“La volpe” di D.H. Lawrence

Luciana De Palma

L’arrivo improvviso di un giovane in una fattoria inglese sconvolge l’esistenza placida di due giovani donne.

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In una fattoria della campagna inglese vivono Jill e Nellie che da sole si occupano della terra da coltivare, delle galline da allevare, dei frutti da raccogliere, della legna da spaccare.

Le due donne, quasi trentenni, condividono questa vita agreste, lontane dalla città, preferendo scandire i giorni al ritmo, duro e severo, della natura che sempre si impone con le sue urgenze e i suoi obblighi. Anche se i raccolti non sono sempre soddisfacenti, nessuna di loro fuggirà le fatiche, i doveri, la povertà. Le numerose difficoltà non lasciano a Jill e a Nellie molto tempo libero per godere l’aspetto idilliaco di questa esistenza bucolica. Tra le difficoltà una è quella che più le impensierisce: si tratta di una volpe che ogni notte, puntuale e silenziosa, entra nel pollaio e, avventandosi sulle galline, ne sottrae di volta in volta una.

Quando un giorno ai cittadini è concesso il permesso di uccidere le volpi, alle due donne, onerate da mille grattacapi, sembra di poter finalmente risolvere il più grave dei loro problemi. Così ogni sera, Jill e Nellie, a turno fanno la guardia al pollaio, certe di riuscire a sparare mortalmente alla volpe molesta. Ed ecco che una sere, quando è Nellie di turno, accade l’imprevisto: la volpe, spavalda fino al punto di non temere il fucile imbracciato dalla donna, le si pianta davanti e lì resta. Nellie non crede ai suoi occhi, ha davanti a sé la volpe, è così vicina che, se sparasse, non la mancherebbe di sicuro. Invece non fa nulla, Nellie rimane a fissare quell’animale, il suo meraviglioso pelo rosso, i suoi occhi luminosi e fluorescenti, il muso sottile, la sua figura snella e sinuosa. La volpe emana un fascino straordinario, tanto rovente quanto inspiegabile: Nellie ne è completamente soggiogata. Dopo un po’ la volpe si allontana, sa che non sarà colpita a morte, ritornando nel bosco.

Trascorso qualche tempo, giunge alla fattoria un giovane militare che si presenta alle due donne come il nipote del vecchio proprietario della fattoria stessa. Lentamente, Henry, questo il suo nome, si insinua nell’esistenza fino a quel momento placida e monotona delle donne, finendo per preferire Nellie a Jill. Il suo corteggiamento è inusuale e sembra più dettato dalla voglia di ferire Jill, spezzando il legame che la lega a Nellie, che da autentica passione amorosa. Tra lui e Jill cominciano ad erigersi barriere sempre più alte ed insormontabili, l’avversione reciproca è intensa e inarrestabile. La convivenza a tre diventa impossibile, mentre Nellie, oggetto del contendere tra gli altri due, appare sbigottita e sinceramente tormentata. Da un lato infatti non vuole ferire Jill, con cui sente ancora un viscerale legame che nessuna delle due ha mai definito, dall’altro non riesce a dare ad Henry una risposta definitiva in merito ai suoi sentimenti.

Agli occhi di Nellie la volpe, quella incontrata una sera di molto tempo prima, il cui sguardo è stato tanto magnetico da averla indiscutibilmente irretita, si è incarnata in Henry: Henry è la volpe. Per istinto è portata verso di lui, desiderosa di accettare la sua proposta di matrimonio, avviluppata com’è in una rete fitta di seduzione e di modi animaleschi di lui da cui non riesce a liberarsi. Qualcosa però la trattiene. In questa lotta silenziosa e logorante trascorrono altri mesi, finché Henry, che non è stato ancora congedato, deve recarsi presso la sua base militare.

Il giovane si allontana dalla fattoria, non prima di essersi assicurata una risposta positiva da Nellie. Da questa invece riceverà una lettera in cui, senza mezzi termini, Nellie si scusa per essersi lasciata trasportare così ingenuamente dall’idea del matrimonio, rivendicando per sé la scelta della vita in campagna insieme a Jill.

Tempo dopo, quando i giorni hanno ripreso a scorrere uguali e piatti, ecco che Henry, inatteso, si ripresenta alla fattoria. Non è riuscito a guarire dalla sua ossessione, non ha dimenticato lo smacco subìto da parte di Nellie e ancora meno non è guarito dal senso di sconfitta infertagli da Jill. Il suo arrivo sorprende e sconvolge Jill e Nellie che in quel momento sono indaffarate attorno ad un pino ormai morto e utile solo per ricavarne legna da ardere.

Nellie gli passa lascia, mentre Jill, beffarda, irride le capacità di Henry che, furioso e deciso a far fuori Jill, con due colpi ben assestati, fa cadere l’albero. Nessuno si accorge che l’albero è piombato dritto su Jill, nessuno ode il suo debole lamento. Alla fine Henry ha vinto: avrà Nellie, nessun ostacolo si interporrà mai più tra loro due. La sua ossessione ha avuto compimento. La condizione della felicità di Nellie è tutta nello strano sentimento di sdoppiamento tra la sua natura, il suo istinto da una parte e i suoi timori, i suoi ripensamenti dall’altra. Nellie riconosce in sé, con dolore e stordimento, lo sforzo con cui deve riuscire ad amare Henry per mettere a tacere i suoi turbamenti ed in questo sforzo, innaturale e artificioso, è racchiusa tutta la tensione inesauribile che la lacera, che la consumerà, che la divorerà, immaginiamo, anche quando, approdata con Henry in Canada, inizierà con lui una nuova e fosca vita.

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