Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, questa sera l’Amministrazione presenta le osservazioni

La Redazione
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Un incontro promosso dall'Amministrazione Comunale per presentare le Sue osservazioni nell'interesse della Città, ma da chi sono state partecipate ?

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E’ tardi, o forse no ?

E’ legittimo comunque pensare e sperare che il confronto su un tema strategico come quello di un piano paesaggistico, abbia la necessità  di essere organizzato per tempo e in maniera da offrire ai cittadini un serio contributo di ideee e di proposte.

Per l’occasione di questa sera, salvo ripensamenti,  toccherà ascoltare.

Si, perchè per intervenire sull’argomento, l’Amministrazione avrebbe dovuto rendere pubblico il suo documento al piano, per consentire ai partecipanti di essere documentati e preparati, sulla eventuale condivisione o sul confronto tematico.

Abbiamo ritenuto utile ed opportuno ascoltare il pensiero di alcuni attori della rappresentanza  tecnica  e politica della città, attraverso i quali, offrire lo spunto per calibrare una eventuale idea di territorio, sulla base di esigenze oggettive.

 

Pasquale Vitagliano, Consigliere Comunale Movimento Civico

“Una inziativa poco pubblicizzata.

L’amministrazione comunale ha perso ancora una volta l’occasione per rendere tempestivamente partecipi i cittadini nella presentazione di uno strumento, il PPTR, che è di primaria importanza non solo per la salvaguardia del paesaggio pugliese ma anche per le future scelte che si interconnettono fortemente col paesaggio.

Questo Piano è stratteamente legato agli insediamenti urbani e produttivi, alle infrastrutture, all’assetto idrogeologico, alla qualità dell’ambiente, alla ecosostenibilità ed alla lotta al degrado.

Tutto s’intreccia e si lega con il piano del paesaggio. Stiamo a vedere. E siamo pronti ad ogni contributo serio.”

Antonio Vendola, Architetto

Il nuovo piano paesaggistico della Puglia (PPTR) è concepito con una prospettiva diversa rispetto al
PUTT ancora vigente, attraverso un modello di sviluppo regionale che parte dalla pianificazione
urbanistica. Il PPTR incarna un cambio epocale, adeguato ai tempi in cui viviamo, capace di
indirizzare politiche e programmi di sviluppo in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

La Puglia in questo modo offre un primato per l’Italia, in quanto è il primo piano paesaggistico
redatto con un approccio olistico coerente al Codice Urbani (D.lgs. 42/2004) ed alla Convenzione
Europea del 2000 sottoscritta a Firenze, che supera la tutela circoscritta dei soli beni di valore
paesaggistico individuati dalla legge Bottai del 1939 (L.1497/1939) e poi dalla legge Galasso
(L.431/1985).

Questo piano, oltre ad essere un classico strumento di pianificazione sovraordinata, offre elementi
di conoscenza del territorio dell’intero territorio regionale al fine di apprezzarne le sue peculiarità
ed identità. Per questa ragione una modifica così drastica del regime d’uso dei suoli va fatta
comprendere agli abitanti della Regione prima di renderla vincolante, va discussa ad ogni livello e
condivisa con gli abitanti per evitare che abbia solo un effetto di un piano vincolistico. La relazione
del PPTR afferma subito che trattasi …innanzi tutto di un evento culturale e che il paesaggio deve
intendersi un vero e proprio bene patrimoniale comune.

Il PPTR è costituito da corposi e numerosi documenti, di conoscenza del patrimonio ambientale,
territoriale e paesaggistico, da descrizioni, interpretazioni identitarie e statutarie dei paesaggi, da
scenari strategici, progetto integrati, linee guida, individuazione di ambiti paesaggistici ed infine il
sistema delle tutele con indirizzi, direttive e prescrizioni.

Oltre ai beni già vincolati e quelli ope legis si aggiungono i c.d. UC (Ulteriori contesti) individuati
dal PPTR.

L’adozione del PPTR ha riacceso l’attenzione dei pugliesi sulle conseguenze che un piano
urbanistico può comportare per ciascuno di essi. Come spesso accade per un piano che ha come
obiettivo principale la tutela e lo sviluppo del paesaggio, bene difeso dalla nostra stessa
Costituzione (art.9), l’attenzione si è concentrata sui vincoli che tale piano impone, ossia sugli
strumenti per la tutela.

La città di Terlizzi è inserita nell’Ambito n. 5 denominato Puglia Centrale. Se si escludono i PUG di
recente approvazione tutti gli altri piani maggiormente datati possono aver identificato beni
paesaggistici non sempre coerenti con le prescrizioni del Codice Urbani, ma hanno in ogni caso
identificato dei regimi d’uso dei suoli (destinazioni d’uso) sulla base dei quali gli abitanti e gli
operatori economici hanno organizzato le previsioni di trasformazione dei suoli, di passaggi di
proprietà, di eredità tra familiari, hanno in sostanza elaborato un proprio progetto di vita e, per gli
operatori economici, un modello di sviluppo economico.

