«Un Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile a Terlizzi»

La Redazione
Traffico auto

Una proposta di Movimento Civico di Terlizzi, Comitato Beni Comuni e Movimento Libertà è Partecipazione.

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Pianificare la mobilità insieme ai cittadini e alle categorie produttive. È quanto propongono Movimento Civico, Comitato Beni Comuni e Libertà e Partecipazione, all’Amministrazione comunale su richiesta del consigliere comunale Pasquale Vitagliano. Di seguito il comunicato.

Il Movimento Civico di Terlizzi, il Comitato Beni Comuni e il Movimento Libertà è Partecipazione hanno presentato all’Amministrazione affinché sia discussa in uno dei prossimi consigli comunali su richiesta di Pasquale Vitagliano un proposta di deliberazione ad oggetto “Linee generali programmatiche per la realizzazione partecipata di un Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) attraverso la riorganizzazione della mobilità, dei tempi e della vivibilità.

Anche se l’art. 36 del Nuovo Codice della Strada obbliga solo i Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti ad adottare un Piano Urbano del Traffico, l’elaborazione e l’adozione di un PUMS, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti, può costituire anche per la Città di Terlizzi uno strumento strategico di gestione più razionale e sostenibile del sistema delle mobilità nel rispetto dei valori ambientali e finalizzati ad ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico ed il risparmio energetico. Tali scelte avrebbero altresì forti ripercussioni sociali, ambientali, economiche e di immagine. Peraltro, con il Piano d’Azione sulla Mobilità Urbana pubblicato nel 2009, la Commissione Europea ha proposto di accelerare la formazione sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) in Europa attraverso materiali illustrativi, scambio di buone pratiche, analisi comparative ed attività formative di supporto ai professionisti.

In particolare, si propone che nella redazione di tale Piano di Mobilità Sostenibile, si proceda  attraverso un reale e concreto percorso partecipativo che coinvolga, oltre i singoli cittadini, tutti i potenziali stakeholders (commercianti, residenti, associazioni, ecc.) nell’elaborazione di proposte di idee. L’avvio di un tale percorso rappresenterebbe una lega strategica per un più generale programma di riqualificazione urbana che guidi la riorganizzazione della viabilità in termini di reperimento di nuove aree di parcheggi;  pedonalizzazione di alcune aree del centro storico; eventuale revisione dei parcheggi a pagamento e del percorso della pista ciclabile; individuazione di percorsi ginnici (Via Vecchia di Sovereto, ad esempio); miglioramento della viabilità intorno e dentro il borgo di Sovereto; sperimentazione di nuovi programmi ecosostenibili (bike o car-sharing); collegamento tra viabilità ed attività produttive con verifiche e revisioni delle autorizzazioni di occupazione suolo pubblico degli esercizi pubblici e degli orari di attività degli esercizi commerciali; potenziamento e attivazione delle Zone a Traffico Limitato, con conseguente verifica della regolarità e dell’operatività della delibera di giunta comunale n. 17 del 27.09.2012 con la quale si è disciplinato l’accesso e la sosta all’interno della Zona a Traffico Limitato con il rilevamento elettronico delle targhe dei veicoli non autorizzati.

Le ripercussioni sociali risiedono nella diffusione di stili di vita più sani, nel soddisfare una porzione più ampia di popolazione e rispondere in modo adeguato alle necessità delle diverse categorie, nell’opportunità di innovare gli spostamenti non solo locali ma intercomunali e turistici, nel miglioramento della qualità della vita. Un piano di mobilità sostenibile trasmette un messaggio emozionale che si esprime, ad esempio, nell’obiettivo di innalzare la qualità degli spazi pubblici e la sicurezza dei bambini.

Le motivazioni istituzionali sono legate alla risonanza dell’intervento sul territorio di competenza che permette una crescita dell’immagine dell’area interessata dagli interventi. Gli investimenti istituzionali in questo senso hanno come ritorno un rafforzamento del senso di appartenenza ad un’identità territoriale e sociale, mentre sull’esterno ne aumentano l’attrattività, anche economica, e la crescita demografica. In ultima analisi essi si traduce nella mitigazione dei cambiamenti climatici, nell’ottenimento di benefici sulla salute e nella riduzione dei costi associati alla sua tutela.

Con questa proposta concreta all’Amministrazione Comunale si vuole mettere il cittadino al centro della pianificazione della mobilità. Pianificare la mobilità concentrandosi sulle persone porta in definitiva a migliorare le condizioni di mobilità dei cittadini, all’integrazione del tessuto sociale, alla partecipazione alla vita del paese, a rendere più accessibili le aree urbane e i loro servizi ed a soddisfare i bisogni di mobilità attuali e futuri degli individui . “Se pianifichiamo le città per auto e traffico, avremo auto e traffico. Se le pianifichiamo per le persone e i luoghi, avremo persone e luoghi.” (Fred Kent).

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