutte le province delle regioni a statuto ordinario, tenendo conto di due requisiti minimi: la dimensione territoriale (non inferiore a 2.500 km. quadrati) e la popolazione residente (non inferiore a 340.000 abitanti). Nel nostro caso più specifico, però, l’art.18, comma 1, cita che il riordino non può comportare l’accorpamento di una o più province con le province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, che entro il primo Gennaio 2012 dovranno essere soppresse con contestuale istituzione delle Città Metropolitane.

Noi dell’UDC di Terlizzi siamo nettamente contrari alle province, a qualsiasi forma di provincia! Che si chiami Città Metropolitana o con altra definizione, siamo sempre e comunque più convinti che le province andrebbero totalmente soppresse, dando così più autonomia alle regioni e soprattutto ai comuni che più di qualsiasi altro ente conoscono e vivono il territorio di competenza. Il Presidente dimissionario della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, esponente vicino all’UDC ed a capo di una coalizione di centro-sinistra, è stato costretto a questo suo estremo atto perché convinto che la “spending review” aumenterà le tasse a carico dei cittadini, anziché diminuirle. Forse se fosse dipeso solo dal nostro Presidente del Consiglio Mario Monti, le province, a giusta ragione sarebbero state soppresse in toto e di conseguenza anche le tante “poltrone” inutili e costose per le tasche dei  contribuenti.

Di fatto, ad oggi, è stata optata una soluzione intermedia, un impasto che non definisce e chiarisce al meglio le funzioni che svolgerà l’ente che si andrà a costituire. La Città Metropolitana, essendo una provincia alternativa, secondo l’art. 117 della Costituzione, dovrebbe espletare le funzioni fondamentali delle province, ovvero la pianificazione territoriale generale, l’organizzazione dei servizi pubblici nell’ambito metropolitano, la mobilità e viabilità, la promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale.

Tanti buoni propositi, ma vi è certezza di tutto questo? Sarà vero che il lavoro del consiglio metropolitano, costituito dal Sindaco di Bari (Sindaco Metropolitano) e da 12 consiglieri (sei sindaci e sei consiglieri dei comuni costituenti), sia del tutto gratuito? E poi, essendo solo 12 Consiglieri, gli altri comuni che ne fanno parte e che non sono rappresentati in consiglio, quale ruolo avranno? Verrà garantita e rispettata l’autonomia necessaria ad ogni comune per governare al meglio? O saremo solo “succubi” o “periferia” di Bari?

Nell’incertezza assoluta, noi Dell’UDC locale siamo a favore del male minore, siamo a favore della Città Metropolitana, pur che Terlizzi ne sia protagonista attiva! Da un punto di vista prettamente logistico, la nostra città non può aderire alla provincia più limitrofa (art. 133, comma 1, della Costituzione) e quindi alla provincia di Foggia. Dunque ci assecondiamo al pensiero espresso dalla maggior parte dei concittadini intervenuti lo scorso 4 Ottobre al dibattito pubblico sul tema ed alla presenza del Sindaco e di alcuni consiglieri comunali. Anche se per noi sarebbe stato più opportuno e proficuo promuovere un referendum cittadino (come all’epoca è avvenuto a Corato per la scelta di aderire o meno alla BAT), per una scelta importante che si ripercuoterà maggiormente sulle generazioni future.

Pertanto, sperando di aver contribuito fattivamente alla ormai prossima scelta, come è doveroso che sia da parte di un partito cittadino, invitiamo il Sindaco Gemmato e l’intero Consiglio Comunale, ad esprimersi e deliberare quanto prima la strada da intraprendere perché la scadenza del 24 Ottobre è ormai imminente.
 La Segreteria del Partito

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