Di Tria (PD) attacca Legambiente: «Clamorosa svista o tutela di interessi privati?»

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«Il progetto all’esame del consiglio interessa ben altra zona dell’abitato. Le opere di messa in sicurezza del territorio sono le opere pubbliche più indispensabili, perché hanno come fine esclusivo la tutela della vita dei cittadini».
Due duri interventi da parte di Legambiente e di Renato Brucoli, hanno sollevato sospetti che l’opera di difesa idraulica dagli allagamenti all’esame del Consiglio comunale favorisca l’ex area Scianatico. A questi interventi risponde l’ex Sindaco Vincenzo di Tria con un comunicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo.
Dopo la battaglia condotta nel 2008 contro la costruzione dei nuovi loculi nel cimitero comunale e quella recentemente condotta in tandem con Gemmato contro il sottopasso (finanziamento perso e trionfo dell’ambientalismo delle code al passaggio a livello), ecco ora Legambiente cimentarsi con un’altra opera pubblica: le opere di messa in sicurezza del territorio.
Con una lettera dai toni minacciosi recapitata a tutti i consiglieri comunali, la presidente del circolo ambientalista cittadino si scaglia contro il progetto delle “Opere di difesa idraulica dagli allagamenti” (da realizzare sulla via di Sovereto in corrispondenza della “Lama Bonasiere”), all’ordine del giorno del consiglio comunale del 4 luglio.
Poco importa che siano opere finanziate con fondi europei dopo un lungo iter partito nel 2009 con la supervisione del Commissario Straordinario Delegato “per l’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Puglia previsti nell’Accordo di Programma siglato il 25.11.2010″.
Poco importa che la Regione abbia ripetutamente sollecitato l’approvazione del progetto minacciando il definanziamento dell’opera (come per il sottopasso), costringendo la smemorata amministrazione Gemmato ad inserire all’ultimo momento il progetto come punto aggiuntivo all’ordine del giorno del consiglio del 4 luglio.
Importa poco e infatti in consiglio avviene l’incredibile: il punto viene rinviato alla seduta successiva. Un rinvio rischiosissimo, in considerazione del monito della Regione e visti i tempi ristretti per poter decretare la pubblica utilità dell’opera e procedere agli espropri e alla cantierizzazione entro l’anno in corso.
Il nuovo consiglio comunale si terrà giovedì 11 luglio e bisogna sperare che nessuno degli illuminati amministratori cittadini si inventi ulteriori rinvii, perché potrebbe anche succedere che Gemmato e i suoi cedano agli inviti rivolti da Legambiente nella sua minacciosa lettera, di discutere il progetto unitamente o successivamente all’approvazione del PAI (il Piano di Assetto Idrogeologico), che prima o poi tornerà in consiglio comunale per l’ultimo passaggio del suo iter amministrativo.
Una ipotesi folle già emersa durante il consiglio del 4 luglio, contrastata dal dirigente dell’ufficio tecnico che ha chiarito che ogni più piccolo ritardo rischia di comportare l’automatico definanziamento dell’opera con la perdita anche di questo milione di euro di fondi europei.
Il dirigente dell’ufficio tecnico nel suo intervento ha evidenziato anche un altro particolare: la grande confusione che regna nelle argomentazioni di Legambiente, che invita a non approvare il progetto di messa in sicurezza di “Lama Bonasiere”, ma parla di un altro progetto (mai finanziato e mai pervenuto in consiglio). Legambiente parla delle vasche da realizzare in prossimità del cimitero, ma il progetto all’esame del consiglio interessa ben altra zona dell’abitato: “il tratto tra via Favale e via vecchia Sovereto”.
Per motivare la sua posizione di contrarietà, Legambiente inserisce l’argomento Scianatico (che funziona sempre) che secondo Legambiente verrebbe favorito dalle ipotetiche vasche che un domani (se mai ci saranno soldi) potrebbero essere realizzate nei pressi del cimitero.
Mettendo da parte le congetture e le illazioni, il dato di fatto è che quella delle vasche per ora è solo un’ipotesi priva di copertura finanziaria (che dovrà eventualmente essere trovata sulla prossima programmazione comunitaria) e che riguarda l’affluente nel quadrante sud-ovest, diverso da quello che alimenta la “Lama Bonasiere”, ricompreso nel quadrante sud-est dell’abitato.
– (sul gruppo PD metto a disposizione i files pdf del progetto) –
Nonostante questa madornale svista, i toni di Legambiente sono ultimativi e perentori: “Qualora si persisterà nell’adozione dell’opera così come preannunciata in progettazione, si procederà alle opportune segnalazioni alle competenti Autorità”.
Quali autorità? Quella giudiziaria? Per perseguire chi? Chi vuole risolvere i problemi del territorio utilizzando risorse europee?
E se l’autorità giudiziaria cominciasse ad occuparsi di chi ostacola la pubblica amministrazione?
Da parte mia, sono pronto a prendermi le mie responsabilità e a rischiare gli strali giudiziari di Legambiente, votando a favore del progetto in discussione l’11 luglio.
Voglio anche dire alla presidente del circolo terlizzese che la macchina del “dubbio” è una macchina perversa e reversibile, e a qualcuno potrebbe venire il dubbio che dietro l’azione di contrasto al progetto ci sia la tutela degli interessi dei privati cittadini che si vedranno espropriati dei suoli sui quali ricadono le opere pubbliche.
Sgombrando il campo dal dubbio e dai fantasmi della malapolitica (dove la politica non è solo quella dei partiti), voglio sperare in un ravvedimento di tutti i soggetti che oggi e solo oggi nutrono dubbi su di un opera pubblica che per vari motivi ha avuto una lunga gestazione (partita nel 2009), e che se non fosse finanziata porterebbe un grave danno alle casse comunali visto che è già stato elaborato un progetto e qualcuno dovrà pagarlo (e non sarebbe la stessa cosa del progetto del sottopasso che per ora si piange solo la Ferrotramviaria).
Ma la perdita non si limiterebbe ai soldi pubblici. Le opere di messa in sicurezza del territorio sono le opere pubbliche più indispensabili, perché hanno come fine esclusivo la tutela della vita dei cittadini. Sarebbe un vero peccato ritrovarci tra un po’ di tempo a parlare di questa vicenda commentando la notizia di un qualche evento tragico.
Vincenzo di Tria consigliere comunale del Partito Democratico
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