Italia dei Valori: «Sui rifiuti un’ordinanza storica, ma per gli effetti devastanti sulla comunità»

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«Signor sindaco, dobbiamo dirglielo noi che perfino le scimmie, nostri antenati, sanno che, per evitare di stramazzare al suolo, non bisogna mai lasciare un ramo prima di essersi aggrappati saldamente ad un altro?»
Nella tarda serata di ieri, il circolo di Terlizzi dell’Italia dei Valori ha inviato un comunicato sulla questione rifiuti. I tempi indicati nel testo (“questa mattina”) si riferiscono dunque alla giornata di ieri. Pubblichiamo di seguito.
Qualche giorno fa, un giovane consigliere comunale in quota all’attuale amministrazione Gemmato, si periziava in un toccante reportage fotografico, laddove, mosso da altissimo senso civico, criticava lo scempio di cui si erano macchiati gli appartenenti al locale Pd, per aver, a suo dire, senza alcuna autorizzazione, “tappezzato” il paese di volantini contenenti, guarda caso, la denuncia dell’operato di questa amministrazione in ordine alla questione del sottopasso di viale dei Lilium.
Nell’occasione, il giovane consigliere si spingeva fino ad indicare pubblicamente nome e cognome del committente dei tanto vituperati volantini e ad esultare platealmente, dopo aver ricevuto la notizia di una (presunta) sanzione amministrativa comminata all’incauto oppositore.
Cosa avrà pensato il nostro acuto foto-reporter quando, questa mattina, all’alba del nuovo anno, scendendo di casa, ha dovuto fare i conti con l’opera d’arte consegnata alla cittadinanza dall’amministrazione che lui sostiene?
E allora, per eliminare definitivamente il dubbio che ad animare l’opera meritoria resa dal consigliere-fotografo sia stato un senso civico di elevato spessore e non la becera propaganda, degna dei peggiori tempi che furono, restiamo in trepidante attesa della pubblicazione di un esaustivo servizio fotografico, corredato di commenti, che rappresenti, al meglio, le cataste di rifiuti che oggi hanno sommerso il nostro paese, per mano e volontà di questa amministrazione.
Sperando che il nostro desiderio venga esaudito, veniamo ai fatti. Il 28 dicembre 2012 il sindaco Gemmato ha deciso che, dal giorno primo di gennaio 2013, il servizio di raccolta rifiuti, prima svolto dalla TRADECO, sarebbe stato affidato all’ASIPU (la municipalizzata Coratina).
L’ASIPU, informata della “storica” decisione del sindaco solo due giorni prima della data – unilateralmente – prevista per la decorrenza dell’incarico, ha opposto, come era prevedibile, un netto rifiuto, motivato dai tempi non ritenuti congrui.
Nel frattempo la TRADECO, spodestata ancor prima che fosse acquisita la disponibilità dell’ASIPU, aveva provveduto a licenziare tutti i propri dipendenti e ad impugnare, contestualmente, l’ordinanza del sindaco Gemmato.
Ma non è tutto: quest’ultimo, ricevuto il rifiuto dell’ASIPU ed ormai in caduta libera, chiedeva soccorso alla stessa TRADECO, la quale, come dargli torto, preferiva che la faccenda fosse decisa, come lo sarà, da un tribunale.
Il risultato finale questa mattina era sotto gli occhi di tutti, molto più di quanto rappresentato nelle foto pubblicate dal nostro eccelso consigliere: montagne di rifiuti per le strade e lavoratori della TRADECO in piazza a protestare per il lavoro perduto. Nessuno fino ad ora era riuscito a fare peggio.
A pensare che il sindaco aveva definito l’ordinanza in parola “storica”, prevedendone evidentemente, da buon profeta, gli esiti devastanti per la nostra comunità.
Solo l’intervento dei mezzi inviatici in soccorso dal Comune di Bitonto, che cogliamo l’occasione per ringraziare e l’ausilio della stessa TRADECO, nel frattempo precettata dal Prefetto, ha consentito il ripristino di una parvenza di decenza e normalità a questa situazione, che resta vergognosa e certamente lontana dall’essere risolta.
E allora, signor sindaco, dobbiamo dirglielo noi che perfino le scimmie, nostri antenati, sanno che, per evitare di stramazzare al suolo, non bisogna mai lasciare un ramo prima di essersi aggrappati saldamente ad un altro?
Non è forse il caso che lei favorisca l’evoluzione della nostra comunità facendosi da parte, insieme ai suoi cattivi consiglieri?
Il circolo dell’Italia dei Valori di Terlizzi
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