Accogliere senza confini con il Progetto Speranza

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Arriveranno il 3 giugno dalla Bielorussia, freschi come germogli. A decine, ospiti di famiglie terlizzesi e pugliesi. Con la speranza che presto se ne aggiungano altri in remissione oncologica.
Sono famiglie normali eppure eccezionali, quelle che ospiteranno i bambini bielorussi che ci raggiungeranno il 3 giugno per trascorrere l’estate nella nostra terra.
Eccezionali perché in grado di esprimere la gratuità in tempo di marcata crisi economica. Eccezionali in quanto capaci di coniugare il verbo “accogliere” e di praticarlo “senza confini”.
L’umanità non ha confini. Può averli la moneta, la lingua, la condizione sociale, ma non l’umanità.
Decine di bambini e alcuni adolescenti troveranno, dunque, un nido temporaneo in altrettante famiglie terlizzesi e pugliesi, sottratti all’abbandono, alla vita d’istituto, alla contaminazione ambientale ancora attiva su almeno metà territorio bielorusso.
Il progetto estivo 2013, organizzato dall’Associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi Onlus, è stato varato. Il carico di tenerezza, di vitalità e di umanità è in arrivo: la “novità” è questa. Antica come le montagne. Fresca come un germoglio.
Ma ce n’è un’altra, di novità, all’orizzonte, ancora più importante. Nel 2014 l’Associazione intende favorire anche l’arrivo di cinque bambini in remissione oncologica, che hanno bisogno di un periodo di risanamento terapeutico all’estero.
Di cosa si tratta? Di offrire sostanzialmente un sorriso e di accentuare la speranza di vita in chi è già stato interessato dalla malattia oncologica superando la fase più aggressiva.
La premessa storica è sempre la stessa, terrificante e ripetitiva. L’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, avvenuta il 26 aprile 1986, ha segnato la storia umana, procurando la grave contaminazione dei territori prossimi all’impianto devastato. Una persona su cinque è stata irradiata anche in Bielorussia. La radioattività ha interessato buona parte del territorio e continuerà a renderlo impraticabile per lo svolgimento di attività produttive ancora per decenni. La società bielorussa è allo stremo, nel disagio, ma chi risente di più dello stato di difficoltà è proprio la popolazione infantile, la più esposta alle radiazioni perduranti, presso cui si registrano, ogni anno, 230 nuovi casi di malattie onco-ematologiche: leucemie, linfomi, mielomi.
Ecco che nel 1990, quindici genitori bielorussi costituiscono, nella capitale Minsk, un’associazione con lo scopo di aiutare i piccoli a sopravvivere mediante farmaci e trattamenti più adeguati; promuovono partenariati con strutture ospedaliere estere (Germania, Olanda, Gran Bretagna, Austria), assistenza materiale, psicologica, morale, giuridica.
I bambini da aiutare sono, oggi, 5000. Le prospettive non del tutto disperanti: vent’anni fa solo il 15% degli affetti da cancro riusciva a farcela; oggi, grazie alla ricerca scientifica, a migliori opportunità logistiche e a soluzioni di cura più innovative ed efficaci, la percentuale di guarigione è del 75% della popolazione infantile affetta da mali oncologici.
L’Associazione Accoglienza Senza Confini e la comunità terlizzese potrebbero allora “adottare” 5 di questi 5000 bimbi ancora in crisi, i cui genitori chiedono aiuto; ospitarli in una struttura comunitaria per alcuni mesi l’anno, e con loro le assistenti e il medico specialista in oncologia pediatrica che ne conosce lo stato di salute e li accompagna.
Occorrono diecimila euro per attuare il progetto.
Potrà farcela, la nostra comunità? Riuscirà a trovare al proprio interno e al proprio esterno le risorse economiche e umane necessarie per giustificare l’impresa?
Accoglienza Senza Confini Terlizzi prova ad alimentare questo sogno. A vivere questa speranza. E cerca chi intende condividerla.
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