Di Tria (PD) sulla questione rifiuti: «La roulette russa di Gemmato»

La Redazione
Di Tria Terlizzi

Servizio affidato dal 16 gennaio alla Asv di Bitonto e per tre mesi. «Perchè rischiare un’altra emergenza e scatenare un nuovo contenzioso?»

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Sul servizio di igiene urbana, ma soprattutto su quale impresa deve svolgerlo, pendono ad oggi tre ricorsi da parte di Tradeco, il vecchio gestore prima estromesso e poi richiamato a svolgere il servizio in virtù dell’indisponibilità dell’Asipu di Corato, quest’ultima interpellata a fine anno. L’ultima ordinanza affida la gestione alla Asv di Bitonto, ma il consigliere del Partito Democratico Vincenzo di Tria scommette che non sarà l’ultimo capitolo di questa vicenda. Lo spiega in un comunicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo.

Partiamo dal presupposto che il contratto Tra.De.Co. è scaduto da tempo e che si è proceduto con ordinanze di “proroga” per le difficoltà incontrate dai Comuni ricadenti nell’ARO a consorziarsi per prendere in carico il servizio di raccolta dei rifiuti sull’intero territorio dell’Ambito (come previsto dal Testo Unico dell’Ambiente del 2006), oltre che per la turbinosa evoluzione normativa del settore e l’assenza di un preciso quadro normativo regionale. Finalmente ad agosto scorso, con la LR 24/2012, la Regione ha legiferato e chiarito molti aspetti, e solo da poche settimane ha definitivamente perimetrato l’ARO di cui fa parte Terlizzi insieme a Corato, Molfetta, Bitonto e Ruvo.

Ma il servizio di raccolta congiunto tra tutti i 5 Comuni potrà essere effettuato solo dopo aver ultimato la procedura, già avviata sotto la mia gestione, di costituzione del consorzio fra i Comuni, fino ad allora sarebbe stato saggio sopportare la Tra.De.Co. senza creare emergenze sanitarie e problemi di ordine pubblico.
Invece no. Al sindaco Gemmato piace menar le mani! Gli piace il rischio.
Peccato che giochi alla roulette russa con i soldi dei cittadini, creando contenziosi a catena e disservizi di varia natura.

Ha già mandato in tilt la raccolta con la DEMENZIALE (ma da lui definita STORICA) ordinanza del 28 dicembre con la quale toglieva il servizio alla Tra.De.Co. e lo affidava alla ASIPU di Corato, che clamorosamente non accettava perché non avvisata per tempo. (E così parte il primo ricorso al TAR della Tra.De.Co. che impugna l’ordinanza).
Per porre rimedio al danno che aveva creato, Gemmato firma un’altra ordinanza il 31 dicembre, con la quale revoca quella del 28 e ordina alla Tra.De.Co. di proseguire il servizio per soli sei giorni fino al 6 gennaio. (E parte il secondo ricorso al TAR della Tra.De.Co. che impugna anche la seconda ordinanza).
Intanto Terlizzi è invasa dai rifiuti il primo dell’anno e il personale è per strada perché, nel vuoto gestionale venutosi a creare, è stato tutto licenziato.
Pone rimedio all’incresciosa situazione il Prefetto che convince la Tra.De.Co. a riprendere il servizio e a inquadrare il personale, in attesa del pronunciamento del TAR, annunciato per il 23 gennaio.
Il 4 gennaio il Presidente del TAR emana un decreto con il quale elimina il limite del 6 gennaio posto dal sindaco alla Tra.De.Co. e impone al Comune di attendere proprio fino al 23 gennaio, quando il TAR si pronuncerà sulla richiesta della Tra.De.Co. di sospendere l’efficacia dell’ordinanza del sindaco.

E intanto siamo arrivati al giorno 10 gennaio e Gemmato ne combina un’altra delle sue.
In barba a quanto imposto dal TAR, il sindaco decisionista firma un’ennesima ordinanza: dal 16 gennaio subentra la bitontina ASV, per soli tre mesi.
Ma perché Gemmato ha tanta fretta? Perché non ha atteso il pronunciamento del TAR il 23 gennaio?

Dal 16 al 23 ci sono solo 7 giorni. Perchè rischiare un’altra emergenza e scatenare un nuovo contenzioso? (E’ infatti già partito il terzo ricorso al TAR della Tra.De.Co. che impugna anche la terza ordinanza).
Perché violare un dispositivo cautelare del Presidente del TAR, pregiudicando anche i rapporti con il Tribunale Amministrativo? C’è qualcos’altro che lo spinge a cambiare, oltre alla tanto declamata necessità di migliorare il servizio? E perché è saltato il patto con l’ASIPU di Corato?

Bisognerà vigilare che non aumenti magicamente il numero dei dipendenti, visto che si è già tentato di far passare un consigliere dell’opposizione con la maggioranza con l’obiettivo di un posto di lavoro nella raccolta dei rifiuti.
In tutto questo bel quadretto è completamente assente l’assessore all’ecologia.
Che fine ha fatto l’assessore Rutigliani? Ha una parte in questo delirio amministrativo? Rassegnare le dimissioni sarebbe stata la cosa più coerente e dignitosa da fare, dopo aver scatenato l’emergenza rifiuti il primo dell’anno.

Ma la coerenza non ha domicilio nel centrodestra terlizzese, che invece di interrogarsi sul clamoroso errore di capodanno e sui falliti acquisti del sindaco, non ha trovato di meglio da fare che inveire sugli odiati avversari del centrosinistra, accusati di essere in “affari” con la Tra.De.Co. e per questo ancora responsabili di quanto avvenuto, ancora adesso che non governano! Stupefacente!

Tornando all’aspetto LEGALE: quanto ci costano le spacconate di Gemmato?
Le casse comunali pagheranno danni e spese legali per svariate decine di migliaia di euro a causa sua. Ma lui sembra non curarsene. Tanto non sono soldi suoi!
Non ci resta che attendere il 16 gennaio con il subentro della ASV (avverrà o ci sarà un altro colpo di scena, come per l’ASIPU?) e vedere cosa succede il 23 gennaio al TAR.
Sono convinto che Gemmato ci stupirà ancora!

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