Il Fronte dei Ribelli: «Terlizzi si candida a perdere un altro milione di euro»

La Redazione
Piano Assetto Idrogeologico

«Rischio di perdita dell’eventuale finanziamento per il Pai, usando in modo strumentale le critiche fatte da Legambiente».

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Il Centro Sociale Autogestito “Il Fronte dei Ribelli” ha tracciato un bilancio dell’Amministrazione Gemmato, ma lo ha fatto in relazione a quelli che sono stati ritenuti dei finanziamenti perduti dal Comune per diverse opere pubbliche. A questi soldi perduti, si potrebbe aggiungere la perdita di un finanziamento per il Piano di Assetto Idrogeologico non ancora approvato dal Consiglio comunale. Di seguito il comunicato de Il Fronte dei Ribelli.

Per la verità non volevamo scrivere un comunicato stampa a ridosso della giornata dello sport, che comunque è stata una lodevole iniziativa, ma purtroppo siamo rimasti allibiti dall’ultimo consiglio comunale nel quale è stato rinviato l’ordine del giorno relativo al «P.O. Fesr 2007/2013 – Asse II – Linea intervento 2.3 – Azione 2.3.5 – D.G.R. n. 520 del 23.2.2010 Comune di Terlizzi – “Opere di mitigazione idraulica dell’abitato dagli allargamenti della – Lama “Bonasiere” – Importo finanziario Euro 1.000.000,00 – Reticolo idrografico pericolosità idraulica (AP) – artt. 6 e 7 delle N.T.A. del P.A.I. Approvazione progetto definitivo valevole come apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità».

Infatti i consiglieri di maggioranza dopo una serata “stressante”, visto il “grande lavoro svolto fino ad ora”, al di là dei pesanti richiami della regione Puglia, hanno deciso di rinviare l’ordine del giorno di un’altra settimana, ponendo di fatto l’ente nel rischio di perdere l’eventuale finanziamento, usando in modo strumentale le critiche fatte da Legambiente nel merito.
Questa amministrazione comunale infatti nel suo storico annuale ha perso:
• 6,5 milioni di euro per il sottopasso di viale dei Lilium che sono stati revocati con determina regionale;
• 1 milione di euro relativo al valore immobiliare di un terreno comunale che rientrava in un contenzioso con Casa Betania, in cui il comune di Terlizzi invece che presentare ricorso al Consiglio di Stato su una sentenza “scandalosa”, ha deciso di riconoscere il cimitero realizzato su autorizzazione dell’amministrazione Amendolagine;
• 300 mila euro circa di oneri di urbanizzazione già incassati, che il comune di Terlizzi dovrà restituire;
• 1 milione e 200 mila euro circa che il comune di Terlizzi deve riavere dalla Censum e su cui dalle indiscrezioni trapelate in consiglio comunale emerge la problematica “fideiussione”, che dopo la rescissione del contratto da parte della Censum sembrerebbe vana;
• 25 mila euro circa per la “fantastica” pista di ghiaccio;
• E per chiudere in bellezza adesso il comune di Terlizzi si prepara a perdere un altro milione di euro dei fondi P.A.I., gli stessi fondi che sono importantissimi per la messa in sicurezza del territorio.

Il totale è di 9025000 euro circa (escludendo il milione relativo ai fondi PAI) che divisi per 27404 abitanti fanno 329,33 euro a cittadino.
Questo è il bilancio del primo anno di amministrazione Gemmato in cui mancano all’appello le spese legali per tutti i contenziosi aperti con il Gal fior D’Olivi, la Tradeco Spa e la Censum.

Naturalmente del balzo alle cronache e delle “magre figure” che questa città ha fatto grazie alla compagine politica che è alla guida del nostro paese è meglio non parlare.
Quello che vorremmo in questa fase di debole inerzia e di disgusto palese da parte dei cittadini nei confronti della politica è proprio il risveglio delle coscienze.
Abbiamo  bisogno in questa fase di un “ripresa alla vita politica” e di una maggiore partecipazione da parte dei cittadini, perché se volessimo dirla tutta, quest’amministrazione comunale “politicamente parlando” è un po’ come quel verso di Majakovskij nel poema “A Piena Voce”, è «come un uomo col suo ultimo occhio che cammina verso la terra dei ciechi».

Noi pensiamo che la nostra città non solo vada verso il forte rischio dello sforo del patto di stabilità, ma che ci sia un serio problema, non più tanto remoto, che questo comune vada ad incorrere nel dissesto finanziario nel giro di pochi anni.

Se i cittadini che hanno a cuore questa città si disaffezionano, noi dobbiamo risvegliare il loro l’interesse. Don Milani diceva: «I care», “Mi Importa”.
A quelli invece a cui non importa, l’invito che vorremmo fare è quello di giocare a lotto sulla ruota di Bari il 65 – 13 – 1 – 12 – 25, perché per recuperare la nostra città non avremo bisogno di un terno al lotto, avremo bisogno di un miracolo.

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