La protesta degli Avvocati si sposta a Roma per salvaguardare la sede del Tribunale di Ruvo

La Redazione
Avvocati

Dopo aver ottenuto l'approvazione in Consiglio Comunale di un ordine del giorno a sostegno della battaglia dell'Ordine Forense, contro la soppressione della sezione del Tribunale di Ruvo, gli Avvocati scrivono alle alte cariche del Governo.

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Di seguito riportiamo in forma integrale, la lettera che gli Avvocati hanno indirizzato al Ministro della Giustizia, al Capo di Gabinetto del Ministero di Giustizia e al Presidente del Tribunale di Trani.

I sottoscritti Avvocati vogliono con determinazione denunciare alla cittadinanza l’ingiustizia che si sta perpetrando ai danni del territorio con la soppressione della Sezione distaccata di Ruvo di Puglia del Tribunale di Trani ed accorpamento da un lato alla Sezione distaccata del

Tribunale di Andria per le sole cause pendenti e dall’altro al Tribunale (Centrale) di Trani per i Giudizi ad instaurarsi.

Si vuole contestare che la scelta della soppressione non risulta poggiare su criteri oggettivi, se è vero, come è vero, che l’edificio destinato a Tribunale in Ruvo di Puglia risponde ad ogni criterio dettato dall’art. 8 del D.Lgs 155/2012.

L’immobile è infatti di proprietà comunale, è stato edificato con vincolo di destinazione ad edilizia giudiziaria, oltrecché finanziato con fondi statali.

La struttura del Tribunale di Ruvo risulta essere: perfettamente funzionale, cablata ed attrezzata per il programmato processo telematico; dotata di idonee aule di udienza con area condizionata in ogni ambiente, completamente arredate nel 2010 e dotate di camere di sicurezza e celle per detenuti; dotata di ampia zona archivio nell’interrato di circa 900mq; dotata di ampio parcheggio esterno nella parte antistante e retrostante; è posta in posizione periferica della città, facilmente raggiungibile dai paesi limitrofi. In buona sostanza la struttura del Tribunale di Ruvo è perfettamente idonea ad accogliere il bacino di utenza di complessivi circa 100.000 abitanti destinatari ultimi della fruizione del “Servizio Giustizia”.

Per dette ed altre ragioni appare quanto meno discutibile la scelta di accorpamento di detta Sezione Distaccata a quella di Andria i cui spazi appaiono già saturi e insufficienti ad accogliere il suddetto accorpamento, se non a prezzo di disfunzioni, ritardi ed inefficienze destinati a ricadere inevitabilmente in ultima istanza sul cittadino.

Da un lato il trasloco di circa 6000 fascicoli (tra procedimenti penali, civili, volontaria giurisdizione e sentenze), nelle more del loro materiale trasferimento nell’altra sede e riorganizzazione, resteranno inaccessibili alle parti interessate e ai loro difensori, con conseguente dilatazione sine die dei tempi di esecuzione di ogni singolo relativo adempimento in Cancelleria; dall’altro l’allontanamento della sede e la dislocazione degli uffici tra più città (Andria e Trani) si tradurrà inevitabilmente in disagi per il raggiungimento della sede lontana, nello slittamento delle udienze e dilatazione dei già notoriamente lunghi tempi processuali, nel maggior rischio di prescrizione dei reati, nella lievitazione dei costi di accesso alla Giustizia, nella disparità di trattamento tra cittadini residenti in diverse città, nei disagi logistici ai cittadini ad intimarsi come testimoni o che debbono comparire dinanzi all’Autorità come imputati, parti processuali ecc.

Si aggiunge che tutto questo disagio e dispendio economico che si sta attualmente sostenendo, è destinato a riproporsi allo scadere del quinquennio assegnato dal D.Lgs in argomento al termine del quale anche la sede di Andria, oggi accorpante, sarà soppressa con nuovo – definitivo – trasferimento in quel di Trani.

Pertanto appare logico e ragionevole che quanto meno la trattazione degli affari pendenti sino al loro esaurimento e comunque sino alla scadenza del quinquennio suddetto avvenga presso l’attuale sede distaccata di Ruvo di Puglia, ovviandosi così ai già rappresentati inutili costi e disagi, senza peraltro alcun costo per il mantenimento di tale struttura, di proprietà del Comune di Ruvo di Puglia e che viene fruita dal Ministero in modo gratuito senza il pagamento di alcun canone locativo e/o spese di manutenzione e gestione ordinaria e straordinaria.

Nell’inviare la presente agli Organi di Stampa per l’opportuna attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ignara dei gravi e concreti disagi e conseguenze di quanto sta accadendo, si invitano gli Organi in indirizzo, ognuno per quanto di propria competenza a voler rivalutare la situazione ed adottare ogni utile iniziativa e/o provvedimento volto ad evitare il perpetrarsi dell’esposta ingiustizia.

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