Di Tria: «Addio finanziamento del sottopasso, la figuraccia di Grassi e Gemmato in Regione»

© n.c.
«Passeranno alla storia per aver perso la grande occasione di realizzare un’opera pubblica attesa e fondamentale alla crescita e alla sicurezza della comunità».
È il consigliere comunale del Partito Democratico, Vincenzo di Tria, ad affermare che dalla Regione Puglia sia stato opposto un secco no alla soluzione alternativa, elaborata da un ingegnere per conto dell’Amministrazione comunale, per la costruzione del sottopasso in viale dei Lilium. Di Tria racconta in un comunicato lo svolgersi e l’esito dell’incontro tenutosi presso l’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia, tra il sindaco Gemmato e il presidente del Consiglio Michele Grassi da una parte, l’Assessore regionale e i dirigenti della Ferrotramviaria dall’altra. Riportiamo di seguito il comunicato di di Tria.
L’8 novembre scorso si è posata la pietra tombale sul finanziamento di 6 milioni e mezzo di Euro che la Regione aveva stanziato per la realizzazione del sottopasso di viale dei Lilium.
Era di giovedì e la splendida coppia Gemmato-Grassi si recava presso l’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia per l’ultimo incontro con l’assessore Guglielmo Minervini e l’ing. Massimo Nitti (il manager della Ferrotramviaria spa).
Erano decisi a tutto! Con la grinta e la capacità che li contraddistingue avrebbero “spezzato le reni” a chi si opponeva al loro delirio di onnipotenza. Chi osava contestare il nuovo tracciato del sottopasso? Chi si permetteva di criticare il nuovo mirabolante progetto del Prof. Agostinacchio da Ancona? Loro avevano già pianificato tutto e gli altri dovevano adeguarsi. Per forza! Allora, via la Ferrotramviaria che faceva tanto la schizzinosa e non voleva cambiare il suo progetto con quello di Agostinacchio! Fuori dai piedi!
Ci avrebbero pensato loro due a realizzare l’opera pubblica, cioè il Comune di Terlizzi. Bastava cambiare soggetto attuatore. Invece della Ferrotramviaria, il Comune, e il gioco è fatto.
Già! Proprio il Comune di Terlizzi e i suoi validi amministratori, cioè loro, Grassi e Gemmato, che avevano già fatto chiedere ai loro due sponsor (Mennea e Marmo) il cambio del soggetto attuatore.
I due consiglieri regionali, il grassiano doc Ruggiero Mennea (barlettano PD) e Nino Marmo (nome storico della destra pugliese, andriese, PDL), erano stati spinti ad interessarsi alle sorti del sottopasso di Terlizzi, tanto da presentare un’interrogazione a Vendola e a Minervini, rimediando anche loro una figuraccia.
Sì, perché i sogni dei due mattatori terlizzesi e dei loro improvvisati padrini politici si sono infranti contro un secco NO! Non si può fare. Non si può cambiare soggetto attuatore e ricominciare la procedura ad un anno dalla scadenza dei fondi comunitari. Non si può fare perché il finanziamento arriva dall’Unione Europea e -quelli dell’Europa sono fiscali, vogliono il cantiere attivo entro la fine del 2013 e l’opera terminata entro il 2014. con quelli non si ragiona.-
Ed ecco che Gemmato e Grassi cominciano a mostrare i loro possenti muscoli. Tranquilli! Risolveranno tutto loro! Affideranno i nuovi incarichi per il progetto, otterranno di nuovo tutte le autorizzazioni dai vari Enti, procederanno con gli espropri, avvieranno la gara per i lavori, metteranno in piedi il cantiere.
E che ci vuole! Loro sono Grassi e Gemmato!
La sonora risata dei presenti (c’era anche Marmo) chiude per sempre il delirio dei due poveretti. Alla Regione non bastano le promesse esilaranti della coppia d’avanspettacolo, e tutti sanno che è impossibile fare ciò che i due guitti stanno promettendo.
La riunione sta per chiudersi, l’opera verrà definanziata. Quei soldi finiranno altrove, per altre opere pubbliche necessarie ad altri territori.
Ai due supereroi si piegano le ginocchia. Ma come gli tolgono i soldi? Come possono fare per tenerseli? Per non fare figuracce con i terlizzesi?
L’assessore Minervini è categorico: l’unico modo per mantenere il finanziamento su Terlizzi è quello di ritornare al vecchio progetto già pronto per la cantierizzazione.
Questa affermazione ha l’effetto del crocifisso mostrato al demonio. -Giammai! Non torneremo mai indietro! Piuttosto non si fa niente!- (tanto non sono soldi loro…).
I due vanno via dall’assessorato come due pugili suonati. Che diranno ai cittadini? Cosa diranno ai loro seguaci? Cosa diranno ai consiglieri comunali che hanno indotto a votare per l’irrealizzabile progetto Agostinacchio?
Ma i comici hanno sempre una battuta di riserva. Diranno che non se ne fa nulla per ora, ma ci sarà certamente un’altra occasione. Diranno che aspetteranno i fondi europei del 2014 per rimettere sui binari il grande progetto Agostinacchio (già contestato dai cittadini con una petizione). Diranno che con le loro capacità di persuasione convinceranno il presidente della Regione del 2014 (che non sarà più Vendola) ad inserire il sottopasso di Terlizzi nella programmazione regionale. Diranno che con le loro innate qualità di politici persuaderanno l’assessore regionale ai trasporti del 2014 (che non sarà più Minervini) a considerare il sottopasso di Terlizzi come opera strategica.
E che ci vuole! Loro sono Grassi e Gemmato!
Gemmato e Grassi, quelli che passeranno alla storia per aver perso la grande occasione di realizzare un’opera pubblica attesa e fondamentale alla crescita e alla sicurezza della comunità. Quelli che, nella peggiore recessione che l’Italia ricordi, buttano via 6 milioni e mezzo di Euro e spengono i sogni di tanti operai ed imprese che avrebbero lavorato per più di un anno in quel cantiere, e che invece resteranno a casa a ringraziare Grassi e Gemmato.
Vincenzo di Tria
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro