Aria di Crisi in Consiglio Comunale, nuovi conflitti nella coalizione di responsabilità civica

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Tra il Sindaco Gemmato ed il Presidente del Consiglio Grassi, volano gli stracci, con minacce di ripercussioni "nessuna esclusa"
Ore concitate in Palazzo di Città.
Si consuma uno scontro tutto interno alla maggioranza che governa Terlizzi da poco più di un anno, e avviene tra le maggiori cariche istituzionali, sindaco e presidente del consiglio.
Uno scontro duro e inedito tra Ninni Gemmato e Michele Grassi consumatosi a margine del consiglio comunale che giovedì sera ha affrontato il tema della chiusura della sede giudiziaria di Ruvo di Puglia.
Ma gli attriti tra i due non nascono da questo tema che appassiona poco la politica locale, ma dalla questione che è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica terlizzese ormai da mesi: la gestione dei tributi comunali.
Grassi e Gemmato la pensano in maniera completamente diversa e ora lo scontro si è fatto inevitabile.
Quando a maggio scorso la magistratura ordinò l’arresto della dirigente Francesca Panzini e del presidente della Censum per l’ammanco di 1.200.000 euro mai versati nelle casse comunali, l’amministrazione comunale nominò un consulente per far luce sulla materia dei tributi comunali e per farsi guidare nel programmare una nuova gestione del Servizio Tributi.
Incarico affidato ad un docente universitario, il prof. Mario Aulenta, il quale cominciò a lavorare ad una nuova gara d’appalto per selezionare una nuova ditta che prendesse il posto della Censum nella gestione dei tributi comunali, che avrebbe dovuto consentire la gestione dell’emergenza per un anno, si sarebbe poi passati ad una gestione più stabile e duratura attraverso una nuova e più complessa gara.
Ma dopo aver prodotto gli atti necessari a bandire la gara, ad Aulenta sono state impartite diverse direttive.
Niente più gara. Bisognava affidare il Servizio Tributi ad Equitalia (quanto stiamo raccontando è tutto riportato nella relazione del prof. Aulenta che ci è stata fornita da alcuni consiglieri comunali).
Dopo una serie di incontri tra i funzionari di Equitalia, il sindaco e assessori comunali, l’amministrazione cambia di nuovo idea e comincia a pensare alla gestione del servizio con i soli dipendenti comunali. Una cosa che Aulenta nella sua relazione non prevede, avendo constatato la debolezza della macchina comunale e l’assenza di adeguate professionalità in seno ad essa.
Nel frattempo per la Panzini terminano gli arresti domiciliari e Gemmato, la rimette a dirigere il settore delle Finanze e dei Tributi, con grande sconcerto dell’opinione pubblica terlizzese e di alcuni esponenti della maggioranza di governo.
Da questa scelta di Gemmato viene in un qualche modo sconfessato anche dal consulente Aulenta, che nella sua relazione aveva evidenziato le carenze del settore delle finanze a Terlizzi e di conseguenza le negligenze accertate.
È a questo punto che aumentano le divergenze tra Grassi e Gemmato, con quest’ultimo schierato a difesa della dirigente Panzini.
I contrasti esplodono in occasione della presentazione da parte dei consiglieri di opposizione della richiesta di tenere un consiglio comunale sulla questione dei tributi.
Il 3 settembre si tiene una commissione Affari Istituzionali presieduta da Grassi, alla quale partecipa anche il sindaco, nella quale i capigruppo dei partiti fissano il consiglio comunale per lunedì 16 settembre, alla presenza di un dipendente comunale che redige un verbale della seduta.
La litigata tra Grassi e Gemmato verte proprio su quel verbale, dal quale emerge una sorta di contrarietà del sindaco ad affrontare la questione dei tributi.
Gemmato non ci sta ad essere dipinto come quello che vuol nascondere qualcosa e fa notificare a Grassi una diffida con la quale gli intima di correggere il verbale.
Si consuma così uno strappo istituzionale senza precedenti con un sindaco che diffida per iscritto il suo presidente del consiglio.
Uno strappo che vede ulteriori strascichi nella riunione della commissione Affari Istituzionali tenutasi subito dopo il consiglio comunale di giovedì scorso con sindaco e presidente che inveiscono l’uno contro l’altro.
Cosa avverrà ora? È noto che Gemmato ha qualche problema di tenuta della sua maggioranza, ma ora che la contrapposizione con Grassi si è fatta dura, rischia di non avere i numeri in consiglio comunale.
Lo vedremo già lunedì prossimo quando approderà in consiglio un provvedimento molto discusso, un atto di indirizzo per l’internalizzazione del Servizio Tributi. I consiglieri di maggioranza lo voteranno tutti?
Dalla minoranza si alzano voci preoccupate e si dice che un provvedimento del genere non va votato perché rischia di creare un “danno erariale”, gli uffici comunali, dicono dall’opposizione, non sono al momento in grado di gestire autonomamente i tributi e passeranno mesi prima che si possa effettuare il servizio e far partire le cartelle di pagamento da inviare ai cittadini.
Se si concretizzasse una perdita di denaro per il Comune di Terlizzi a causa della scadenza di qualche annualità di ICI o TARSU, ne potrebbero rispondere i consiglieri che hanno votato il provvedimento.
La confusione sui tributi comunali invece di diradarsi sembra quindi aumentare giorno dopo giorno, dei soldi che la Censum deve al Comune di Terlizzi non c’è ancora nessuna traccia e le nubi si addensano sempre più fosche su Palazzo di Città.
Nel consiglio comunale di Lunedì potrebbe scatenarsi un semplice temporale o una vera e propria burrasca politica.
Staremo a vedere.
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