Abusivismo sul tratturo della via traiana, denuncia formale alle istituzioni locali

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Con una lettera ben articolata, l'associazione "Amici dell'Appia", nata a tutela dell'ambiente, si rivolge alle istituzioni competenti, per individuare eventuali abusi operati lungo tutta l'area tratturale
Di seguito il testo della lettera che ci viene chiesto di pubblicare integralmente:
>> Associazione “Amici dell’Appia”
Via Appia n.11 – 70038 Terlizzi (BA)
Presidente: Paul Cappelli
Al Sindaco del COMUNE DI TERLIZZI
dott. Nicola Gemmato
e p.c. al Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale
Arch. Francesco Gianferrini
al SERVIZIO DEMANIO E PATRIMONIO
della REGIONE PUGLIA
Ufficio Parco Tratturi
P.zza Cavour, 23 – 71121 Foggia
Terlizzi, lì 3 febbraio 2014
OGGETTO: concessione in uso del suolo tratturale e valorizzazione del “tratturello Via Traiana”
PREMESSA
A seguito della consultazione dell’albo pretorio on-line, abbiamo constatato l’esistenza di istanze di concessione in uso del suolo tratturale. Ricordiamo all’amministrazione che:
Con la Legge Regionale n.29 del 23 dicembre 2003 “Disciplina delle funzioni amministrative in materia di tratturi” , la Regione Puglia di cui all’art.1 sancisce che “i tratturi, in quanto monumento della storia economica e sociale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e in quanto testimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca, vengono conservati al demanio armentizio regionale di cui all’articolo 1 della legge regionale 9 giugno 1980, n. 67 e costituiscono il “Parco dei tratturi della Puglia” e fissa le Linee guida per la redazione dei Piani comunali che sono state emanate con Delibera di G.R. n.559 del 15/05/2006.
Tali linee guida si ispirano all’obiettivo fondamentale di mantenere al patrimonio pubblico tutti “i tronchi armentizi che conservano l’originaria consistenza o che possono essere alla stessa reintegrati”, interrompendo e ribaltando la tendenza dei decenni passati all’alienazione del patrimonio tratturale.
Il territorio comunale di Terlizzi è attraversato per circa 7 km dal “tratturello Via Traiana”, n.94 dell’elenco ufficiale demaniale.
Il PUTT/p vigente, approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1748 del 15 dicembre 2000, in adempimento di quanto disposto dalla legge n. 431 del 8 Agosto 1985 e dalla legge regionale n.56 del 31 Maggio 1980, fa ricadere l’area del tratturo in “ambito territoriale esteso B di valore rilevante”.
Con D.G.R. n. 1435 del 2 agosto 2013 è stato adottato il nuovo Piano Paesaggistico (PPTR) adeguato al Codice. Nelle more della definitiva approvazione del PPTR (previa condivisione con il Ministero delle perimetrazioni dei beni paesaggistici e della relativa disciplina nell’ambito dell’accordo di cui all’art. 143, comma 2) continua a trovare applicazione il PUTT/p e contestualmente vigono le norme di salvaguardia di cui all’art 105 delle NTA dell’adottato PPTR.
Tale PPTR inserisce il tratturo nelle “Componenti culturali e insediative – Testimonianze stratificazione insediative (rete tratturi)” e definisce altresì un’area contermine al tratturo denominata “Area di rispetto delle componenti culturali e insediative (rete tratturi)”.
Dall’analisi degli strumenti urbanistici comunali (PRG) si sottolinea l’inserimento del tratturo nella zona tipizzata E1 come “Area di interesse per la salvaguardia, ambientale, archeologica, monumentale”.
Il “tratturello via Traiana” è inoltre tutelato dal Piano Comunale dei Tratturi approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n.24 del 26 febbraio 2008.
Con tale provvedimento il Comune di Terlizzi perseguiva una politica di riqualificazione urbana e territoriale, fondata sul riuso del patrimonio edilizio ed infrastrutturale esistente e sulla sua valorizzazione quale patrimonio culturale ed identitario della collettività.
