Agricoltori: «Amministrazione chiusa al confronto». Sindaco: «Non abbiamo ancora deciso nulla»

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Salta l'assemblea di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Confronto estemporaneo in Consiglio comunale.
Mercato dei fiori e mercato ortofrutticolo, Imu agricola, accesso all’irrigazione e crisi del settore. Tanti i temi su cui le principali organizzazioni professionali degli agricoltori hanno voluto sollevare in aperta polemica con l’Amministrazione comunale con la quale, nonostante vari solleciti, non c’è stato ancora un incontro. Coldiretti, Cia e Confagricoltura avevano convocato un’assemblea per discutere di questi problemi presso la sala aste del nuovo mercato dei fiori. Ma da qualche giorno, per utilizzare lo spazio c’è da pagare un prezzo fissato dalla stessa Amministrazione comunale. Gli agricoltori si sono spostati dunque presso Palazzo di Città dove era in corso il Consiglio comunale e lì c’è stato un confronto estemporaneo tra organizzazioni agricole da una parte e Sindaco dall’altra.
Il confronto può essere sintetizzato nei due comunicati inviati dalle organizzazioni e dal Sindaco (quest’ultimo riporta proprio l’intervento tenuto in sala consiliare). Li pubblichiamo di seguito.
Il comunicato di Coldiretti, Cia e Confagricoltura.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI TERLIZZI CHIUDE LE PORTE AI FLORICOLTORI E AGLI AGRICOLTORI !
Fino a qualche giorno prima della convocazione della riunione promossa da COLDIRETTI, CIA E CONFAGRICOLTURA, l’utilizzo della sala aste del nuovo mercato dei fiori veniva concessa gratuitamente, ora invece con un provvedimento di giunta comunale del 9 ottobre 2012, si dovrà pagare 250 euro , VERGOGNATEVI ! E’ come far pagare l’ingresso al padrone di casa.
Si , perché il nuovo mercato dei fiori di terlizzi è nato per essere stato concepito con l’intento di farne una CASA dei floricoltori ed in generale degli agricoltori locali, la nuova amministrazione comunale invece:
– Mette alla porta le imprese, che trovandosi nella condizione di morosità legata ai fattori negativi della straordinaria e perdurante fase di crisi, ritardano il pagamento dell’uso delle strutture di mercato, con grave danno all’immagine dello stesso sistema di mercato che viene frequentato dai numerosi operatori della complessa e articolata filiera del fiore;
– Chiude le porte alle imprese che trovano necessità di incontrarsi spesso, negli spazi e nelle sale predisposte per le riunioni e quindi per promuovere azioni concertate in favore del settore, che vive da anni una straordinaria crisi economica e di mercato, chiedendo il pagamento di una nuova tassa di 250 euro al giorno, come dire che se si dovesse programmare di incontrarsi più volte per esigenze programmatiche ed organizzative di settore o di categoria, si viene di fatto impediti;
– Chiude, da oltre cinque mesi, ogni tipo di confronto costruttivo e consultivo con i produttori ed i commercianti del settore che avevano intrapreso un percorso collaborativo previsto dal regolamento di mercato, che approvato dal consiglio comunale, prevede periodici incontri con la “consulta del fiore” , fatta morire e costringendola alla inattività, pericolosa per la vita di mercato, che tra le altre cose, con il Commissario Volpe e la precedente amministrazione aveva previsto una rimodulazione al ribasso dei costi di accesso all’uso del mercato e l’allargamento semplificato all’accesso di nuove imprese di commercio del settore;
– Decide, senza alcun confronto democratico con le imprese florovivaistiche e agricole di spostare il mercato ortofrutticolo, presso il nuovo mercato dei fiori, in una condizione di promiscuità che farebbe tornare alla confusione e alla impraticabilità dei servizi come accadeva nel vecchio mercato.
Le organizzazioni agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura, condannano l’amministrazione comunale per il comportamento lesivo degli interessi del settore e si riservano d’ intraprendere azioni di contestazione sociale e legale a tutela del settore e dell’intera categoria agricola, e fanno appello all’illustre Signor Prefetto di Bari per un personale e diretto intervento sulla incresciosa vicenda.
Il comunicato del sindaco Ninni Gemmato.
