La Carta d’Identità dell’olio extravergine d’oliva per garantire salute e qualità

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Presentato il progetto Pivolio, presso la Cooperativa Agricoltura Progresso di Terlizzi
Certificare la qualità dell’olio extravergine di oliva con l’ausilio diretto dei coltivatori e con tecniche all’avanguardia per favorire la scelta consapevole del consumatore, la valorizzazione sui mercati del prodotto e contrastare in questo modo frodi e contraffazioni.
Nasce con questi auspici PIVOLIO (Processi Innovativi per la Valorizzazione dell’Olio extravergine di oliva), il progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013 presentato a Terlizzi l’altra sera.
Nella presentazione sono intervenute le aziende agricole socie della stessa realtà cooperativistica, coinvolte direttamente in questa attività di ricerca.
Durante la stessa serata il presidente della coop ha dichiarato “un progetto di ricerca importante per il settore trainante dell’economia del nostro territorio che aiuterà a certificare la qualità dell’olio extravergine d’oliva difendendo l’impegno di centinaia di migliaia di produttori il cui lavoro non viene sempre riconosciuto adeguatamente”.
“Nelle attività saranno impegnate 40 aziende olivicole del comune di Terlizzi, ha dichiarato Memola, in un progetto di ricerca, che per la prima volta vede impegnata la produzione vera che servirà a dare certezze sulla qualità e la salubrità dell’olio”.
Nel programma interverranno anche l’Università degli Studi di Bari, l’Università del Salento, il CNR (Istituto di Fisiologia Clinica) di Lecce, il CRA-OLI di Rende (Cosenza), il Consorzio Carso, l’Oliveti Terra di Bari e l’Apuliabiotech in un progetto che accomuna 400 tra cooperative e realtà agricole delle province di Foggia, Bari e Bat, che daranno vita ad un piano di lavoro da 4 milioni di euro, per creare una carta di identità dell’olio extravergine d’oliva partendo da alcune tra le cultivar più rappresentative della produzione pugliese: Coratina, Ogliarola Barese, Cima di Bitonto, Cima di Mola e Peranzana.
Attraverso l’etichettatura, poi, saranno direttamente i consumatori ad orientarsi nella scelta del prodotto migliore e più genuino.
“Studieremo con metodiche di ultima generazione gli effetti antinfiammatori ed antitumorali delle diverse cultivar ed i micronutrienti di terreno dove gli alberi crescono per identificare tutte le componenti del prodotto, dagli acidi grassi fino ai costituenti minori polifenoli – ha spiegato l’agronomo della cooperativa Michele Volpe.
Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente Nino Volpe: “Il progetto Pivolio si propone di qualificare meglio il prodotto mono varietale della Regione Puglia indicando i contenuti in sostanze organiche che hanno proprietà benefiche per l’organismo”.
Un progetto dunque che rappresenta un nuovo modo di valorizzare il prodotto ed il territorio e al tempo stesso tutelare gli interessi del consumatore.Certificare la qualità dell’olio extravergine di oliva con l’ausilio diretto dei coltivatori e con tecniche all’avanguardia per favorire la scelta consapevole del consumatore, la valorizzazione sui mercati del prodotto e contrastare in questo modo frodi e contraffazioni.
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