Il “Piano Comunale dei Tratturi” che, obbligatorio per tutti i “Comuni nel cui ambito territoriale ricadono tratturi, tratturelli, bracci e riposi”, dà attuazione alla sopra citata Legge Regionale 23/12/2003 n.29.
Il presente Piano Comunale dei Tratturi (PCT) disciplina i processi di trasformazione fisica e l’uso del territorio per “tutelare l’identità storica e culturale, rendere compatibile la qualità del paesaggio, promuovere la valorizzazione del bene medesimo, salvaguardarne la pubblica utilità”.
Il PCT individua le “aree di pertinenza del suolo tratturale” e le “aree annesse al suolo tratturale”: le prime costituiscono il tratturo; le seconde sono la aree strettamente legate al tratturo sotto l’aspetto paesistico, archeologico, architettonico, botanico e storico.
Tutte queste aree devono essere tutelate e valorizzate, per una possibile fruizione turistica e culturale.
Tra i numerosi obiettivi che il comune di Terlizzi aveva determinato con la redazione del PCT, ricordiamo quelli che riteniamo prioritari e propedeutici ad ogni altra valorizzazione:
– sistemare l’attuale tracciato reintegrando le aree tratturali incongruamente occupate e cintate;
– eliminare le discariche che sconciano il percorso nonostante gli interventi di bonifica effettuati negli anni passati;
– sistemare, senza asfaltare, il tracciato carrabile per una percorrenza a bassa velocità prevista per i residenti e i “frontisti”;
Il PCT, tramite i suoi elaborati scritto grafici e le sue Norme Tecniche di Attuazione (NTA)
disciplina i processi di trasformazione fisica e l’uso del territorio, uno degli obiettivi prioritari è:
– tutelare e valorizzare il paesaggio eliminando i detrattori di qualità ambientale (costituiti, fra l’altro, da discariche incontrollate di materiali anche pericolosi, da recinzioni abusive di aree
pubbliche, spesso costruite con materiali in contrasto con l’ambiente), garantendo e migliorando le visuali paesaggistiche (ad esempio verso la “padula”) e ricostituendo, ove possibile ed opportuno, il paesaggio botanico tipico dei luoghi;
Dalla relazione illustrativa del Piano Comunale dei Tratturi (novembre 2007) citiamo quanto segue:
la “Concessione in uso di suolo tratturale” viene rilasciata dal Dirigente del Settore, viste:
– la Direttiva del Presidente della G.R. n° 01/007689/1-5 del 31-07-1998 rinveniente dalla D.G.R. n° 3261 del 28-07-1998 esecutiva come per Legge, concernente la delega ai Dirigenti per l’adozione degli atti e provvedimenti a mezzo propria determinazione;
– la Delibera di G.R. n° 1493 del 25-10-2005;
– gli artt. 17-21-22 della Legge Regionale n° 27/95;
– la Delibera di Giunta Regionale n° 9074/97 con la quale veniva approvato il Disciplinare d’uso dei beni regionali;
– la Legge Regionale n° 29/2003.
La Concessione viene rilasciata su istanza dell’interessato, per uno specificato uso e riguarda un terreno facente parte del tratturo di proprietà regionale.
Vista la relazione del dipendente, agli atti dell’Ufficio, confermata e sottoscritta dal Responsabile del Servizio e dal Dirigente dell’Ufficio con la quale è stato determinato il canone concessorio; considerato che il richiedente ha provveduto a corrispondere i canoni pregressi, viene determinata la Concessione, che prevede l’affidamento a corpo e non a misura (art.1).
La concessione ha la durata di anni nove con decorrenza dalle annate agrarie e non è tacitamente rinnovata (art. 2).
E’ stabilito un canone annuo di concessione, salvo conguaglio a seguito di deliberazioni della G.R. che il concessionario si obbliga a versare in annualità anticipate; il canone annuo viene aggiornato in misura pari al 100% delle variazioni dell’indice ISTAT (art.3).