Ho sempre ritenuto che le Associazioni dovessero creare delle sinergie tra loro, essere un punto di unione con l’Amministrazione, una sorta di “ponte”. Tuttavia, non un ponte levatoio che, una volta alzato, impedisca di vedere e di passare da una parte all’altra del fiume. Ecco, quando ho letto delle vostre perplessità su siccità, IMU e spostamento del mercato, mi sono chiesto cosa in quel processo di comunicazione fosse andato storto.
Per quanto riguarda la siccità, penso che gli sforzi di questa Amministrazione siano sotto gli occhi di tutto: abbiamo investito della problematica il Prefetto e tutte le Autorità competenti affinché dichiarassero lo stato di calamità naturale per questi luoghi e, notizia degli ultimi giorni, è quella dell’avvenuto sopralluogo degli ispettori dell’U.P.A. per la constatazione e quantificazione dei danni.
Per quel che concerne, invece, l’IMU, ricordo a tutti che la scadenza per l’approvazione del bilancio è prevista per il 31 Ottobre e che, per il momento, non abbiamo deliberato nulla, quindi di quale “iniqua pressione fiscale” si parla, se non c’è stata nessuna decisione in proposito? A parte questo, rimembro anche che da parte mia si è mostrata massima disponibilità ad ascoltare le vostre richieste, anzi, colgo l’occasione per avvisare tutti che Mercoledì 24 Ottobre questa Amministrazione porterà in piazza la propria ipotesi di bilancio, assolutamente suscettibile di modifiche. Non si tratterà, infatti, di una “comunicazione unilaterale” alla cittadinanza di decisioni prese, ma di dialogo e confronto sulle decisioni da prendere: ascolteremo le vostre proposte e ne faremo tesoro, certo ricordandovi che, comunque, ogni proposta dovrà essere compensativa.
Altra cosa che leggo dal vostro manifesto è l’”aumento di costi di accesso” al mercato dei fiori. Anche qui si tratta di qualcosa di incomprensibile dal momento che, e stavolta per scelta deliberata, quei costi di accesso sono rimasti tali e quali a quelli dell’anno scorso e, qualora anche ci fosse stata la volontà di modificarli, cosa che come avrete compreso non è nelle intenzioni di questa Amministrazione, avremmo avuto, certamente, il buonsenso di confrontarci con le Associazioni in questione prima di decidere.
Ancora, si parla dello spostamento del Mercato Ortofrutticolo come di una cosa certa, addirittura con un luogo fisico già individuato. Ribadisco, ancora una volta, che per il Mercato Ortofrutticolo ci fu una mera proposta, che tale per il momento è rimasta, senza, peraltro, che ad oggi, sia stato individuato il luogo dove andrebbe “migrato” il Mercato. E anche in questo caso, mi auguro che una eventuale decisione in tal senso avvenga in maniera concertata. Da parte mia c’è piena volontà a che questo avvenga.
Infine, lamentele mi sono giunte per quel che riguarda la fruizione della “Sala Aste”, che, certamente, è una bellissima sala e potrebbe, con una diversa modalità di utilizzo, divenire una fonte di introiti, non per il Comune, ma per il Mercato stesso. Perché, dunque, non pensare a una vera e propria gestione imprenditoriale dei nostri spazi, tale da poter comportare una voce di entrata per il bilancio del Mercato? Se mi fosse pervenuta una missiva in cui mi fossero stati chiariti i termini della questione, già oggi avremmo potuto raggiungere un accordo riguardo la fruizione degli spazi da parte vostra. Questo Comune non intende lucrare dal Mercato. Tutte le entrate che ci dovessero essere, saranno riversate sugli operatori del Mercato stesso.
Siamo pronti a dialogare con tutti e la “Consulta del Fiore” verrà attivata anche per questo.
Io per primo sono pronto a recepire tutte le proposte che possono essere migliorative. A dimostrazione ulteriore di questo impegno dico che, non solo non abbiamo deciso ancora nulla sulla maggior parte delle cose che ci vengono contestate, ma che, tra l’altro, le cose che abbiamo pensato e che andranno con voi confrontate, sono prospettive migliori di quelle che leggo su questo manifesto.
A questo proposito chiedo di abbandonare ogni contrapposizione, che non può che avere come esito la lesione di tutte le parti in causa, per approdare a un dialogo a fini costruttivi.
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