Movimento Civico: «Rischiamo davvero di perdere il finanziamento del sottopasso per un rondò?»

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«Non sarebbe più facile tornare al progetto originario che prevedeva l'uscita a raso su viale Roma?»
Nel dibattito sul finanziamento per la realizzazione del sottopasso di viale dei Lilium, interviene anche il Movimento Civico, la coalizione che ha sostenuto alle ultime elezioni amministrative la candidatura a Sindaco di Pasquale Vitagliano. Il comunicato contiene dei precisi rilievi tecnici sul nuovo progetto commissionato dall’Amministrazione Gemmato. Di seguito il testo.
Il tema del Sottopasso di Viale dei Lilium non ci lascia indifferenti. Fin’ora siamo rimasti in silenzio perchè ci piace parlare con cognizione di causa dopo aver attentamente vagliato e ponderato gli aspetti più rilevanti del problema. Sì! Purtroppo di problema si tratta in quanto nel momento congiunturale economico attuale si sottrae all’indotto che ruota attorno al mondo dell’edilizia terlizzese (imprese e soprattutto lavoratori) una grande fonte di finanziamento e quindi di lavoro.
Sei milioni e mezzo di euro sono una cifra considerevole che, se ben utilizzata, darebbe alla città una infrastruttura strategica e lavoro a tante famiglie. Tuttavia nutriamo dei forti dubbi sull’approccio che entrambi gli “sponsor” dei due progetti in ballo stanno avendo. Andando con ordine: Di Tria e la sua ex amministrazione stanno proseguendo nella demonizzazione dell’avversario ridicolizzando il loro operato e soffrendo di amnesia a proposito di quanto è avvenuto negli ultimi cinque anni; Gemmato e Grassi, dal canto loro, non stanno facendo nulla per far sì che una soluzione comunque si trovi: tout court hanno nominato un esperto di ponti ferroviari, gli hanno affidato lo studio di una soluzione progettuale alternativa e l’hanno consegnata alla città senza valutare l’effettiva fattibilità non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto dal punto di vista dell’opportunità.
Il progetto ha subito diverse revisioni ed è stato oggetto di diverse proposte di modifiche. Non ultima quella dei consiglieri Vito Bonaduce e Pasquale Vitagliano di utilizzare il sedime dell’ultima parte di Viale dei Lilium ovvero quello che la soluzione Agostinacchio propone. All’epoca non fu neanche presa in considerazione dai Consiglieri PDL e la Ferrotramviaria la bocciò con un laconico: “E’ impossibile”. Cerchiamo allora di capire le motivazioni che si celano dietro il giudizio assoluto di Ferrotramviaria:
1. L’accesso ai condomini/attività commerciali che affacciano su Viale dei Lilium verrebbe irrimediabilmente compromessa costringendoli ad accedere da una viabilità parallela e di nuova costruzione
– esiste una rivendita di vetture usate in parte alla ferrovia. Come faranno le bisarche ad accedervi? Altra viabilità accessoria?
– Le condutture dell’AQP dovranno necessariamente essere spostate. Dove?
– Che fine farebbe la riserva scritta accolta dalla precedente amministrazione affinchè non venisse invaso lo spiazzale di pertinenza di un fabbricato di Via Favale?
2. Aggravio dei costi: l’opera Agostinacchio dovrà necessariamente costare di più grazie a:
– un percorso più lungo da costruire e quindi necessariamente più costoso
– la necessità di utilizzare ben 3 ponti ESSEN invece di uno il cui costo cadauno è di 250,000 euro
Tutto ciò quindi premesso ci piacerebbe avanzare la seguente proposta: se il problema è l’esistenza del secondo rondò (che certamente sarebbe d’intralcio alla viabilità), non sarebbe più facile tornare al progetto originario che prevedeva l’uscita a raso su viale Roma? Veramente rischiamo di perdere il finanziamento per un rondò?
A questo punto invitiamo l’amministrazione a ritornare sui suoi passi in nome dell’opportunità di risollevare l’economia del paese: abbiamo bisogno di ricominciare a crescere e sei milioni e mezzo sarebbero un ottimo viatico per immettere nel mercato cittadino nuovi capitali.
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