«Noi qui stiamo da sempre, la politica cittadina poteva essere più attenta»

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A dirlo, il figlio dell’imprenditore Scianatico, in un colloquio con Francesco Fiore, componente “Comitato di Via Spaventa”.
Al termine degli interventi degli ospiti, la presentazione del libro “Mal’Aria” di Renato Brucoli si è colorata di tonalità inattese. Nel dibattito che ne è seguito è intervenuto tra gli altri Francesco Fiore – tra i fondatori del Comitato dei residenti di Via Spaventa, meglio noto come “Comitato di Via Spaventa”, costituitosi nel 1999 e poi è diventato nel 2002 il “Comitato per la delocalizzazione del Laterificio Pugliese” – di cui Fiore divenne Vice Presidente. Nel 2003 il Comitato aderì a Legambiente.
Fiore, molto emozionato ha ripercorso temporalmente la vicenda di Scianatico. Ha citato quindi le prime denunce per inquinamento dell’aria e acustico.
«In alcuni momenti d’estate si sono sentiti odori acri, che prendevano alla gola, oltre al normale inquinamento acustico e dell’aria. Ed eravamo costretti a stare con le finestre chiuse. Molto spesso sui nostri balconi trovavamo uno strato di polvere, delle palline di polistirolo e perfino goccioline d’olio», ha esordito Fiore.
«Durante l’attività del Comitato mi è capitato di parlare con persone che avevano perso il padre per essersi ammalato in conseguenza dell’inquinamento prodotto dall’azienda e che volevano citarla in giudizio. Una volta è anche successo che una persona volesse citare in giudizio Scianatico perché, dopo aver lasciato una mattina sul proprio balcone il vestito steso della sua sposa, l’ha dovuto ritirare completamente ingrigito. Questo dà il polso del forte impatto dell’impianto sulla nostra città». Riguardo alle responsabilità, ha continuato: «in una nostra riunione ricordo che c’era il dott. Emanuele Clemente, che è stato Consigliere Comunale [eletto per il P.S.I. nel 1984] e che una volta si commosse nel rendersi conto dei danni provocati dall’azienda e ci disse “non mi perdonerò mai l’errore di non aver fatto trasferire il Laterificio Pugliese”. Diversi anni fa, nel 1986, infatti l’azienda chiese al Comune di Terlizzi di potersi ampliare provvisoriamente per poi successivamente delocalizzarsi. In Consiglio Comunale l’autorizzazione fu concessa, con lo scarto di un voto. Scianatico si estese, ma intanto il Comune fu commissariato e quell’autorizzazione passò da provvisoria a definitiva. In un colloquio che ho avuto con Canio Scianatico, questi mi disse “non è colpa dell’azienda, che qui è sempre stata: è stata la politica poco attenta”.
Ciò che penso a riguardo è che probabilmente è così; i nostri politici potevano esser più accorti ma quello che chiedo da terlizzese è che si faccia attenzione. Che si tengano gli occhi aperti perché al posto di Scianatico, che non è il solo a produrre inquinamento a Terlizzi, ci potrebbe essere un’altra industria o un’altra ancora potrebbe arrivare a stabilirsi».
Sulla stessa linea d’onda Renato Brucoli che ha anche dichiarato: «negli ultimi anni si è assistito ad un continuo atteggiamento omissivo della classe politica nei confronti di “Fantini Scianatico”. Basti pensare che il monitoraggio Arpa Puglia del 2008 fu chiesto direttamente dalla Magistratura».
Infine, interpellata sulle altre fonti di inquinamento a Terlizzi, Giovanna De Leo – Presidente Legambiente ha dichiarato che «indubbiamente le serre producono inquinamento come anche l’intenso traffico veicolare in tutta la città, dovuto anche alla mancanza di un adeguato piano per la viabilità. C’è inoltre un azienda in prossimità della ex strada statale 98 che, a detta di alcuni residenti sulla via di Sovereto, di notte provoca un forte inquinamento acustico, con diffusione di odori. Talvolta si sono sentite anche esplosioni».
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