Di Tria: «Sui finanziamenti di Lusi, Grassi spieghi»

La Redazione
gero grassi

«Cosa c’è di tanto strano nel manifesto del PD di Terlizzi? È stato scritto ciò che avrebbe dovuto scrivere da tempo la dirigenza regionale del partito».

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Il Partito Democratico di Terlizzi ha fatto affiggere nei giorni scorsi un manifesto in cui si rivelavano dei trasferimenti di denaro effettuati dall’ex tesoriere del Partito della Margherita Luigi Lusi (indagato per presunto uso illecito dei fondi pubblici di finanziamento ai partiti) a beneficio di società vicine al deputato terlizzese Gero Grassi. Una circostanza che ha generato una ulteriore frattura all’interno del PD cittadino che vede acuirsi lo scontro tra le componenti interne anche in vista delle elezioni primarie. L’on. Grassi ha incassato la solidarietà del segretario regionale Sergio Blasi. Il consigliere comunale del PD Vincenzo di Tria però ribatte duramente con un comunicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo.

Il MODERATO Gero Grassi il 6 novembre prendeva a male parole la dirigenza regionale del partito con un comunicato stampa pubblicato anche su terlizziviva.net: «Con Bersani nonostante il PD pugliese». Il MODERATO si lamentava di essere stato discriminato nell’incontro con Massimo D’Alema per Bersani premier, tenutosi il giorno prima a Bari. Si scagliava contro “chi proviene da una tradizione politica comunista», reo di aver“pensato di far svolgere testimonianze solo a chi proviene da una tradizione politica, dimenticando che il PD non è la prosecuzione di un partito, ma un partito nuovo…”. Il MODERATO parlava di “cecità politica di chi oggi gestisce il PD in Puglia e a Bari” criticando chi, secondo lui, “esercita da dominus il potere derivantegli da un incarico di partito, in alcuni casi retribuito”.
Un attacco a testa bassa da vero MODERATO, non c’è che dire.

Veniamo al PD di Terlizzi. Ha pubblicato un manifesto in cui ci si lamenta delle stesse cose di cui si lamentava Grassi con la dirigenza regionale, l’aver convocato un’iniziativa senza coinvolgere gli altri, con la consueta arroganza di chi si sente al di sopra di prassi, regolamenti e buona creanza. Nessuna comunicazione al segretario cittadino, evidentemente considerato anche lui, come il precedente, un ostacolo alle scorribande familiari nella prateria della politica terlizzese.

Per le memorie deboli va ricordato che Grassi è al governo della città con il PDL dopo aver fatto cadere un’amministrazione a guida PD, che il fratello ricopre il ruolo di presidente del consiglio e che l’intera famiglia (figli del parlamentare compresi) si è data un gran da fare durante le ultime amministrative per fare eleggere il sindaco Gemmato (ex MSI).

Aggiungiamo un elemento che ci imbarazza come Democratici e come terlizzesi: si è diffusa la notizia attraverso organi di stampa di diffusione nazionale dei versamenti che Lusi avrebbe effettuato all’indirizzo di Gero Grassi, con causali ambigue che lui dovrebbe avere il buon gusto di chiarire.

Cosa c’è di tanto strano quindi nel manifesto del PD di Terlizzi? È stato scritto ciò che avrebbe dovuto scrivere da tempo la dirigenza regionale del partito. Quella segreteria tante volte vituperata, umiliata e deligittimata dal MODERATO.

La levata di scudi da parte delle segreterie regionali e provinciali, appare anacronistica e fuori luogo e contribuisce a dare del PD un’immagine deteriore di partito debole e perennemente in contraddizione.

Non è questo il PD che i cittadini vogliono. Possibile che non lo abbiano ancora capito?
Vincenzo di Tria

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