Il PPTR, allo stato attuale, non prende atto di tali situazioni ed impone l’adeguamento della
pianificazione urbanistica locale entro un anno dall’approvazione definitiva. Il provvedimento di
adozione del 02.08.2013 consente fino al 07.11.2013 di proporre osservazioni da parte di chiunque.
A norma dell’art. 104 delle NTE del PPTR è comunque possibile segnalare in ogni tempo errori
materiali rispetto alle situazioni di fatto.

Come già detto la visione olistica del piano impone alla pianificazione comunale un rinnovamento
nel rispetto delle invarianti strutturali e degli obiettivi assunti dal PPTR che, ad esempio, nel caso di
Terlizzi, dovranno mettere in conto gli effetti ambientali e paesistici del settore floricolo che
impegna una cospicua parte del territorio con serre.

L’adeguamento dovrà porre rimedio sia agli
errori sia alle parti mancanti, ovvero una serie di beni che pur presenti sul territorio non sono stati
specificatamente inclusi nei report del piano.

Ovviamente se la possibile confusione provocata nei Comuni pugliesi dalle norme di salvaguardia e
dalla mancata attenzione ai cosiddetti “diritti acquisiti”, generasse attenzione esclusivamente sui
vincoli imposti dal PPTR, questo si tradurrebbe nel rischio di far trascurare l’enorme valenza
innovativa delle previsioni progettuali del PPTR, che propongono un nuovo modello di sviluppo
economico e sociale per la Regione.

Tutto il piano promuove uno sviluppo del paesaggio regionale ecologico e sostenibile per le
generazioni future, probabilmente capace di rendere la Puglia più competitiva nell’economia
globale, riferimento per un mercato delle produzioni agricole di qualità, di un turismo capace di
promuovere le sue unicità, di un mercato edilizio maggiormente vicino alle specificità del contesto
locale, di una mobilità più integrata, capillare e rispettosa dell’ambiente.

Marisa Chiapparino, VicePresidente Consiglio Comunale

Non condivido l’approccio politico ed il metodo adottato, che avrebbe dovuto preventivamente analizzare, discutere e condividere uno strumento di programmazione che interesserà il futuro della nostra città sia sotto il profilo ambientale che economico.

Nonostante il ruolo che mi onoro di rappresentare in Consiglio Comunale, non mi è stata offerta alcuna possibilità di confronto con le cariche politico istituzionali che avrebbero dovuto organizzare un incontro tematico preparatorio, attraverso cui impostare le eventuali strategie di ascolto con i settori produttivi ed economici della città.

Mi riservo di approfondire l’argomento sotto il profilo tecnico con l’ausilio di esperti di provata esperienza, con i quali sento il dovere politico di incontrare tutti i cittadini che vorranno partecipare alla realizzazione di un elaborato tecnico che possa rappresentare gli interessi generali del piano.

Ritengo infine che il lavoro predisposto dal Comune di Terlizzi sia tardivo, considerato che proprio stamattina la V Commissione Consiliare della Regione ha fissato termini e condizioni, che ci vedrebbero esclusi dalla fase di costruzione di una proposta territoriale.

Francesco Barile, Segretario Partito Democratico

Il Partito Democratico di Terlizzi segue l’iter di approvazione del nuovo PPTR con interesse ma non può fare a meno di rilevare che la fase partecipativa messa in campo a tutti i livelli sin dal momento della sua redazione non è stata delle migliori, tant’è che si sta provvedendo soltanto in queste settimane ad accogliere eventuali osservazioni e a coinvolgere le cittadinanze pugliesi in appositi forum.

“Occorre concentrarsi maggiormente sulla materia  ed approfondire tutte le questioni che dovessero emergere dalle consultazioni, sia perché riteniamo necessaria una gestione ottimale ed agevole del territorio sia perché va salvaguardato il paesaggio.

Per quanto riguarda più da vicino il nostro territorio, balza subito all’attenzione la carenza del Piano in merito all’incoerenza tra l’identificazione dei beni paesaggistici previsti dal Codice Urbani e le destinazioni d’uso effettive dei suoli: si pensi, per esempio, agli effetti ambientali e paesistici propri del settore floricolo, con presenza di beni esistenti sul territorio ma non specificatamente inclusi nelle valutazioni del piano.

E poi perche’ a Terlizzi non e’ stato presentato il Piano direttamente dall’ass.Barbanente o da altri relatori qualificati?

E perche’ l’UTC (che presenta le proprie osservazioni) non si e’ preoccupato di informare preventivamente i cittadini e i tecnici locali sulla possibilita’ di partecipare e condividere eventuali osservazioni al PPTR?

Il Partito Democratico di Terlizzi intende avviare una seconda fase di approfondimento non appena sarà definita la proposta di approvazione definitiva, consapevole che ai sensi dell’art.104 delle Norme Tecniche di Esecuzione del PPTR sarà comunque sempre possibile segnalare errori materiali rispetto alle situazioni reali.

 

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