Quando non riusciamo a prendere delle decisioni

Dott.ssa Emma Quinto

«Salve dottoressa, ho 27 anni, mi chiamo Andrea, da circa un anno mi sento “bloccato”»

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«Salve dottoressa, ho 27 anni, mi chiamo Andrea, da circa un anno mi sento “bloccato”, bloccato nei pensieri nelle azioni, nelle amicizie, nel contesto lavorativo e non riesco a capire cosa davvero c’è che ostacola la mia vita, che ostacola la visione dei miei obiettivi.

Non sono mai stato un ragazzo del tutto disinvolto, alcune volte apparentemente riservato, mi capitava di essere socievole ma mai intrusivo, sono stato sempre abbastanza sicuro di me stesso, ho sempre seguito i miei sogni o quanto meno i miei obiettivi.

Lavoro nell’azienda di famiglia, ho iniziato subito dopo la maturità, ho costruito la mia vita in maniera responsabile tanto da ricoprire un ruolo importante nell’azienda a soli 21 anni. Questo mi ha portato, pensandoci adesso, a limitare le mie relazioni interpersonali, ero preso dalla mia soddisfazione lavorativa tanto da non accorgermi del tempo che scorreva e delle mie amicizie che spesso si allontanavano perché troppo differenti dal mio modo di vivere la mia età.

Da circa un anno, sono cambiate le cose, ho un rapporto con una ragazza da tre anni, all’inizio andava tutto bene, forse perché non ci davo la giusta importanza, ma adesso, adesso sento di voler cambiare qualcosa, di voler stabilizzare la mia vita con un passo in più, ma non ci riesco, non riesco a prendere una direzione, non riesco a capire cosa voglio davvero fare o come farlo, ma so che voglio capirci qualcosa.

È come se fossi incapace di prendere delle decisioni, ci penso e ci ripenso, eppure non riesco a capire cosa devo e voglio fare, come se ho paura che la mia vita possa peggiorare, pur vedendo oggettivamente un miglioramento.
Ovviamente questo strano stato emotivo che sto vivendo mi destabilizza, mi fa perdere del tutto la capacità decisionale, o quanto meno la razionalità. Cosa dovrei fare? Cosa significa tutto ciò? Da cosa può dipendere questa mia paura?»

Può capitare che nella vita ci siano momenti in cui si ha la necessità di crearsi degli stimoli, di voler cambiare qualcosa, di aggiungere un tassello che ci porti ad un livello personale superiore, ma questo tassello non sempre s’incastra perfettamente con la nostra quotidianità. È come se il pensiero agisse con tempi differenti alle nostre azioni.

Da quello che scrivi hai vissuto i tuoi anni molto velocemente, ti sei concentrato principalmente sul tuo lavoro mettendo da parte tutto il resto, ma questo non ti deve paralizzare, ostacolare, anzi, devi considerarlo come uno stimolo in più.
Rimanere col dubbio che la tua vita potrebbe essere migliore, non è né positivo né costruttivo. Ma se nasce in te l’esigenza di un cambiamento non bisogna ignorarlo.

Ma se prendere una decisione ti paralizza è importante capire cosa sta alla base del tuo blocco. In genere si tratta dei condizionamenti esterni come ad esempio il giudizio degli altri, la paura di perdita di controllo di se stessi o di paure legittime: puoi temere di non essere forte abbastanza, di non essere all’altezza della situazione, che questo possa trasformarsi in un fallimento. Tutti questi dubbi potrebbero essere alimentati dal contesto sociale che, magari inconsciamente, incide sul tuo stato d’animo, o dalla tua situazione attuale. Se un cambiamento radicale è impensabile per te in questo momento, comincia dalle piccole cose.

Accetta la quotidianità e scopri le carte in tavola. Impara a vedere oltre la tua attuale realtà e a focalizzarti su te stesso. Solo quando sarai convinto delle tue capacità, riuscirai a saltare l’ostacolo e questo ti permetterà di vedere con più chiarezza i tuoi obiettivi e di costruire quello che il tuo pensiero ha già focalizzato, anche perché quello che conta davvero è ciò che conta per noi, solo per noi.

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