Primo Maggio a Terlizzi ricordando Marietta Dello Russo

La Redazione
Cgil

Il programma delle manifestazioni.

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La Cgil di Bari organizza a Terlizzi il suo Primo Maggio. La Festa dei Lavoratori avrà inizio alle ore 8.30 con il giro per le vie cittadine della Bassa Musica “T. Marinelli”.

Alle ore 18, raduno in corso Vittorio Emanuele nei pressi della Camera del Lavoro. Da lì partirà il tradizionale corteo per le vie della città accompagnato dal Concerto bandistico “A. Gisonda”.

Alle ore 19.30 presso il Parco Marinelli sarà presentato il progetto “Marietta… io me la ricordo”. Introduce Giuseppe Volpe, Rsu della Flc Cgil Bari e conclude Gianni Forte, Segretario generale Cgil Puglia.

MARIETTA, UN’EROINA DEI NOSTRI GIORNI

Io me la ricordo Marietta. La sua fierezza, la sua dignità, la sua aria di sfida.
Una donna, una figura di altri tempi che aveva la sfrontatezza, il coraggio, la dignità di pochi.
Un personaggio uscito dalle pagine di Guareschi.

Una pasionaria, Marietta. Una Dolores Ibarruri de noantri. Meridionale e mediterranea.
Una donna la cui fisicità dirompente ne costituiva un fascino da popolana e da capopopolo.

Marietta nel suo piccolo ha contribuito al riscatto di una identità dignitosa e alla consapevolezza dell’importanza dei più umili, a  questi grandi o piccoli combattenti di ogni giorno insieme alle  tante figure che hanno consumato la loro unicità e il loro sacrificio nel silenzio e nell’oscurità di un quotidiano che è tuttavia di rilievo se importa la costanza e la tenacia di valori forti che rendono civile e fiero un popolo. 

Non mi sembra esagerato associarla ad altre  grandi personalità di Terlizzi, terra natia di Gesmundo Gioacchino, eroico aderente ai GAP romani nel periodo fascista, che fece della sua residenza romana la sede clandestina dell’Unità, torturato dai  nazisti e ucciso alle Fosse Ardeatine così come accadde al suo amico don Pietro Pappagallo, a cui era unito dall’impegno antifascista.

Sono queste le personalità di cui abbiamo un disperato bisogno ancora oggi.

Viveva, Marietta, una condizione di riscatto attraverso un simbolo forte e pregno di passione e rispetto, quello del partito comunista, sulla cui scissione lei ha sempre glissato. Tanto che nella sezione non autorizzata del partito, lei distribuiva volantini di entrambe le componenti di sinistra dello storico PCI, mai facendosi toccare da beghe e da rivalità che lasciava ad altri.

Una neo-romantica, attenta alla solidarietà, alla fedeltà alla bandiera.

Un attaccamento inossidabile che niente e nessuno le avrebbe mai strappato.

Valori che le riempivano la vita, le restituivano quell’energia instancabile che nessuno mai le poteva rubare.

Lei credeva profondamente al significato della dignità del lavoro, anche attraverso Giuseppe Di Vittorio, in cui riconosceva il liberatore.
Una devota Marietta. All’altare di Di Vittorio.

Una mediatrice, perché per lei la passione politica non aveva divisioni. Unico partito e unico sindacato.

Tutti fratelli sotto un’unica bandiera.
Rossa come il sangue che aveva versato in un infame accoltellamento subito dai fascisti. Rossa come quella che affratellava il sindacato, l’unico sindacato: la Cgil. Rossa, come quella del suo partito prima della scissione della Bolognina, dell’89.

Una persona umile dalle radici forti, che nulla chiedeva, con la schiena dritta. E’con lei che da ragazzino mi è capitato di trascorrere la notte in attesa davanti al municipio, con il panino, il vino e una seggiola, per collocare il simbolo del partito in alto a sinistra. E con me c’erano anche tanti altri compagni, penso per esempio al grande Ciccio Sparapano e a sua moglie Emanuela. 
Le elezioni erano per noi tutti un evento importante che aveva un peso nelle prospettive future del proprio paese. A Terlizzi, il quartiere Paù era abitato da braccianti con la testa eretta, con la consapevolezza orgogliosa del proprio valore, il cui riscatto era passato dalle azioni e dalla storia di uomini, che gli  avevano riconosciuto un’importanza. Un quartiere che faceva gioire i militanti comunisti durante lo spoglio di qualsiasi elezione.

Viveva un suo momento da protagonista Marietta, sempre. Quando raccoglieva porta a porta i soldi per la festa dell’Unità o raccomandava con imperio gentile di esporre coperte rosse al passaggio del corteo dei lavoratori, alla loro festa del primo maggio. Protagonista anche nel corteo della festa del lavoro, quando si ostinava a “omaggiare” con i confetti, lanciandoli contro i suoi politici preferiti.
Una donna d’acciaio per cui i valori perduravano al di là delle umane miserie, delle conflittualità e delle divisioni.

Un grande simbolo per i militanti politici, che poteva essersi stagliata dal “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, un personaggio dalla fisicità dirompente ed esuberante, che niente e nessuno poteva ridimensionare.

Una donna che non piegava la testa e non aveva soggezione di nessuno ma riconosceva la grandezza di un partito e della CGIL, come elementi fondativi che avevano restituito valore ai cosiddetti ultimi.

Una donna che incarnava i bisogni dei lavoratori e per cui pretendeva irriverentemente e sfrontatamente rispetto, senza discussioni.
La sua religione: partito e sindacato, che quei braccianti e lavoratori avevano fatto uscire dall’invisibilità, rendendoli consapevoli della loro importanza.
Dobbiamo molto a Marietta Dello Russo e grande bisogno avremmo ancora oggi di persone, di figure come lei, che si sono immolate e sacrificate nella solidarietà per gli altri, che hanno creduto ciecamente che esiste un mondo diverso basato su quei valori che fanno della democrazia il fondamento del governo del popolo, che si sono battute per la prospettiva futura di ricostruzione della fiducia nelle Istituzioni e hanno lottato per la causa.

Forse con modalità e diverso modo di rapportarsi. Ma con quella voglia di credere con entusiasmo e con forza in valori aggreganti, per andare avanti con fiducia.
Con la certezza che potremmo farcela solo superando le divisioni e gli egoismi, affratellandoci al di là delle differenze.

La CGIL possiede questi valori nel suo dna e siamo convinti che in mezzo a noi ci sono tanti uomini e tante donne come Marietta che sono le gambe, la mente, il cuore della nostra Organizzazione.

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