Il Movimento Libertà e Partecipazione sul cambio della definizione ai Giardini Falcone e Borsellino

La Redazione
Giovanni Falcone

«Speriamo che questa non sia solo una cerimonia fine a se stessa, ma l’inizio di politiche tese alla cultura della legalità che coinvolgano tutti i cittadini».

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Nell’anniversario che cade domani della morte di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta, il Movimento Politico Libertà e Partecipazione ha voluto celebrare il buon esito dell’iniziativa che ha portato al cambio della definizione dei giardini “Falcone e Borsellino” da “vittime della criminalità” a “vittime della mafia”. Di seguito il comunicato.

“Finalmente noi cittadini “DIAMO IL PROPRIO NOME ALLE COSE”
Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta muoiono a causa di un attentato mafioso allo svincolo autostradale di Capaci-Isola delle Femmine.

Dopo ventuno anni il 23 maggio costituisce una data simbolo per non dimenticare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, le donne e gli uomini uccisi barbaramente, a distanza di pochi mesi, da due attentati mafiosi. Questo giorno è anche un’occasione ufficiale per ribadire il proprio “No alla mafia”, ma dovrebbe essere una delle tante occasioni quotidiane in cui si porta avanti la lotta per legalità, per il riconoscimento della verità storica e giudiziaria. È per questo che 320 cittadini terlizzesi hanno aderito alla petizione popolare “DIAMO IL PROPRIO NOME ALLE COSE”, promossa dal Movimento Libertà è Partecipazione per il cambio di dicitura dei Giardini Falcone-Borsellino, da “vittime della criminalità”, come finora scritto, a “vittime della mafia”. Siamo lieti che la raccolta firme sia stato motivo di accelerazione per l’Amministrazione Comunale che nella veste del “Sindaco di Terlizzi Ninni Gemmato scoprirà la targa della nuova intitolazione dei Giardini”. Speriamo che questa non sia solo una cerimonia fine a se stessa, ma l’inizio di politiche tese alla cultura della legalità che coinvolgano tutti i cittadini.

Nel 2002 in occasione dell’affissione della targa in memoria di Giovanni Falcone al ministero della Giustizia, il magistrato Ilda Bocassini ha commentato così gli onori postumi offerti a Falcone: « Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento. […] Le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito».

I giudici Falcone e Borsellino a Terlizzi hanno dovuto aspettare oltre un decennio e amministrazioni di vario colore prima di essere riconosciuti come vittime della mafia. Ci auguriamo che la commemorazione non sia motivo di strumentalizzazione da parte di nessuna forza politica, ma un autentico atto di partecipazione e commemorazione di una delle tristi vicende della nostra storia. Come Movimento Libertà è Partecipazione ringraziamo i 320 cittadini terlizzesi che hanno espresso il loro dissenso per quella dicitura, decidendo con la loro presenza di cambiarla. Ci dispiace che le loro volontà siano state però dimenticate dal Sindaco nei suoi comunicati stampa e ricordiamo che queste non sono valide solo in periodo di campagna elettorale. Anche senza invito il Movimento partecipa alla cerimonia ed esorta i firmatari e non a prender parte a questo momento troppo atteso.
“Basta parlare di una mafia come di una piovra o di un cancro dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia, ma rassomiglia a chi? Assomiglia ai parlamentari, ai siciliani, agli italiani, agli uomini in genere, intendevo dire né più né meno che i mafiosi non sono poi tanto diversi dai comuni mortali, non sono dei marziani.”
Da un’intervista a Giovanni Falcone del 12 gennaio 1992″

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