Home Care Premium, Gemmato: «Facendo rete con il territorio si migliorano i servizi»

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Il Sindaco di Terlizzi alla presentazione del progetto promosso dall’Inps Gestione Pubblica, riservato a dipendenti e pensionati pubblici e ai loro famigliari e finalizzato all’assistenza domiciliare di persone non autosufficienti.
Si amplia l’offerta socio-assistenziale del Comune di Corato grazie all’adesione a “Home Care Premium 2012”, il progetto promosso dall’Inps Gestione Pubblica, riservato a dipendenti e pensionati pubblici e ai loro famigliari e finalizzato all’assistenza domiciliare di persone non autosufficienti.
Il progetto, per il quale l’Ambito Territoriale costituito dai Comuni di Corato, Ruvo e Terlizzi è risultato tra i vincitori, è stato presentato giovedì in una conferenza stampa presso la Sala Verde del Palazzo di Città di Corato, Comune capofila dell’iniziativa.
Sono intervenuti Elisabetta Altamura, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ruvo, il Dott. Nicola Gemmato, Sindaco di Terlizzi, la Dott.ssa Angela Maria Guarino, Responsabile di Ambito Direzione Regionale di Puglia e Basilicata INPS – gestione ex INPDAP, il Dott. Vitantonio Patruno, Comandante della Polizia Municipale e Dirigente ai Servizi Sociali, il Dott. Paolo Sardi, Direttore Generale della Direzione Regionale di Puglia e Basilicata INPS – Gestione ex Inpdap e il Dott. Nunzio Mario Tritto, Sub Commissario Prefettizio al Comune Corato.
Il progetto “Home Care Premium” prevede una serie di interventi di assistenza domiciliare di supporto alla non autosufficienza e allo stato di fragilità. È rivolto esclusivamente a dipendenti e pensionati pubblici, utenti della gestione Inps – ex Inpdap, ai loro coniugi conviventi e ai loro familiari di primo grado (genitori e figli), non autosufficienti e residenti nell’ambito territoriale dei Comuni di Corato, Ruvo e Terlizzi. Quindi l’iniziativa è rivolta non solo a dipendenti o pensionati Inps non autosufficienti, ma anche a quei dipendenti o pensionati che si prendono cura, direttamente o tramite “badanti” regolarizzati, di coniugi, genitori o figli non autosufficienti.
Potranno beneficiare degli aiuti economici e dell’assistenza, previsti dal progetto, 80 persone ritenute idonee in base al possesso di specifici requisiti di reddito e di non autosufficienza. La domanda può essere inoltrata a cura del medesimo soggetto non autosufficiente o a cura del famigliare o dell’amministratore di sostegno, rivolgendosi agli specifici sportelli o attraverso il portale dell’Inps.
Non c’è un bando: le domande acquisiranno ordine di priorità in base della data di presentazione e risulteranno quindi beneficiari i primi ottanta soggetti che abbiano presentato l’istanza e che risultino idonei in seguito alle verifiche effettuate dall’Inps. Tutte le attività saranno finanziate del Fondo Credito dell’Inps – Gestione exInpdap, alimentato dal prelievo obbligatorio dello 0,35% che l’Inps effettua sullo stipendio del personale della Pubblica Amministrazione: di conseguenza l’iniziativa non andrà a gravare sulle spese dei Comuni interessati e della collettività.
«Grazie a questo progetto abbiamo ampliato la nostra offerta socio assistenziale –ha affermato l’assessore Elisabetta Altamura– poiché abbiamo individuato degli utenti che sarebbero altrimenti esclusi dalla sfera dei servizi assistenziali in quanto né troppo poveri per accedere a quelli pubblici né troppo abbienti per potersi permettere quelli privati. Si tratta di un progetto innovativo che mette in rete l’Istituto di Previdenza, le associazioni locali e tutti i soggetti del “terzo settore”, con l’obiettivo di fornire tutto il supporto necessario nei confronti degli utenti in stato di non auto sufficienza proprio o dei propri familiari. A tal fine saranno istituiti a breve degli sportelli informativi in ogni Comune dell’Ambito e sarà attivato un numero di telefono dedicato».
