Onofrio Pagone dalla cronaca dei fatti a quella dell’anima

La Redazione
Onofrio Pagone

Presenterà il suo libro di racconti “Per un giorno”, edito da Progedit, martedì 30 luglio alle ore 20, Largo Pozzo Marango.

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Nell’ambito della rassegna letteraria del “BORGO ANTICO”, in compagnia degli artisti e delle loro opere, incorniciate dai vicoli e piazze del borgo antico, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Terlizzi, di concerto con la Biblioteca comunale “Marinelli Giovine”, propone l’incontro con il noto scrittore- giornalista Onofrio Pagone, che presenterà il suo libro di racconti “Per un giorno”, edito da Progredit. L’evento è previsto per MARTEDI’ 30 LUGLIO, alle ore 20,00, Largo Pozzo Marango (alle spalle della Concattedrale).

Pagone nasce e vive a Bari, dove lavora per “La Gazzetta del Mezzogiorno” senza, però, aver prima dato sfogo alla sua “curiosità giornalistica” che lo porta a collaborare con svariate testate giornalistiche, agenzie d’informazione e uffici stampa, quotidiani e periodici senza trascurare zone calde come la Somalia e l’Albania in cui è stato inviato per l’Ansa.
Un impegno che, nel ’98, gli è valso il “Premio Saint Vincent di Giornalismo” proprio per i suoi servizi riguardanti l’esodo biblico di profughi albanesi lungo le coste pugliesi; nel 2006, inoltre, è stato segnalato come cronista dell’anno al “Premio Michele Campione” per articoli sull’alluvione nel Barese nell’autunno precedente.

Il prof. Vito De Leo, anch’egli giornalista e scrittore, lo intervisterà su quest’opera prima che ha ottenuto, nel luglio del 2010, il premio “Migliore opera prima – Scrittori del Sud” al festival nazionale “Il libro possibile” di Polignano a Mare; un vero successo editoriale che, in soli tre mesi, porta alla seconda edizione.
Lo stesso Onofrio Pagone esplicita nella prefazione l’intento con cui ha scritto i racconti di Per un giorno: «È una vita che mi sforzo di essere testimone asettico e scrivo spogliandomi della mia percezione delle cose e dei sentimenti. Adesso ho voglia di giocare. Mi attrae il luna park della vita. […] Per un giorno, da cronista dei fatti voglio diventare un cronista dell’anima».

Lo stile giornalistico, l’attitudine a osservare criticamente ogni dettaglio, informa anche queste pagine, ravvivate però da una prosa vivace, in alcuni tratti anche caustica, in altri intimistica: è il caso, ad esempio, di “Sulle punte”, in cui il rapporto delicato e intenso tra un padre e la figlia ballerina fa da contraltare al cinismo del protagonista del precedente “Spumante e biberon”, che irride i rapporti di forza tra genitori e il nuovo significato attribuito alla maternità, orgogliosamente esibita.

Sette racconti che si soffermano con ironia e leggerezza sulla contemporaneità, sull’ipocrisia e l’insofferenza nei rapporti umani, di tanto in tanto rischiarati/riscattati da simpatie e legami autentici, come quelli che ha con la propria amata per “rimettere in moto” la vita consueta… Sette storie tutte vere, sono rimescolate dall’autore fino a divenire immaginarie. L’autore diventa cronista dell’anima, voce narrante e protagonista di vicende umane che durano un giorno o in un giorno trovano la propria chiave di volta.

In queste storie quotidiane, insomma, c’è la sintesi dell’avventura umana caratterizzata dal suo ritmo e la sua problematica sociale in cui, alla fine, ciascuno si riconosce.

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