«Verificare l’attività intramoenia al reparto chirurgia dell’ospedale di Terlizzi»
Lo chiede l'associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici.
Il reparto di chirurgia dell'ospedale di Terlizzi nel mirino dell'associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici. Il dr. Matteo Paparella, componente delegazione trattante nella Asl Bari, ha inviato una nota al Direttore Generale Domenico Colasanto, con la quale chiede «una puntigliosa attività di verifica dell'Alpi (Attività Libero Professionale Intramoenia) svolta presso il reparto di chirurgia di Terlizzi da parte della apposita commissione paritetica, allo scopo di verificare il corretto ed equilibrato rapporto tra l'attività istituzionale (da garantire prioritariamente sia presso la chirurgia di Corato dotata 4 posti letto che presso quella di Terlizzi) e la corrispondente attività ambulatoriale».
Nella nota, inoltre, si denunciano «turni di guardia medica, reperibilità e lavoro ordinario dei medici assegnati alla unità operativa complessa di chirurgia del presidio ospedaliero Corato/Terlizzi, predisposti in modo illogico, iniquo, palesemente confliggenti con i principi di trasparenza ed imparzialità, come stabilito dal decreto legislativo 165/2001».
«Turni di guardia medica -aggiunge Paparella- vengono effettuati anche presso l'ospedale di Terlizzi dove, però, non si effettuano reperibilità cardiologiche, anestesiologiche ed infermieristiche da sempre svolte, invece, presso l'ospedale di Corato. Tutto ciò con il risultato, già registrato, di "azzerare" di fatto la normale attività chirurgica (ambulatoriale ed operatoria) presso il presidio di Corato, con gravi disagi per la vasta utenza».
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