Sovereto, il Consiglio Comunale sana gli errori del Sindaco Gemmato

La Redazione
Protesta a Sovereto

Dopo aver seguito in diretta streaming ed aver ascoltato alcuni addetti ai lavori, abbiamo voluto tracciare alcune linee di dettaglio sulla triste vicenda di Sovereto

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Domenica scorsa 12 gennaio, abbiamo voluto seguire la protesta ” Giù le Mani da Sovereto”, organizzata da  numerose associazioni e movimenti,  a tutela del borgo antico di Sovereto, minacciato da azioni speculative, come la demolizione di una preziosa Villa ottocentesca, per far spazio ad una costruzione in cemento, regolarmente autorizzata dall’Amministrazione Comunale.

La indignazione dei tanti intervenuti alla protesta, ha probabilmente stimolato la coscienza degli amministratori comunali che sono intervenuti con a capo il Sindaco per tentare di dare delle spiegazioni, ma senza successo.

Tanto che nel consiglio Comunale di ieri, il Sindaco ha dovuto accettare le condizioni suggerite dalle opposizioni, che in qualche modo hanno provato ad arginare lo scempio.

Un consiglio comunale “disorientato” ha cercato di porre un argine alle attività edilizie che stanno mettendo a rischio lo storico Borgo di Sovereto e la sua storia millenaria.

All’ordine del giorno del consiglio di ieri, c’era infatti la “adozione della variante al PRG per il Borgo di Sovereto”, che avrebbe avviato la trasformazione in “centro storico” del tessuto del Borgo Medievale, oggi classificato come area B2 “di completamento” consentendo a chiunque di demolire gli antichi fabbricati per poi poterli ricostruire moderni e più alti.

Dalle parole dei consiglieri comunali riunitisi ieri sera nella massima assise cittadina è emersa tutta la rabbia e lo stupore per quanto avvenuto nei giorni scorsi con l’abbattimento di un vecchio fabbricato posto proprio all’ingresso di Sovereto, che lascerà il posto ad un nuovo edificio che ovviamente mal si inserisce nel tessuto architettonico del Borgo.

Nonostante il Piano Regolatore avesse dolosamente dimenticato di proteggere il Borgo, l’opinione pubblica terlizzese era convinta che nessuno mai sarebbe giunto a demolire edifici storici, anche perché nel corso degli ultimi anni la frazione di Sovereto è stato fatta oggetto di una serie di interventi che l’hanno profondamente trasformata e hanno messo in luce tutta la sua bellezza.

Il nuovo basolato, la nuova illuminazione, i numerosi interventi di manutenzione compiuti dai privati, le misure per incentivare il commercio e il divieto di circolazione al suo interno, la pista ciclabile che lo collega a Terlizzi, hanno fatto sì che il legame con i cittadini si intensificasse e si trasformasse da legame quasi esclusivamente religioso e saltuario a vincolo affettivo legato alla cultura, alla bellezza e all’architettura dei luoghi, con una frequentazione che per tanti è diventata quotidiana.

In pochi a Terlizzi erano a conoscenza che già nel 2011 il proprietario del fabbricato con ampio giardino posto proprio all’ingresso di Sovereto aveva presentato un progetto per realizzare dei nuovi edifici.

Tutto è restato fermo fino a quando la proprietà è passata di mano e il nuovo proprietario è tornato alla carica presentando ad ottobre scorso una nuova richiesta di Permesso di Costruire (PdC).

Prima che gli venisse concesso il PdC di “demolizione dell’immobile esistente e realizzazione di nuovo edificio composto da piano interrato destinato a deposito, piano terra e primo piano destinati ad abitazione”, rilasciatogli a tempo di record il 18 dicembre http://www.comune.terlizzi.ba.it/mc/mc_attachment.php?x=584566a379d8e422d4491bc9808efaf6&mc=4396&, il nuovo proprietario ha sentito l’irrefrenabile bisogno di demolire il fabbricato ottocentesco mediante una procedura d’urgenza (la cosiddetta SCIA, Segnalazione Certificata d’Inizio Attività).

Il cantiere per la realizzazione del nuovo edificio è ora in piena attività e si vedono già sorgere travi e pilastri, ma già è stata presentata una nuova richiesta di Permesso di Costruire per realizzare un altro edificio nel giardino.

Il titolare si è affrettato anche ad impugnare dinanzi al Tribunale Amministrativo la delibera di Giunta Comunale con la quale l’Amministrazione Gemmato avviava la procedura di variante al Borgo di Sovereto, per le complesse motivazioni che tentiamo di spiegare.

Il proprietario chiede al TAR di annullare tutto perché non sarebbero state rispettate le Leggi vigenti in materia di varianti al Piano Regolatore, ed in particolare la Legge Regionale 56/80 dove prevede che la deliberazione della Giunta debba essere preceduta da un mandato preciso da parte del Consiglio Comunale, che non c’è stato (la Legge impone le seguenti fasi per l’adozione di una variante: 1- indirizzo del consiglio comunale; 2-delibera di giunta; 3-delibera di adozione del consiglio comunale).

Gemmato ha saltato la prima fase ed è passato direttamente a deliberare in giunta, esponendosi al rischio concreto di vedersi annullati dal TAR tutti gli atti.

Eppure nel consiglio comunale del 12 dicembre le opposizioni avevano presentato un “ordine del giorno” per la variante di Sovereto, che sarebbe potuto essere proprio l’anello mancante che ha permesso il ricorso al TAR, ma la maggioranza alla fine chiese di non metterlo ai voti perché si stava già apprestando a preparare gli atti tecnici necessari alla variante.

Un’occasione sprecata che ha fatto sprecare ulteriore tempo in questa storia intricata e fatta di rapidi colpi di mano, nella quale il proprietario del suolo ha l’interesse a ritardare il più possibile l’adozione della variante, perché un minuto dopo scatterebbero le cosiddette “norme di salvaguardia” e lui dovrebbe dire addio al suo progetto di costruire nel giardino.

Anche la convocazione del consiglio comunale di ieri sera era zoppa, perché si andava ad adottare la variante senza che fosse stata precedentemente approvata la delibera di “indirizzo”, come abbiamo precedentemente spiegato e senza i necessari atti previsti per le varianti dalla Legge Regionale 56/80, a causa della fretta, come candidamente ammesso dallo stesso dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale arch. Francesco Gianferrini.

Per questi motivi, dopo una sospensione di circa mezz’ora, il consiglio comunale ha deciso di modificare la delibera del Borgo di Sovereto, cercando di porre rimedio alle varie lacune evidenziate.

Tutti i consiglieri comunali si sono trovati d’accordo (evento più unico che raro!) sulla necessità di ripristinare il corretto andamento procedurale previsto dalla LR 56/80 per non esporre la procedura ad un annullamento da parte del TAR, e per questo si è votata all’unanimità una modifica alla delibera, che l’ha fatta diventare “atto di indirizzo” (la fase 1 di cui parlavamo prima) dal quale dovranno scaturire una delibera di giunta e la successiva delibera di consiglio per l’adozione della variante.

Il consiglio comunale tornerà a riunirsi alle 14 di lunedì 20 gennaio.

Seguiremo con grande attenzione l’evolversi di questa delicata vicenda perché teniamo fortemente alla nostra identità culturale, storica e religiosa racchiusa nello scrigno di Sovereto e sollecitiamo le istituzioni a fare seriamente il loro dovere, difendendo nei fatti e non a parole il Borgo.

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