Vitagliano: dimissioni, i politici non devono essere attaccati alle poltrone

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Le dimissioni del Consigliere Comunale Pasquale Vitagliano, erano nell'aria da qualche tempo, e nella seduta dello scorso Consiglio Comunale sono state ufficializzate con un articolato documento
ADESSO COMINCIA IL RISCATTO DI TERLIZZI
Presidente, sindaco, membri della giunta, colleghi consiglieri, cittadini qui presenti e in ascolto in streaming, con la presente dichiarazione che leggo, contravvenendo alla mia abitudine di parlare a braccio, comunico la volontà di rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere comunale della città di Terlizzi.
Anche se a cavallo di due distinte consiliature, ho portato a termine un intero mandato di cinque anni grazie ai voti liberi di una parte numericamente importante e politicamente significativa del popolo terlizzese, rappresentando in questo Consiglio la Lista Civica Cittàcivile e successivamente il più ampio Movimento Civico. Ho così adempiuto ad un impegno preso con me stesso, con il Movimento e con gli elettori, rispetto al quale pure non sono mancate speculazioni di taluni addetti ai lavori, a conferma del degrado civile raggiunto dalla “cattiva politica” anche nella nostra città.
Considero importanti i segni. I segni lasciano tracce e le tracce possono portare a nuovi orizzonti. E noi tutti abbiamo bisogno di un nuova linea di riferimento in un mondo politico chiuso nella sua impotente meschinità, autoreferenziale nella sua sorda insensibilità al cambiamento e nella sua inguaribile coazione a ripetere malcostumi e cattive prassi.
Considero importanti i segni. Ed è un segno che il mio atto, che vuole essere un atto politico collettivo, cada in questo anno particolare che ricorda due tristi episodi per la nostra comunità. Sono passati infatti venti anni dalla morte di don Tonino e vent’anni dall’esplosione dell’autobomba.
Mi domando, e l’ho fatto anche nel corso di questi anni di consiliatura, se la Città di Terlizzi sia cambiata. E se sia addirittura migliorata.
Certo molte cose sono cambiate. Come diverse sono state le occasioni che la storia ha offerto perché la “buona politica” sconfiggesse quella “cattiva”.
Terlizzi è stata abbandonata al proprio destino dopo essere stata sedotta da battaglie dichiarate solennemente e mai combattute fin in fondo: la legalità, l’ambiente, il lavoro, la cultura.
Terlizzi è una città che è stata sedotta e abbandonata.
E come proverbialmente accade sempre in questi casi, le è rimasto addosso il marchio d’infamia.
Un marchio che ciascun terlizzese sente su di sé appena fuori dalle virtuali mura protettive del confine cittadino.
Chi si dichiara oggi con orgoglio cittadino terlizzese? Noi che facciamo politica per il bene comune di questa comunità dobbiamo ripartire da questo peccato d’origine, per scrollarcelo di dosso.
Per poter finalmente dire, a Bari, a Roma o a Milano, con orgoglio, sì, io sono di Terlizzi.
E questo sarà il mio principale impegno da oggi in poi. Mio, di tutto il Movimento Civico e di tutti i cittadini e cittadine che sentono questa urgenza civile. Una battaglia da svolgere fuori dal Palazzo, dopo che anche questa esperienza amministrativa è chiaramente fallita, ed allo scopo di mettere le basi per un cambiamento autentico della vita amministrativa della città.
Ristabilito l’onore della nostra città, si potrà riprendere con più efficacia e senza alibi la vera battaglia di legalità contro i condizionamenti che soffocano, ogni sforzo di cambiamento della nostra città, condannandola ad un eterno presente sempre uguale a se stesso e senza speranza. Non si tratta di condizionamenti mafiosi.
No. Si tratta di condizionamenti meno gravi, per un verso, eppure più complessi, per un altro.
Sono i condizionamenti del “familismo amorale” che offende il merito e protegge legami di parentela e di appartenenza a interessi consolidati, non sempre legittimi.
