Ciccolella, 70 licenziamenti tra Natale e Capodanno

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La denuncia di uno dei licenziati in un video pubblicato su Youtube
Una notizia che si apprende al di fuori dei canali tradizionali che riguardano le problematiche connesse al mondo del lavoro. Non i sindacati confederali, non le forze politiche, non i rappresentanti istituzionali, ma è l’Unione Sindacale Italiana, piccola e agguerrita sigla di ispirazione anarchica, ad informare circa i 70 licenziamenti di lavoratori della impresa floricola Ciccolella avvenuti alla fine del 2012. Il comunicato che segue, è accompagnato da un video in cui uno dei lavoratori licenziati racconta lo sdegno per la condotta dell’azienda e per l’insensibilità finora mostrata da chi ha il dovere di fare qualcosa per lui e i suoi colleghi. Di seguito il comunicato dell’Usi Puglia.
Ciccolella: ovvero “il modello” produttivo che piace ai cinesi
È di questi giorni il dato Istat che denuncia un vertiginoso incremento della disoccupazione in Italia con un tasso, medio, dell’11,7% che risulta triplicato nel settore dei giovani e delle donne.
A fronte di, freddi ed informali, dati statistici però ci sono uomini e donne in carne ed ossa: soggetti sociali che vivono sulla propria pelle l’esperienza – traumatica e, forse, irreversibile – del licenziamento con la conseguente perdita di ruolo sociale e reddito che consenta una vita dignitosa.
Nemmeno la Puglia e –nella fattispecie– la piccola realtà terlizzese – è esente da questo gravissimo fenomeno di estraniazione sociale. E’ di queste ore, infatti, la denuncia pubblica –tramite un video su you tube– di Emanuele Porcelli che lamenta il fragoroso silenzio di parti sociali ed istituzioni pubbliche di fronte al licenziamento di massa operato –durante le festività natalizie– dalla Ciccolella spa: la holding florovivaistica che piace ai cinesi e leader europea nel settore.
Il silenzio dell’azienda e dei politicanti locali lo comprendiamo e fa parte delle regole –“truccate”– della dinamica sociale che vede sempre soccombenti i soggetti sociali più deboli: o ritenuti tali. Facciamo fatica a comprendere il silenzio “tombale” delle “parti sociali” (leggasi sindacati) a meno che tale atteggiamento non debba intendersi come tacito consenso “alla messa in mezzo alla strada” di 70 lavoratori che –nei mesi scorsi– avevano dimostrato di non essere disposti a chinare la testa.
Se così fosse sarebbe il primo licenziamento di massa operato “con il concerto” dei sindacati mai operato in Italia: un fatto gravissimo.
Da parte nostra ribadiamo che i lavoratori non sono più disposti a pagare con sacrifici spropositati i costi di una crisi e di un debito –bancario e finanziario– che non hanno provocato e di cui non sono responsabili essendo ben consapevoli che solo un “artificio contabile” ha trasformato un debito privato (delle banche e di speculatori senza scrupoli) in debito pubblico che pesa – come un macigno – sulle spalle di ciascuno di noi.
L’Unione Sindacale Italiana Puglia nell’esprimere sostegno e solidarietà ai lavoratori della Ciccolella Spa si dichiara fin d’ora disponibile ad appoggiare tutte le iniziative di lotta che i lavoratori autoconvocati intraprenderanno in raccordo e sinergia con altre realtà similari.
Per l’USI-AIT Puglia
Pasquale Piergiovanni
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