Terlizzi sbanca alla Mostra dei 100 Presepi

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I terlizzesi Giacomo Gesmundo e Giuseppe Altamura si aggiudicano il primo premio.
Lo scorso 7 gennaio presso la sede del Bramante in piazza del Popolo a Roma, i terlizzesi Giacomo Gesmundo e Giuseppe Altamura hanno ottenuto il massimo riconoscimento durante la premiazione della 37^ edizione della tradizionale mostra internazionale dei “100 Presepi”. Prima di questo evento non si conoscevano e entrambi sono stati selezionati per partecipare a questa importante esposizione che ha accolto 171 presepi provenienti da tutto il mondo. Insieme, hanno ottenuto il primo premio per due categorie diverse.
Gesmundo è stato inserito nella categoria “Presepi Artistici Scenografici”. Il suo manufatto è risultato di “particolare pregio per la sapienza compositiva e per lo studio dei caratteri dei personaggi che vi figurano. La scena si sviluppa in un’ideale piramide, al culmine della quale abbiamo la Natività, classicamente intesa. Il particolare singolare è dato dall’immagine di Gesù Bambino, l’unica che abbia un colorito roseo e liscio; le altre figure hanno tutte un colorito scuro, più o meno a seconda dell’età, e sono segnate nei volti per l’incidenza del carico di anni, per le fatiche e gli stenti. Colpisce il senso dell’alacrità nel lavoro, la gioia di partecipare all’evento importante che traspare dai lievi sorrisi e dal movimento. Bellissimi e realistici i particolari: i frutti della terra di Puglia, le scamorze, gli ortaggi, ma anche le situazioni, i bambini con il cane, i frutti da donare nelle ceste. C’è la precisa sensazione che, se lo vogliamo, ogni giorno può essere Natale, nonostante i dolori, la stanchezza e gli acciacchi dell’età: purché si stia insieme e purché ognuno faccia la sua parte e rispetti l’altro”.
Giacomo Gesmundo ha svolto per anni l’attività di artigiano ma da sempre è noto da noi come pittore, scultore e maestro presepaio. Nella realizzazione che si è aggiudicata il premio ha utilizzato materiali tradizionali quali il legno, la terracotta, la stoffa e la cartapesta con dettagli e un’accuratezza certosina. L’arte è sempre stata la sua passione. La sua prima mostra personale risale al 1983. Da quella data è stato un susseguirsi di mostre e partecipazioni a manifestazioni artistiche. Ha esposto dipinti e opere in argilla in molte città italiane. La più recente è la personale di scultura allestita nel 2012 presso la biblioteca comunale cittadina dal tema: “La Donna, volti e risvolti”. Già nel 2000, Giacomo Gesmundo ha partecipato alla mostra dei “100 Presepi”, ricevendo la medaglia d’argento e gli elogi della signora Franca, moglie dell’allora Presidente Ciampi. Due anni dopo è stato premiato durante la stessa rassegna con medaglia d’oro. Non ha mai smesso di esporre i suoi suggestivi complessi presepiali in occasione del Santo Natale in posti sempre nuovi; al riguardo va ricordato il presepe allestito in rappresentanza della Regione Puglia a Campione d’Italia; quello preparato per il monastero di Santa Chiara a Brindisi, al Beato Giacomo di Bitetto, al Santuario di Sovereto, a Giffoni (Salerno), nel palazzo di città di Terlizzi, a Greggio (Rieti), nel palazzo della Prefettura di Bari e di Bologna. Nel 2010 è stato insignito del cavalierato al merito della Repubblica Italiana.
Giuseppe Altamura, nella vita è sottufficiale dell’Aereonautica militare. Al pari di Giacomo Gesmundo è un artista a pieno titolo. Ha saputo vincere con un presepe di pasta alimentare. Il 26 novembre scorso, durante il Tg1 delle 13.30, la Rai ha voluto riprendere in primo piano proprio l’immagine del suo presepe fatto di orecchiette, lasagne, ziti, cavatelli, fusilli, mafaldine, spaghetti, maccheroni dai formati più disparati, per dare la notizia dell’inizio della rassegna internazionale che ha visto, fino all’ultimo giorno di apertura, un’enorme affluenza di visitatori italiani e stranieri con interminabili code.
Classificato al primo posto per la categoria “Presepi di Fantasia”, la giuria ha così motivato: “La forza ispiratrice dell’autore ha plasmato la materia che è divenuta madreperlacea, luminosissima, fiabesca, e ci ha trasportato in un mondo irreale, dove non c’è ombra, dove tutto è luce, dove è naturale che si avverino i sogni di pace, di amore e di bellezza. È il Natale dell’anima, la rinascita della speranza. L’autore ha trasformato la pasta alimentare, materia del vivere quotidiano, in una suggestiva e originale rappresentazione del sacro”. Come per il suo concittadino (e ora amico) Gesmundo, era già stato premiato due anni fa per questa rassegna delle nazioni, arrivando al terzo posto, e l’anno prima aveva ottenuto il riconoscimento per il miglior presepe dalla città di Lariano, comune in cui risiede. Altamura occorre definirlo artista poliedrico. In età giovanile si è cimentato nella poesia, curando anche un manuale di filastrocche in dialetto terlizzese. Nel passato più recente ha realizzato piccoli capolavori floreali fatti in filo di ferro e calze colorate, con cui ha inteso fare un omaggio alla floricoltura e alla sua “Città dei Fiori”. Sue sono anche le originalissime creazioni in ferro battuto e in legno lavorato a mano e ancora le sculture con ciottoli di mare. Non meno importante è la sua passione per il giardinaggio, di cui è un esperto studioso, e per l’arte culinaria; ambito in cui si è specializzato nella lavorazione del panettone artigianale che tuttavia produce ogni anno in quantità “industriale” e che puntualmente diventa un prezioso omaggio per i suoi amici e parenti; come a voler dire che ogni cosa che crea è l’emblema della sua passione e del suo amore nei confronti degli altri.
Complimenti davvero a queste due speciali figure che hanno saputo distinguersi egregiamente nella loro “terlizzesità” e che per la loro sconfinata intraprendenza, creatività e bravura, ci hanno reso speranzosi e orgogliosi di essere uomini del Sud, infrangendo il pregiudizio di ataviche e impigrite sinapsi nella mente di noi cosiddetti “terroni”.
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