Sono i condizionamenti della “piazza”, per usare un’espressione brutta ma efficace, dove il tam tam dei crocicchi più stabili nelle loro localizzazioni, nei loro posti, degli stessi seggi in consiglio comunale, può determinare le fortune o le inattese sconfitte di questo o di quel candidato.
Una piazza che riverbera la forza dell’unica piovra di questa città, l’illegalità spicciola e quotidiana, ma pervasiva e diffusa, del “tengo famiglia”, del “con chi dobbiamo parlare”, del “dici che ti mando io”, della pianificazione delle candidature familiari in modo che chiunque vinca, i potenti vincono sempre.
Si tratta talvolta di una illegalità grottesca e risibile ma non per questo meno forte e drammatica. Un’illegalità che infatti ci condanna ad essere una comunità archeologica, più vicina all’Italia degli anni ’50 fatta di padroni, maestrini e cafoni, che una cittadina integrata pienamente nel “Villaggio Globale”.
E’ arrivato il momento di togliersi i calzari e scrollare da essi la polvere che si è attaccata per tanto camminare.
Ed io personalmente per togliermi un po’ di polvere di dosso devo tornare a fare politica fuori dal Palazzo, per rendere più efficace e diretta l’ azione del Movimeno, per rendere più utile il personale contributo alla vera, storica, non elettorale Rivoluzione Etica e di Governo che il Movimento Civico ha iniziato.
E’ chiaro che dalle Istituzioni il Movimento Civico non esce.
Resterà rappresentato, e degnamente, dall’amico, avv. Michele Cagnetta, primo dei non eletti della Lista Civica Cittàcivile, e così successivamente con una turnazione annuale dei nostri candidati più votati.
Vogliamo dare un testimonianza tangibile, non retorica di politica come servizio. Inoltre questo ricambio permetterà di ottimizzare la nostra impresa di civiltà.
Si tratta infatti semplicemente di un cambio di modulo di gioco che ci auguriamo consentirà al Movimento Civico di vincere le prossime battaglie elettorali.
Nessuno infatti si ritira. Altri sono incompatibili, decaduti o inadeguati rispetto alla drammaticità dei bisogni cittadini.
Né si tratta di “tornare all’etica”, come altri pur stimati protagonisti della politica terlizzese hanno in passato detto. Noi consideriamo la responsabilità etica la nostra acqua, non siamo mai usciti da essa, perché saremmo morti asfissiati.
In Comune il Movimento Civico resta con la sua funzione ferma e costruttiva di controllo e indirizzo. Io vi esco (momentaneamente) per tornare a far politica nelle strade di Terlizzi. Bisogna ridare onore e dignità alla politica.
Anche la politica, come l’acqua e l’aria, è un Bene Comune.
La politica intesa come servizio al cittadino, per migliorarne le condizioni di vita. Questa è la politica che ho sempre fatto. Questa è la politica che continuerò a fare fino a quando mi sarà possibile .
Ringrazio tutti i presenti. Saluto tramite il Presidente del Consiglio tutto il Consiglio Comunale.
Saluto tramite il Sindaco tutta l’Amministrazione. Ringrazio il Segretario Generale, dott. Palmieri. Ringrazio tutto il personale comunale che ho quasi sempre verificato come preparato, disponibile e attento. Sento di ringraziare in modo particolare i dipendenti comunali che per ragione del servizio ho frequentato di più, primo fra tutti Mimmo Grassi, ma anche Franco Di Palo e Donato Montaruli, i signori Baldassarre e Prezioso, e tutti i vigili urbani che di volta in volta si sono succeduti in questa sala.
Un arrivederci a tutti. Assicuro gli avversari: non vi siete liberati della mia, della nostra presenza politica.
Questo gesto non è uno stop. E’ una chiamata alle armi per cambiare davvero questa nostra comunità.
Pasquale Vitagliano
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