Azioni di protesta contro i 70 licenziamenti “natalizi” di Ciccolella

La Redazione
Serra di fiori

«L’intento dell’azienda è chiaro: fiaccare la resistenza dei lavoratori inducendoli a non impugnare il licenziamento in cambio di un nuovo contratto part time e/o a tempo determinato alle condizioni “capestro” dettate dalla direzione aziendale»

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È in corso nella mattinata di oggi a Molfetta, un un presidio/volantinaggio di sostegno e solidarietà per i 70 lavoratori Ciccolella licenziati durante le festività natalizie. Ad organizzare la manifestazione sono il sindacato USI-AIT Puglia e il Partito di Alternativa Comunista. Tra le azioni, la distribuzione di un volantino il cui testo di seguito publbichiamo.

Diciamo NO al “metodo Ciccolella”: ovvero prendi i soldi e scappa!
Si è consumata durante le festività natalizie –nel fragoroso silenzio dei media, dei politici e delle forze, cosiddette, sociali– l’ennesimo dramma occupazionale che coinvolge ben 242 lavoratori della CG Partecipazioni. Questa, infatti, è la cifra “a consuntivo” dei lavoratori Ciccolella licenziati tra Molfetta, Terlizzi, Melfi e, perfino, Candela ovvero l’impianto “modello” che costituisce il fiore all’occhiello della giunta Vendola che ha largamente provveduto a finanziare e sponsorizzare il progetto.

Cominciamo, sinceramente, ad essere stufi di confrontarci con “imprenditori” che –dopo aver largamente attinto dai fondi pubblici per “stare” sul mercato– abbandonano il campo (leggasi delocalizzano) al primo soffio di vento … di crisi. È il caso dell’Eco Leather di Monopoli ma anche dell’ILVA di Taranto a legger bene i fatti. Nel caso Ciccolella il “consuntivo” è semplice e sotto gli occhi di tutti: si tratta di una azienda sana, quotata in borsa, saldamente in attivo (nonostante una, lieve, flessione tutto sommato fisiologica dati i tempi) in forte espansione nel mercato estero e, nella fattispecie, olandese.

Quale sarebbe il problema dunque? Semplice. Il problema è il salario coniugato alla flessibilità più rigorosa e funzionale alla produzione ed al profitto. È solo in quest’ottica che va letto il ricatto occupazionale concretizzato nelle lettere di licenziamento collettivo il cui iter – iniziato il 29 dicembre 2012 – si concluderà entro la fine di febbraio.

L’intento dell’azienda è chiaro: fiaccare la resistenza dei lavoratori inducendoli a non impugnare il licenziamento in cambio di un nuovo contratto part time e/o a tempo determinato alle condizioni “capestro” dettate dalla direzione aziendale e dalle, cosiddette, “regole del mercato”. Si tratterebbe, in ultima analisi, della cancellazione dei benefici del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro e la sua trasposizione – tout court – in contratto individuale: con tutto quel che ne consegue in termini, soggettivi, di subordinazione e di vero e proprio ricatto occupazionale che peserebbe sul singolo lavoratore che perderebbe ogni vincolo di solidarietà con gli altri colleghi e, con esso, ogni capacità contrattuale.
Un ritorno – in termini di contrattazione sociale – agli anni ’60 quando erano i padroni a decidere chi (e quanto) doveva lavorare e chi, invece, rifiutandosi di piegarsi alle imposizioni padronali doveva restare fuori.

Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà –umana e sociale– ai lavoratori della Ciccolella in lotta per la difesa dei diritti minimi di ciascun lavoratore – a cominciare dal diritto, costituzionale, ad avere una propria (e non fittizia) rappresentanza sindacale al tavole delle trattative – invitiamo i cittadini molfettesi ad esprimere piena e concreta solidarietà inviando messaggi alla direzione della CG Partecipazioni al seguente recapito postale: GC partecipazioni sede legale via Patrioti Molfettesi, 8 – cap. 70056 Molfetta.

Nelle prossime ore valuteremo la possibilità di intraprendere iniziative di boicottaggio dei prodotti della Ciccolella in modo da colpire i padroni nel vivo ovvero … nel portafogli!
Unione Sindacale Italiana AIT Puglia

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