Segnalata una Baby Gang a Terlizzi

La Redazione
baby gang

Allarme sociale o episodio isolato ? Abbiamo voluto ospitare sulle pagine del nostro giornale la segnalazione di un cittadino sensibile, che ha persino allertato i Carabinieri che indagano

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Pensavo fossero calcinacci caduti da una parapetto di una terrazza pericolante, ho alzato gli occhi al cielo e mi sono ritrovato lo sguardo spossato di un anziano di circa 60 anni.

L.P. è uomo sciupato dal tempo, capello brizzolato, denti non pervenuti e quei pochi che si intravedono nel mare gengivale, sembrano come piccole cozze nere marine erose dalla salsedine.

L.P. sbarca il lunario con lavoretti che gli producono il giusto indispensabile per “tirare a campare” e mandare avanti la baracca, vive in una casa malmessa della nostra città, vive è già una parola altisonante, diciamo sopravvive.

Quest’uomo a quanto pare, da come raccontano i vicini e conoscenti, è un bonaccione, una persona che non dà fastidio a nessuno, addirittura si priva degli avanzi del proprio pranzetto per accudire i piccoli gatti del quartiere, gli unici che gli forniscono una gioiosa compagnia.

Dunque L.P. ha sbottato di rabbia: “vedi quelle pietre, le lanciano “loro” contro la mia porta, ogni sera  alle 21.00 circa, ho chiamato le forze dell’ordine e sono venuti ma non in tempo per assistere a questa violenza quotidiana”.

Ho pensato da subito che “loro” potessero trattarsi di un mascalzone dedito al lancio della pietra per gaudio e sollazzo oppure ho immaginato un episodio sporadico dovuto alle  incomprensioni tra vicini, ho ideato la possibilità che L.P. clamorosamente stesse mentendomi per raggranellare “qualcosa”,  per cui ho deciso di appostarmi a pochi metri da casa sua alle 21.00 circa.

Ebbene “loro” esistono davvero, incappucciati i più in modo da non farsi riconoscere, portano da altri luoghi nelle loro mani pietre e oggetti contundenti e si divertono a scaraventarle con veemenza contro la porta del malcapitato, alcuni tentano di aprire l’ingresso in legno con calci e spintoni.

L.P. rimane indifferente e barricato per paura di ricevere “altro”. Assisto impassibile ed atterrito ad un vero atto di terrorismo psicologico, una tortura che dura minuti, “loro” aspettano che L.P. apra la porta per ingiuriare e oltraggiare, ridere , urlare e impaurire.

Fingo di essere un passante e rallento l’andatura e “loro” si allontanano in branco per timore di essere scoperti, mi fermo e faccio in modo che capiscano di essere stati scoperti, illumino il cellulare che diventa un faro enorme, si dileguano i balordi, hanno paura che si avvicinino le forze dell’ordine.

L.P. mi confessa che queste “monellerie”, mi commuove nel definirle tali, sono iniziate il 16 Aprile di quest’anno quando un giovane incappucciato si è introdotto in maniera fraudolenta nella propria abitazione sfilandogli una collanina d’oro dal collo.

L.P.  sembra che abbia denunciato il fatto alle forze dell’ordine. Pare che questi episodi siano numerosi e che addirittura “loro” con dei passamontagna indosso lo abbiano minacciato di rubargli qualcos’altro, afferrando il collo con le mani fin quasi a lasciarlo senza respiro ed immobilizzandolo, hanno tentano di portare via altri oggetti presenti in casa.

In che modo questa catena di atti di teppismo possa avere fine?

Perché la “maggioranza silenziosa” della popolazione tace ed è indifferente al reiterato atteggiamento di questa piccola baby gang di bifolchi?

Perché questi ragazzi si sono uniti in gruppo di bulli per disturbare e creare violenza psicologica e fisica nei confronti di un essere umano indifeso e solo?

Può una comunità intera sopportare e vivere sotto la coltre di paura?

Da queste colonne vorrei che si innalzasse un coro di protesta e riappacificazione, questo resoconto vuole essere un atto di denuncia per poter parlare, dialogare, creare la possibilità di stanare i mali di questa società sempre più abbarbicata nell’indifferenza e bloccata dalla crisi che continuamente vomita il dolore nella violenza piuttosto che nella solidarietà.

“Tutti insieme” affermava con convinzione un Santo di nostra conoscenza.

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