Rifondazione: «Tributi direttamente al Comune e meggiori controlli sull’operato dei dipendenti»

La Redazione
Rifondazione comunista in piazza

«Era da tempo che la Città aspettava spiegazioni riguardanti i numerosi episodi di “cartelle pazze”, avvenuti negli ultimi tre anni».

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Come è prevedibile, sulla vicenda che ha scosso Terlizzi a proposito degli arresti della dirigente comunale Francesca Pansini e del presidente della Censum Vito Redavid, arriveranno gli interventi del mondo politico locale. Dopo la nota ufficiale del Sindaco, arriva un comunicato di Rifondazione Comunista che di seguito publbichiamo.

Ciò che attraverso gli arresti attuati ieri mattina dalla Guardia di Finanza è stato reso pubblico rappresenta un fatto di una gravità inaudita per il Comune di Terlizzi.
Sulle spalle del dirigente  del settore finanze del Comune, Francesca Pansini, e del Presidente del CDA della Censum SpA, Vito Redavid, gravano le accuse di peculato, tentata concussione e abuso d’ufficio.
Fatto inaudito ma quasi per nulla inaspettato.

Era da tempo infatti che la Città aspettava spiegazioni riguardanti i numerosi episodi di “cartelle pazze”, avvenuti negli ultimi tre anni. “Un disservizio”, si difese allora Redavid. Un disservizio che però obbligava quasi la metà della popolazione terlizzese a versare una seconda volta i tributi per “errori negli accertamenti”, per cui l’agenzia privata addetta alla riscossione tributi sul territorio comunale (la Censum SpA) dichiarava di non essere in grado di determinare una qualsiasi certezza dell’avvenuto versamento.
Cosa che, si ribattè allora, era abbastanza facile da fare, incrociando i dati della Censum con quelli degli elenchi anagrafici del Comune – cosa facile da fare anche perché telematica.
Casualmente, non ce ne fu la volontà. Si preferì far pagare ai contribuenti della Città.
Città che nonostante le cartelle pazze, nonostante i versamenti di IMU e Tarsu vede i bilanci comunali chiusi miracolosamente in attivo, le casse comunali vuote e Terlizzi, con i suoi spazi, i suoi cervelli, con la sua cultura, completamente immobile.

La Pansini e il Redavid in tre anni (2008\2009\2010) hanno portato via dal comune 2,2 milioni di euro, e nel periodo 2011\2012 1,2 milioni. Quasi 3,5 milioni di euro.

Noi del Circolo di Rifondazione Comunista di Terlizzi siamo pienamente convinti che tutto questo è avvenuto essenzialmente per due ragioni.
La prima è che se l’agenzia addetta alla riscossione dei tributi fosse stata a titolo e controllo totalmente pubblico – e non una Società per Azioni – sarebbe stato impossibile per soggetti come Redavid ledere così pesantemente sulle casse comunali.

La seconda è che se gli uomini delle istituzioni politiche terlizzesi fossero realmente vigili sull’operato dei loro sottoposti, se per loro la politica fosse il mezzo e non il fine, e se la loro volontà di rappresentanti fosse volta verso il solo obiettivo del Bene Comune, sarebbe stato a dir poco impensabile per la Pansini operare un furto senza essere scoperta immediatamente.
Ma a quanto pare a Terlizzi, per la pochezza della sua politica, queste due condizioni per ora restano utopia.

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