Piano Assetto Idrogeologico, «Ancora in tempo per evitare di costruire vasche a ridosso cimitero»

La Redazione
Pai Terlizzi

Considerazioni dell'ing. Michelangelo Guastamacchia: «Far eseguire da tecnici "terzi" una accurata verifica dei rilievi topografici del territorio ed in particolare dell'area dello stabilimento Laterificio Pugliese e viale cimiteriale»

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Con riferimento al rischio idrogeologico di Terlizzi, l’ing. Michelangelo Guastamacchia ha inviato un testo contenente esaustive e dettagliate considerazioni. L’ing. Guastamacchia è
Dottore di Ricerca in Scienze dell’Ingegneria Civile e Ambientale, Ricercatore nel settore del risanamento ambientale.
Si occupa di gestione tecnica di opere idrauliche pubbliche.
In passato ha redatto altri articoli in materia ambientale anche con riferimento al rischio idrogeologico di Terlizzi.

Il 18 giugno scorso presso la Pinacoteca Comunale “Michele de Napoli” si é tenuto un incontro-dibattito nel quale rappresentanti istituzionali dell’Autoritá di Bacino della Puglia (presidente, segretario e un ingegnere modellista idraulico) ed il dirigente Settore Servizi Tecnici del Comune di Terlizzi, hanno illustrato le nuove perimetrazioni dell’ormai celebre Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) che ridefiniscono le zone a bassa, media e alta pericolositá idraulica del territorio terlizzese, sulla base di nuovi rilievi plano-altimetrici e conseguente modellazione idraulica, evidenziando poi come tali perimetrazioni incidano sul P.R.G.

L’Amministrazione Comunale, nelle more di approvare in Consiglio tali nuove perimetrazioni, altrimenti imposte dall’Autorità di Bacino (da ora in avanti AdB), ha invitato tutti i cittadini interessati a presentare eventuali osservazioni in merito che sarebbero dovute pervenire entro il 5 luglio scorso, termine ora prorogato al 15 luglio 2013.

Sforzandomi di non cadere nel tecnicismo espongo di seguito qualche mia considerazione che potrebbe tornare utile alla discussione.
In merito alle osservazioni occorre precisare tre aspetti in base all’art. 25 delle N.T.A. del PAI. Il primo: la scadenza del 15 luglio non é da consideratsi cogente. Il piano è in continua evoluzione, in qualunque momento, infatti, Istituzioni, associazioni o semplici cittadini possono presentare osservazioni sottoforma di istanza, per la modifica delle perimetrazioni delle aree a pericolositá idraulica, sulla scorta di conoscenze e/o di studi di dettaglio sulle condizioni effettive di pericolo delle aree di interesse. Il secondo: l’istanza, affinchè abbia un certo “peso”, è preferibile venga corredata di documentazione tecnica, comprendente lo studio di compatibilitá idrologica ed idraulica, affinché si forniscano all’Autorità elementi utili per la valutazione dello stato dell’area che possano condurre, quindi, ad una revisione delle perimetrazioni. Il terzo: l’istanza deve di norma pervenire all’AdB e per conoscenza alle amministrazioni comunale e provinciale competenti.
Le osservazioni che in questi giorni stanno pervenendo al Sindaco, che potrebbero essere non sufficientemente esaustive dal punto di vista tecnico, non foss’altro per la ristrettezza dei tempi, vengono evidentemente esaminate dall’amministrazione e inviate all’AdB, probabilmente con proprie considerazioni.

Gli studi idraulici sviluppati dall’AdB che hanno condotto alle nuove perimetrazioni (non ancora vigenti) si basano su rilievi topografici del territorio effettuati da non si sa da chi e forniti dall’amministrazione comunale tra gli anni 2009 e 2011, con tre integrazioni differenti dei dati trasmessi all’AdB tra il 2010 ed il 2011. In particolare risalta come stessi punti rilevati nell’area afferente al viale del Lilium, abbiano sorprendentemente mutato le loro quote altimetriche nel tempo, tutte in aumento, incrementadosi anche di 2 metri in due anni, come se in questo lasso di tempo Terlizzi fosse stata interessata da uno strano fenomeno geologico di sollevamento del suolo.
Tali inspiegabili variazioni di quota di entità non trascurabile suggerirebbero – direi obbligherebbero – di far eseguire da tecnici “terzi” una accurata verifica dei rilievi topografici del territorio ed in particolare dell’area di cui sopra – quella nei pressi dello stabilimento Laterificio Pugliese e del viale cimiteriale per intenderci – e rielaborare conseguentemente la modellazione idraulica, la quale potrebbe condurre a differenti perimetrazioni PAI che a loro volta potrebbero suggerire opere di mitigazione idraulica anche diverse da quelle indicate dal Commissario Straordinario della Regione Puglia.