Il concessionario è ritenuto decaduto dalla concessione, a giudizio insindacabile dell’Amm/ne Reg.le, anche prima della scadenza, qualora il medesimo abbia sub – concesso il bene in tutto o in parte, stabilmente o temporaneamente, con o senza corrispettivo; abbia mutato la destinazione del bene o, comunque, ne abbia fatto un uso irregolare; si sia reso moroso nel pagamento del canone e dei servizi ed accessori a suo carico (art. 4).
La concessione è assentita a titolo precario e può essere revocata in qualsiasi momento a giudizio insindacabile dell’Amm/ne Reg.le, mediante preavviso di 30 giorni, senza diritto a risarcimento alcuno (art.5).
La ditta concessionaria è tenuta a non alterare, spostare, o rimuovere i termini lapidei, ove esistente.
Il bene viene concesso nello stato in cui si trova. E’ fatto espresso divieto al concessionario di far eseguire sul bene assentito in concessione, senza preventivo consenso scritto, migliorie o innovazioni di qualsiasi natura, le quali in ogni caso, rimangono di fatto acquisite senza che il concessionario possa asportarle né pretendere compensi alla fine della concessione.
Resta salvo il diritto dell’Amm/ne regionale di chiedere che il concessionario rimetta le cose in pristino a proprie spese. In caso di inadempimento vi provvede direttamente l’Amm/ne concedente, addebitando la spesa al concessionario (art.8).
Il concessionario è obbligato ad esonerare l’Amministrazione Regionale da ogni responsabilità per eventuali danni a persona ed a cose derivanti da qualsiasi causa conseguente all’utilizzazione del bene dato in concessione (art.9).
Le tavole delle proprietà demaniali, lette contestualmente a quelle dell’ uso del suolo, consentono di individuare eventuali abusi operati sulle proprietà regionali.
LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE “AMICI DELL’APPIA”
Più volte questa Associazione ha segnalato e denunciato alle autorità lo stato di degrado di parte del tratturo, funestato dall’abbandono incontrollato di rifiuti solidi urbani, ingombranti e rifiuti speciali pericolosi, tra i quali amianto.
Con questa missiva si denuncia altresì il restringimento, in più punti, del tratturo, a causa dell’occupazione (più o meno legittima) del suolo demaniale da parte dei frontisti.
In sintonia con le norme e i piani citati in premessa, l’Associazione
CHIEDE
1. Di effettuare tutti i controlli che consentono di individuare eventuali abusi operati sulle proprietà regionali, nonché la legittimità dell’uso del suolo tratturale e della sua destinazione d’uso;
2. Di mettere in atto tutte quelle azioni volte a ripristinare l’integrità e l’originaria consistenza e ampiezza del tratturo, privilegiando il reintegro piuttosto che la concessione in uso del suolo tratturale;
3. Di effettuare le bonifiche ambientali per il risanamento dell’area del tratturo, della pertinenza e dell’area annessa;
4. Di riprendere il lavoro di riassestamento del tratturo sul modello esplicitato dalla relazione del Piano Comunale dei Tratturi ed iniziato nel 2010 con la sistemazione del 1° tronco armentizio della Via Traiana della lunghezza di 1,3 km nel territorio del Comune di Terlizzi, intercettando eventuali risorse finanziarie regionali o europee;
5. Di intraprendere una serie di misure, stimolando anche la partecipazioni di realtà associative del territorio, per la tutela ambientale e la valorizzazione a fini turistici e di generale salvaguardia del patrimonio storico, culturale e architettonico, nonché l’incentivazione della mobilità lenta ed eco-sostenibile.
Ci auspichiamo che i destinatari della presente vogliano attivarsi ed interessarsi, ognuno per le proprie competenze e responsabilità.
Distinti saluti
Il Presidente dell’Associazione “Amici dell’Appia
Paul Cappelli
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