Come ha specificato il Dott. Patruno «l’adesione al “Progetto Home Care Premium 2012”, fortemente voluta dall’Amministrazione Perrone, ha garantito all’Ambito Territoriale Corato-Ruvo-Terlizzi un contributo pari a circa 400.000 euro».
Il Dott. Paolo Sardi ha quindi spiegato in dettaglio le tre fasi del progetto e i relativi benefici previsti: «In una prima fase, previa nomina di una Commissione Tecnica, l’Inps erogherà a favore dell’Ambito una prima tranche di benefici pari al 40% del finanziamento, per coprire le spese di gestione necessarie ai tre Comuni per avviare il progetto: creazione degli Sportelli, formazione per gli assistenti famigliari e per i famigliari degli assistiti, creazione del registro dei badanti, eventuale creazione registro dei volontari, ecc. »
«La seconda fase –ha continuato Sardi- è quella delle cosiddette “prestazioni prevalenti” e cioè quella in cui le erogazioni saranno rivolte direttamente ai beneficiari del progetto assistenziale, per coprire spese di assistenza (come ad esempio il pagamento di badanti). A tal fine sarà concesso, direttamente a ciascun utente, un contributo di entità variabile in relazione al grado di autosufficienza e al reddito, fino ad un valore massimo di 1.200 euro al mese. Si precisa che, nel caso il cui la persona assistita sia un parente del dipendente o del pensionato pubblico, il reddito considerato è quello del dipendente o pensionato stesso e non del famigliare. Inoltre tale contributo è integrativo alle eventuali indennità statali di cui il beneficiario già gode (come l’indennità di accompagnamento), che saranno quindi considerate ai fini della stima del contributo stesso.
L’ultima fase è quella delle “prestazioni integrative”, cioè di quelle somme erogate a favore dell’Ambito Territoriale per coprire eventuali altre spese, come le spese di trasporto, le rette dei centri diurni, l’acquisizione di strumenti di domotica domestica , la sostituzione temporanea di assistenti e via dicendo. Da quanto detto si può comprendere che l’Ambito Territoriale è il centro principale del Progetto “Home Care Premium”, mentre l’Inps costituisce il centro di Controllo.
All’apposita Commissione Tecnica spetterà invece il compito di validare la rendicontazione trimestrale stilata dall’Ambito Territoriale».
Infine la Dott.ssa Guarino è intervenuta per sottolineare alcuni aspetti operativi immediati, inerenti alla presentazione delle domande per accedere al beneficio: «La prima condizione per presentare l’istanza è l’iscrizione del potenziale beneficiario della prestazione assistenziale, alla banca dati a disposizione dell’Ente. I moduli necessari sono scaricabili dal sito http://www.inpdap.gov.it nella sezione “modulistica”. Dal 2 maggio sarà poi operativo il portale dedicato, attraverso cui sarà possibile inoltrare le domande per richiedere il beneficio. Questo sarà quindi concesso ai primi 80 utenti, previa verifica dei requisiti, che avranno presentato l’istanza. Il progetto potrebbe decadere qualora non si raggiungesse il numero di 80. Dal 1° giugno al 30 settembre si procederà quindi con la presa in carico dei soggetti beneficiari».
Tutti gli intervenuti si sono mostrati ottimisti sulla buona riuscita dell’iniziativa, sottolineando a riguardo l’importanza del “fare rete” da parte di Istituzioni, Associazioni di Volontariato, Istituti di Patronato e Assistenza Sociale, CAF, i Centri per l’Impiego, le Agenzie Formative e di Lavoro, le Associazioni degli utenti e dei loro famigliari, che ovviamente saranno adeguatamente formati ai rispettivi compiti e ruoli nell’ambito del Progetto.
«Solo facendo rete –ha affermato il sindaco Gemmato– si potrà migliorare l’organizzazione e la qualità del servizio, nonché cogliere meglio le esigenze del territorio».
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