Consiglio comunale, approvata la soluzione alternativa per il sottopasso di viale Lilium

La Redazione
Primo Consiglio Comunale

L'assessore Bonaduce: «I finanziamenti non andranno persi, lo dico, lo sottoscrivo e lo confermo, quindi non temiamo il terrorismo psicologico che mira a spaventare i cittadini, invece che a informarli».

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Il Consiglio Comunale di ieri, 15 Ottobre, dopo aver rinviato a giovedì 18 ottobre la discussione sul riordino delle province e l’ipotesi di adesione di Terlizzi alla Città Metropolitana, ha ruotato interamente intorno allo studio della fattibilità tecnica della proposta di soluzione alternativa relativa alla realizzazione del sottopasso ferroviario su Viale dei Lilium presentata dal Prof. Agostinacchio, per l’occasione presente in Aula ad illustrare personalmente il progetto. La nuova soluzione ha riscosso il voto della maggioranza, non senza che sia stato necessario un lungo dibattito. Infine, con 10 voti favorevoli, nessuno astenuto e nessuno contrario, l’Assise ha approvato il punto all’ordine del giorno.

“Noi siamo stati i promotori di una petizione, presentata l’anno scorso, per dire no a un progetto che toglieva spazio al nostro Parco- le parole del Sindaco Ninni Gemmato- Un’altra petizione fu quella di Legambiente. Insieme si contano più di 2000 firme di cittadini che, in pratica, si opponevano a quel progetto approvato dalla precedente Amministrazione che “mangiava” 200 mq della nostra unica area verde. Era nostro dovere, ora che siamo al Governo, non lasciare nulla di intentato e fare tutto il possibile per guardare a una soluzione alternativa che, al contrario di quello che ci disse la Ferrotramviaria S.p.A. all’epoca, esiste eccome!”. 

Effettivamente, finora la società di trasporti, interrogata sulla possibilità di una alternativa a quel progetto, aveva risposto che erano inesistenti soluzioni fattibili diverse da quella approvata dalla scorsa Amministrazione. «Se all’epoca, la risposta fosse stata più onesta, oggi avremmo evitato di insignire dell’incarico un ingegnere esterno, che oggi ci ha dimostrato che un’alternativa che eviti di tangere il Parco Comunale, c’è», ha continuato il Primo Cittadino.

«Se non avessimo obiettato a quella soluzione che ci veniva presentata come l’unica possibile, i cittadini che consegnarono  la propria volontà a quelle petizioni, una delle quali promossa proprio da alcuni tra coloro che oggi siedono tra i banchi di maggioranza, avrebbero chiesto perché oggi non ci fossimo opposti. Invece lo abbiamo fatto, oggi come all’ora -le parole, invece, del Capogruppo Pdl Gaetano Minutillo-. Già all’epoca ci eravamo resi conto della inaffidabilità di un progetto variato ben quattro volte in Consiglio Comunale e che “violentava” il nostro polmone cittadino. Un progetto che, voglio ricordare, ha visto la sua prima luce nel lontano 2006. E ora dovremmo farci spaventare da chi ci dice che potremmo perdere i fondi? I fondi, semmai, rischia di farceli perdere chi in sei anni non è riuscito a far altro se non modificare continuamente un progetto che andava cancellato, come stiamo facendo noi oggi, onorando la volontà dei terlizzesi».

A  intervenire anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Corrado Bonaduce: «Quei finanziamenti non andranno persi, lo dico, lo sottoscrivo e lo confermo, quindi non temiamo il terrorismo psicologico che mira a spaventare i cittadini, invece che a informarli. Prima di conferire l’incarico al Prof. Agostinacchio ci siamo accertati che i tempi per disporre ancora di quel finanziamento ci sono, nonostante la precedente Amministrazione ha dilatato le tempistiche in maniera esasperata».

“Occorre stare bene attenti ai ruoli e alle competenze -ha concluso il Sindaco Gemmato- non dimentichiamo, dopotutto, che il suolo pubblico appartiene alla collettività, quindi non siamo noi che dobbiamo sottostare al volere altrui: abbiamo tutto il diritto, ed anzi in questo caso anche il vero e proprio dovere nei confronti dei cittadini, di presentare una soluzione progettuale che si avvicini di più all’interesse pubblico, oltre a dimostrarsi anche più eco-compatibile. Anzi, è una facoltà che dobbiamo impiegare fino in fondo visto che parliamo del futuro della collettività”.

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