Minori a rischio e famiglie in difficoltà, il soccorso arriva dal “Piano sociale di zona”

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A partire da questo mese e per i prossimi 18, i nuovi servizi "Sottosopra", "Tira&molla" e "Baraonda" avranno il compito di assistere nel migliore dei modi i minori a rischio e le famiglie in difficoltà del nostro territorio.
Nomi bizzarri per progetti importanti.
“Sottosopra”, “Tira&molla” e “Baraonda” sono i tre nuovi servizi proposti dal “Piano Sociale di Zona – Ambito territoriale 3” (composto dalle città di Corato, Ruvo e Terlizzi) e presentati martedì pomeriggio nella sala verde di Palazzo di Città.
A partire da questo mese e per i prossimi 18 (con la possibilità di essere prorogati per altri 18), questi servizi avranno il compito di assistere nel migliore dei modi i minori a rischio e le famiglie in difficoltà del nostro territorio.
«I nomi dei progetti -ha spiegato il responsabile tecnico Giulia Abbruzzese- rievocano la vivacità dei destinatari. Quattro le fasi: avvio, accoglienza di destinatari, presa in carico, inserimento ed evocazione del servizio».
A realizzare concretamente il progetto saranno le cooperative sociali “Trifoglio”, “Koinos” e “Servizi multipli integrati” che si sono aggiudicate la gara per un importo vicino al milione di euro.
«Nell’ambito territoriale 3 del Piano sociale di zona, che pure è quello che ha investito più risorse di tutti per erogare i servizi – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Corato, Franco Caputo – mancava un segmento sui minori che finalmente realizziamo con questi nuovi progetti. Oltre a queste novità, è bene precisare che restano confermati almeno per i prossimi tre anni tutti i servizi sinora offerti».
A rappresentare il Comune di Terlizzi c’erano il sindaco Ninni Gemmato ed il consigliere comunale Pasquale Adamo.
«Questo è un momento molto qualificante, oltre ad essere il primo che vivo da sindaco per ciò che riguarda il piano di zona -ha detto Gemmato- perché oggi mettiamo in comune questi importanti progetti il cui messaggio speriamo arrivi dritto ai cittadini».
«Con questi servizi sui minori -ha aggiunto Elisabetta Altamura, assessore ai servizi sociali del Comune di Ruvo- colmiamo una grande lacuna del piano di zona. Ci sentiamo soddisfatti per aver raggiunto questo traguardo che si tradurrà in un servizio assistenziale efficace».
«L’avvio di questi progetti risale al 7 luglio 2010, quando venne approvata la gara», ha poi ricordato Vitantonio Patruno dirigente dell’ufficio di piano.
«Per i primi mesi abbiamo viaggiato spediti rispettando perfettamente i tempi. Poi il ricorso di un’azienda esclusa dalla gara per la mancanza di requisiti ci ha fatto perdere del tempo. Confermata l’esclusione di quella azienda, tutto è ripartito ed oggi possiamo dire che diamo il via a dei servizi che vanno incontro alle esigenze del territorio».
Nel dettaglio, il progetto “Sottosopra” intende fornire assistenza domiciliare educativa per i minori a rischio di devianza e di emarginazione sociale ed è rivolto a quei minori il cui nucleo familiare necessiti di essere aiutato nel delicato compito di promuovere la crescita armonica e lo sviluppo psico-affettivo relazionale del ragazzo.
Il servizio – che si svolgerà presso il domicilio dell’utente o in strutture del territorio che favoriscono l’integrazione sociale – prevede l’attuazione di diverse attività finalizzate a mantenere il minore nel proprio ambiente familiare per prevenire il disagio e ridurre o rimuovere i fattori di rischio di emarginazione sociale e devianza, oltre ad orientare la famiglia verso un corretto utilizzo delle risorse territoriali esistenti, migliorando rapporto con le istituzioni ed i servizi socio sanitari.
“Tira&molla” invece, si configura come un centro ascolto per le famiglie. Il servizio nasce dalla necessità di offrire un concreto aiuto ai problemi della vita familiare, alla difficoltà di conciliare impegni e tempi di lavoro e di cura, per sostenere le coppie giovani, le famiglie monoparentali, i genitori temporaneamente in difficoltà e le famiglie immigrate.
Le principali attività comprendono segretariato sociale, supporto alla genitorialità e mediazione familiare, consulenza legale utile ad approfondire norme diritti che regolano la vita familiare, creazione di uno spazio neutro per facilitare il riavvicinamento relazionale ed emotivo tra genitori o adulti di riferimento e figli che hanno vissuto situazioni conflittuali interne alle nucleo familiare, attività dedicate allo stare insieme per creare luoghi di incontro di socializzazione di partecipazione di sperimentazione e l’esercizio di competenza genitoriali.
Il centro di ascolto per le famiglie è ubicato a Corato presso la struttura comunale di via Tuscolana 2. Può ospitare fino a 25 minori ed è aperto il lunedì dalle 10.30 alle 12.30, il martedì ed il giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19.
Con il progetto “Baraonda”, infine, si propone un centro aperto polivalente l’accoglienza e l’aggregazione di minori e giovani del territorio in uno spazio educativo che offra percorsi di crescita attraverso interventi diversificati.
Il centro rappresenta uno spazio di ascolto, ludico ricreativo ed educativo in grado di incidere in maniera positiva sulla personalità di minori e adolescenti. Le attività sono articolate in laboratori riguardanti le aree ludico-espressiva, artistica, culturale, sportiva e ricreativa, cui si affianca il servizio di sostegno scolastico pomeridiano. Il centro aperto polivalente, ubicato sempre in via Tuscolana, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30.
A tutti e tre i progetti si potrà accedere attraverso la segnalazione dei servizi sociali, oppure tramite lo sportello di accoglienza (sempre in via Tuscolana 2, aperto il giovedì dalle 10.30 alle 12.30, il martedì e giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19) che garantisce la presenza costante di uno operatore deputato alla raccolta dei documenti ed alla registrazione degli accessi.
In chiusura di presentazione, dall’assessore Caputo è arrivato una sorta di commiato dal ruolo di amministratore, visto che ormai manca poco alle elezioni comunali che rinnoveranno la Giunta.
«Grazie a tutti per questi cinque anni di lavoro molto impegnativi ma meravigliosi -ha detto- nei quali ho davvero imparato tanto».
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