Operazione di contrasto alla prostituzione. La Polizia Municipale ferma due ragazze straniere

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L'Assessore Rutigliano: «Piccolo ma significativo risultato, speriamo nell’aiuto dei cittadini»
Dal Comune di Terlizzi è stato reso noto che nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, finalizzato al contrasto della prostituzione sulle complanari della S.P. 231 (ex S.S. 98) la Polizia Municipale, nella giornata del 24 ottobre, ha effettuato due fermi nei confronti di ragazze (una di origini albanesi e l’altra di origini rumene) entrambe di anni 19, trovate sulla strada ad esercitare l’attività di meretricio.
Identificate presso il Gabinetto di Polizia Scientifica di Bari in quanto sprovviste di documenti, sono state denunciate alla competente autorità giudiziaria per atti contrari alla pubblica decenza ed accompagnate presso la stazione ferroviaria di Terlizzi.
L’attività proseguirà con la predisposizione di servizi mirati ed è finalizzata all’ottenimento, da parte del Questore, dell’allontanamento dal territorio comunale, delle persone denunciate, attraverso l’emissione del foglio di via obbligatorio che, se non rispettato, comporta l’arresto.
«Esprimo vivo apprezzamento per l’operazione -sono state le parole dell’Assessore alla Polizia Municipale ed alla Legalità Giuseppe Rutigliani-. Si tratta dell’ennesima dimostrazione della capacità e professionalità delle forze di polizia locale di sviluppare un’efficace attività di controllo del territorio, anche per reati che suscitano particolare sdegno nell’opinione pubblica. Si tratta -ha aggiunto l’Assessore- di un piccolo, ma significativo, risultato ottenuto nell’ambito di una attività finalizzata al contrasto della prostituzione. Mi auguro che un ruolo fondamentale lo svolgano anche i cittadini ai quali si chiede di collaborare con le forze dell’ordine, comunicando tempestivamente all’autorità di Polizia qualsiasi elemento possa essere d’aiuto alle indagini. Sarebbe un’importante contributo all’impegno quotidiano delle forze dell’ordine per preservare la sicurezza della nostra comunità».
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