La struttura commissariale individua, quali possibili opere di mitigazione della Lama Lioy e della Lama Bonasiere, la realizzazione di n. 2 vasche di laminazione a ridosso dell’area cimiteriale e di un canale ad esse connesso che dovrebbe far defluire a valle nella Lama Bonasiere le acque che durante le piogge verrebbero accumulate all’interno delle vasche. Essendo tali vasche ad oggi  solo una ipotesi, non essendovi ancora stanziamento dei fondi necessari per la loro realizzazione, si è in tempo per individuare e progettare interventi più aderenti alla reale orografia del territorio. Per il canale la struttura commissariale ha invece giá reperito i finanziamenti e redatto il progetto preliminare che comunque non é cantierabile.
A ciò é da aggiungervi che l’eventuale ubicazione delle due vasche come da ipotesi del Commissario creerebbe problemi in ordine alla sua incompatibilitá con lo strumento urbanistico, ricadendo parzialmente in zona di rispetto cimiteriale nella quale è vietata ogni tipo di costruzione (art. 338 del T.U. Leggi Sanitarie e s.m.i. e art. 57 del d.P.R. n. 285/1990). La realizzazione delle vasche, ovunque fossero ubicate, innescherebbe inoltre, ai sensi della Legge Regionale n. 11/2001, l’avvio della procedura di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) di competenza regionale o quantomeno di Verifica di Assoggettabilità a V.I.A., sempre di competenza regionale.

Giovedì 11 luglio il Consiglio Comunale é chiamato ad approvare il progetto definitivo di un altro intervento, precisamente l’opera di mitigazione del rischio idraulico causato dagli allagamenti della Lama Bonasiere e circoscritto alla zona di intersezione della lama con via Sovereto e via vecchia Sovereto, con l’obiettivo di valorizzare la zona tipizzata C6 dal vigente P.R.G. consentendone l’urbanizzazione (D.G.R. n. 520 del 23.02.2010). Tale opera apporterebbe benefici però su scala “locale” e non di bacino. Essa è stata inoltre ridimensionata in itinere rivelandosi particolarmente onerosa per tre principali concause: prescrizioni molto cautelative dell’Autoritá di Bacino che ha di fatto imposto un grado di protezione paragonabile a piene cinquecentennali – sarebbe stato sufficiente proteggere da piene duecentennali -;  oneri per lo spostamento e la messa in sicurezza del gasdotto ad alta pressione inizialmente non previsto; elevati imprevisti oneri di esproprio per l’esecuzione delle opere di mitigazione.
Ciò ha assorbito buona parte delle somme totali a disposizione per l’opera, riducendone la quota per i lavori a circa la metà della spesa complessiva.

La disponibilitá di maggiori risorse economiche associata a prescrizioni meno restrittive dell’AdB avrebbe certamente consentito di ampliare i benefici dell’intervento anche a monte verso via Favale – percorrendo a ritroso la lama – e che invece risultano circoscritti al tratto a cavallo di via Sovereto e via vecchia Sovereto, lasciando praticamente inalterato il rischio idraulico e le perimetrazioni PAI nel resto del territorio. Si sarebbe potuto, inoltre, valorizzare la lama, abbinando l’intervento mitigatore per esempio alla creazione di percorsi pedonali e/o cicloturistici lungo la stessa lama, trasformando cosí un probema in opportunitá, facendo (ri)scoprire la bellezza del nostro territorio. Ciò sarebbe certamente un auspicio per futuri interventi di mitigazione.
L’approccio progettuale più corretto sarebbe stato quello di coordinare tutti i potenziali interventi di mitigazione e non affrontarli a stralci, ciò al fine di analizzare nel complesso afflussi e deflussi idrici, dopo ovviamente la certezza di avere a disposizione un affidabile rilievo del territorio ed una conseguente affidabile perimetrazione delle aree a rischio.

In merito poi al collegamento tra l’opera oggetto di approvazione in Consiglio e gli altri interventi proposti dal Commissario, si rileva come l’elevato coefficiente di sicurezza dell’intervento sulla Lama Bonasiere oggetto di approvazione sarebbe tale da poter smaltire in sicurezza, almeno in quel tratto, le maggiori portate (quantitá di acqua) che vi affluirebbero in caso di futura realizzazione di opere mitigatrici a monte, come quelle appunto ipotizzate dal Commissario (vasche e canale). Viceversa, gli interventi proposti dal Commissario, così come pensati, non sarebbero realizzabili senza l’opera che si va ad approvare in Consiglio.
Scontato infine sottolineare come un maggiore controllo del territorio e la manutenzione degli alvei delle lame abbatterebbe il rischio all’abitato ed agli abitanti.

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