Di Tria: «Proroga del contratto alla Censum e difesa della Panzini, le responsabilità di Gemmato»

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«L’assessore alle finanze, l’avvocato Corrado Bonaduce, aveva assunto la difesa della dirigente del settore finanziario. Cose da pazzi!»
Un lungo e dettagliato riepilogo della vicenda Censum-Panzini è stato redatto dall’ex Sindaco e ora consigliere comunale PD Vincenzo di Tria. Una ricostruzione finalizzata, dal punto di vista di di Tria, ad individuare le responsabilità politiche. Di seguito il comunicato.
Mi voglio attenere ai fatti, quelli inconfutabili che non possono essere confusi dalle nebbie della controinformazione che gli irresponsabili alla guida della città hanno diffuso dopo l’arresto della Panzini e del presidente della CENSUM.
Il ritornello di questi giorni è il solito: che ne sappiamo noi, siamo appena arrivati, le responsabilità sono degli altri (del centrosinistra che ha governato con DI TRIA per 8 anni).
Peccato che gli arresti sono avvenuti oggi con il centrodestra e non ieri con il centrosinistra!
Ci sarà un motivo, no?
Veniamo ai fatti.
Il consigliere PDL Nicola Gemmato nel 2011 era all’opposizione dell’amministrazione di centrosinistra, e in tale veste fece parte della Commissione d’Indagine sugli accertamenti ICI e TARSU. La commissione, composta da tre consiglieri di maggioranza e da tre di opposizione (tra cui Gemmato), era stata costituita per fare chiarezza su quanto accaduto a gennaio 2011, quando la CENSUM aveva inondato la città con 20mila accertamenti, inviati ai cittadini senza che l’amministrazione fosse consapevole di quanto stava avvenendo.
Fu l’inizio della fine dell’amministrazione di centrosinistra, caduta il 21 dicembre 2011.
Il lavoro della commissione fu minuzioso e comportò l’audizione della dott.ssa Fucilli (all’epoca funzionario responsabile dei tributi), della dott.ssa Panzini quale dirigente del settore finanziario, nonchè dei responsabili della CENSUM, di cui fu analizzato il contratto e il capitolato d’oneri per verificare le eventuali inadempienze.
I lavori della commissione si conclusero il 26 ottobre 2011 e portarono ad evidenziare una serie di lacune nel servizio svolto dalla CENSUM.
Riporto testualmente alcuni passaggi delle conclusioni della relazione, sottoscritta anche dal consigliere Nicola Gemmato: “Le responsabilità esterne attengono prettamente l’esame del rispetto del contratto e del relativo capitolato speciale d’appalto da parte della Eurogest, poi Censum S.p.A.”
“la Commissione ritiene necessario che l’amministrazione si attivi per avviare le procedure di gara in un momento antecedente alla scadenza dell’attuale contratto, evitando proroghe contrattuali.
Relativamente all’attività in corso e riferita alla gestione immediata si invita l’Ente ad assicurarsi circa l’affidabilità della Banca Dati prima di procedere all’emissione di nuovi avvisi di accertamento ed avendo cura che l’eventuale emissione venga scaglionata nel tempo per evitare che gli uffici siano sovraccaricati di lavoro e i cittadini diventino vittime di disservizi.”
Orbene, Gemmato da consigliere d’opposizione aveva tutto l’interesse politico di sparare addosso all’amministrazione comunale e al suo dirigente, addossando loro il più possibile le responsabilità dell’accaduto.
E invece che fa Gemmato?
Si batte strenuamente in Commissione d’Indagine perché non venga calcata la mano sulle responsabilità della dirigente degli Affari Finanziari e la informa (secondo quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche degli inquirenti e riportato dai giornali) di quanto si andava decidendo in commissione. D’altronde era nota la frequentazione assidua fra i due, che travalicava i normali rapporti istituzionali tra consigliere comunale e dirigente.
Per questo motivo Gemmato fu uno dei primi terlizzesi a salutare il ritorno di Francesca Panzini in Municipio, tornata a svolgere il ruolo di dirigente grazie al Commissario Mario Volpe, che l’aveva ricollocata in servizio nonostante fosse stata rimossa il 20 dicembre 2011.
