Come perle di rugiada, un balsamo per Terlizzi

La Redazione*
Accoglienza Bambini Bielorussi

Gemmato: «Famiglie mosse da un moto di generosità e di umanità sorprendenti in tempo di crisi. La città è fiera».

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L’arrivo è un evento. Un arcobaleno di bellezza. Un momento di festa. Una doccia di tenerezza. Sono perle di rugiada, questi bambini, questi ragazzi in arrivo dalla bielorussia. Esercitano un effetto balsamico. Sono una brezza di gioventù. Arricchiscono la comunità. Rivitalizzano e rigenerano i nuclei familiari che li ospitano. Li aprono a una “nuova giornata”.

Di primo mattino, il 3 giugno, ne sono arrivati 25, trasportati dagli automezzi dello Stato Maggiore dell’Esercito, messi a disposizione dal Comando 10° Re.Tra. di Bari grazie al Colonnello Capezzuto; altri 9 giungeranno il 23 giugno, e in 12 il 19 luglio.

L’Associazione Accoglienza senza confini Terlizzi rende un’opera straordinaria. L’ha sottolineato il sindaco Gemmato, ricevendo in sala consiliare la comitiva dei piccoli e le famiglie ospitanti, «mosse da un moto di generosità e di umanità sorprendenti in tempo di crisi».

Il cordiale benvenuto del primo cittadino ha trovato eco nella soddisfazione del Presidente Leovino: «L’associazione è fiera dei propri soci. E ringrazia la rete di volontariato che permette l’impresa, in cui la parola centrale è da sempre “accoglienza”: nonostante tutto. Nonostante i tempi difficili. Nonostante i confini. Nonostante le distanze. Nonostante le differenze. Accogliere è un moto dell’animo che supera ogni barriera».

I bambini bielorussi traggono vantaggio dalla permanenza nel nostro Paese, intanto perché accolti in ambito familiare, loro che vivono abitualmente in istituto, poi perché sottratti all’ambiente di provenienza, ancora soggetto alle radiazioni nel dopo Chernobyl, con rischi consistenti per la salute.

Proprio su questo versante l’Associazione Accoglienza senza confini Terlizzi sta maturando il proposito di intensificare l’opera, non solo in senso preventivo. L’anno prossimo –questa è la scommessa– cercherà di accogliere anche cinque bambini in remissione oncologica, che avendo superato la fase acuta del male, avranno bisogno di un periodo di risanamento terapeutico all’estero, in ambiente non irradiato e salubre. «Sarà, per noi, la nuova frontiera del verbo accogliere: da varcare com’è stato finora», conclude il presidente Leovino.

*Si ringrazia Renato Brucoli.

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