Diventato sindaco, Gemmato consolida e intensifica i rapporti con Francesca Panzini (che diventa il vero sindaco) e dimentica quanto sottoscritto nella relazione della Commissione d’Indagine.
Infatti dimentica l’appello, da lui stesso sottoscritto quando era consigliere d’opposizione, a evitare proroghe contrattuali, e proroga il servizio di altri 6 mesi con una delibera di giunta firmata l’ultimo dell’anno (l’appalto scadeva proprio il 31 dicembre 2012), nonostante fosse già emerso che la CENSUM non avesse riversato nelle casse comunali oltre un milione di euro raccolti dai contribuenti terlizzesi.
Riepilogando, da consigliere raccomanda all’amministrazione di non prorogare (avendo constatato quale componente della commissione d’indagine che il servizio della CENSUM faceva acqua) e da sindaco proroga.
Questa si chiama coerenza!
Chi oggi difende Gemmato dandogli il beneficio dell’inesperienza e del noviziato di appena un anno di governo, dimentica il passato del consigliere Gemmato, per oltre 13 anni seduto in Consiglio Comunale. E soprattutto ignora, o fa finta di ignorare, il suo passato di componente della Commissione d’Indagine.
Cos’altro evidenziava il Gemmato consigliere nella relazione della Commissione d’Indagine?
Evidenziava l’inaffidabilità della banca dati dei contribuenti elaborata dalla CENSUM, visto che aveva prodotto 20.000 accertamenti (per l’ICI 2005/2007 e TARSU 2005/2010) su una popolazione di poco più di 27.000 abitanti. Di questi accertamenti una percentuale che andava dal 30% al 50% era stata annullata e questa era la migliore prova dell’inconsistenza della banca dati in possesso della società.
Che fa Gemmato una volta diventato sindaco?
Assiste inerte alla difesa della CENSUM da parte della Panzini, che viene ripetutamente sollecitata dal Collegio dei Sindaci Revisori (verbale 99 del 24 gennaio 2013) a verificare la banca dati fornita dalla società, operazione indispensabile a chiusura contrattuale e fondamentale per evitare un’ulteriore disfatta, come quella del 2011 delle “cartelle pazze”.
Infatti la CENSUM aveva già annunciato, ad agosto 2012, che aveva pronti altri 24.000 accertamenti da inviare ai terlizzesi. Si stava ripetendo l’identico fenomeno che due anni prima aveva indotto il consigliere Gemmato a costituire la Commissione d’Indagine.
Ma i tempi per Gemmato sono cambiati!
Il Gemmato sindaco ha cambiato atteggiamento e lo dimostra con la strenua difesa dell’operato della Panzini e l’attacco ai sindaci revisori durante il consiglio comunale dell’8 maggio.
Ma neanche gli arresti del 9 maggio sembrano averlo indotto ad un atteggiamento più accorto.
La stessa mattina del 9 maggio, con la Panzini ai domiciliari e gli inquirenti in conferenza stampa a documentare quanto accaduto a Terlizzi, si reca in Procura con il suo assessore alle finanze che aveva assunto la difesa della dirigente arrestata.
Avete capito bene! L’assessore alle finanze, l’avvocato Corrado Bonaduce, aveva assunto la difesa della dirigente del settore finanziario. Cose da pazzi!
Per giustificarsi, Bonaduce in consiglio comunale il 29 maggio, ha riferito che aveva accettato perchè non conosceva le motivazioni dell’arresto. Era l’unico terlizzese a non saperlo, lui, l’assessore alle finanze! Non sapeva niente e per questo, in qualità di difensore dell’arrestato, va in Procura a leggere il fascicolo della Panzini. Accompagnato dal sindaco. Che coppia!
Letto il fascicolo e informatosi ben bene, si dimette da difensore. Ma non da assessore!
Eppure avrebbe dovuto farlo seduta stante, perché in quel fascicolo c’è anche la sua “condanna” politica per non aver vigilato sul settore finanziario e sulla gestione dei tributi, nonostante le ripetute ammonizioni del Collegio dei Revisori dei Conti.
Le responsabilità politiche in questa vicenda sono grandi come macigni e pesano su sindaco e assessore. Buon senso e amor proprio avrebbero dovuto indurli alle dimissioni.
Vincenzo di Tria
Consigliere Comunale PD
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