Gli ex dipendenti Censum:«Noi vogliamo dignità e rispetto come farebbe un buon padre di famiglia»

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"La storia ha 4 protagonisti, NOI (ex dipendenti Censum), la Censum spa, il comune di Terlizzi con i politici che si sono susseguiti in questi anni, la dott.ssa Panzini e i cittadini di Terlizzi".
Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di quattro dipendenti CENSUM dal titolo “Noi vogliamo dignità e rispetto come farebbe un buon padre di famiglia”. Stessi dipendenti che in maniera “pacifica” hanno protestato anche prima del Consiglio Comunale di ieri 19 febbraio 2014
Questa lettera con tutte le Delibere fatte dal Comune sono state inviate a tutte le trasmissioni televisive nazionali più tutti gli enti preposti al controllo, al Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio ed al Papa chiedendo aiuto.
Carissimi Cittadini,
quella che vorremmo raccontarvi, sperando ci possa portare ad ottenere giustizia è la storia di 4 persone che hanno perso il posto di lavoro.
La storia ha 4 protagonisti, NOI (ex dipendenti Censum), la Censum spa, il comune di Terlizzi con i politici che si sono susseguiti in questi anni, la dott.ssa Panzini e i cittadini di Terlizzi.
Tutto nasce nel dicembre 2010 con le “cartelle pazze” inerenti avvisi di accertamento relativi alle annualità che non risultano a rischio di prescrizione (ICI 2006 e 2007, TARSU per le annualità successive al 2005). Tutti coinvolti i 4 protagonisti, la Censum che manda gli accertamenti senza aggiornare la banca dati, il sindaco in carica Di Tria, la dott.ssa Panzini in qualità di dirigente del settore finanziario supervisionava il tutto, i cittadini indemoniati dal vedersi recapitare somme non dovute e i 5 dipendenti che fanno sportello pubblico e fanno da tramite agli altri protagonisti, dovendo ascoltare centinaia di persone ogni giorno e subendo anche minacce personali.
Il tutto senza percepire regolarmente lo STIPENDIO.
Cade la giunta proprio per colpa delle benedette “cartelle pazze”. Si passa da una amministrazione di centro sinistra con sindaco Di Tria ad una di centro destra con sindaco Gemmato, nel mezzo un anno circa di amministrazione commissariata.
Nei due anni successivi riceviamo ispezione da parte della guardia di finanza e veniamo più volte convocati in caserma a rispondere a dei veri e propri interrogatori.
In questi due anni la situazione stipendi non si è mai regolarizzata e quando abbiamo tentato di vantare questo nostro diritto rivolgendoci ai vari sindaci (Gemmato/ Di Tria) ma soprattutto alla dott.ssa Panzini siamo stati richiamati dall’azienda Censum con lettera di richiamo e minacce verbali.
Nonostante tutto abbiamo sempre dato di più di quello che avremmo dovuto, consapevoli che il 31/12/12 sarebbe scaduto il mandato della Censum e certi che avremmo avuto vita migliore con una nuova società di gestione tributi.
Il mandato della Censum viene prorogato per 6 mesi in attesa di preparare la nuova gara d’appalto ma il 09/05/13 i Militari della Tenenza Guardia di Finanza di Molfetta, all’esito di una complessa attività coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare per i reati di peculato, tentata concussione ed abuso d’ufficio, nei confronti del dirigente del settore servizi finanziari e risorse del Comune di Terlizzi, Francesca Panzini, e di Vito Redavid presidente del consiglio di amministrazione della Censum.
Dati gli avvenimenti, il 30/06/13 siamo stati licenziati in virtù della naturale scadenza del contratto.
4 dei 5 dipendenti si sono trovati abbandonati a se stessi.
Pensiamo positivo e attendiamo la nuova gara d’appalto che ci vedrà comunque coinvolti.
Entrano in campo gli altri protagonisti.
Il sindaco Gemmato e il consiglio si affidano ad una consulenza esterna ingaggiando un professionista esperto in materia di tributi spendendo soldi pubblici.
Il professionista nominato con determina dirigenziale è il dott. Mario Aulenta di Bari. Il dott. Aulenta sarà impegnato con il Comune per 4 mesi e riceverà un compenso lordo di 2.000 euro mensili.
Lo stesso in una relazione dice che la soluzione è quella di fare una nuova gara d’appalto, in quanto il comune è carente di personale e professionalità inerenti il settore tributi. Prima di terminare i 4 mesi si dimette, in concomitanza con il rientro della dott.ssa Panzini nel suo ruolo istituzionale.
L’amministrazione decide in maniera inspiegabile di internalizzare il servizio di riscossione tributi senza l’ausilio di soggetti esterni, per non incorrere più nei problemi verificatisi con la CENSUM che non prevedeva la nostra continuità lavorativa.
E invece cosa si fa ?
L’internalizzazione è diventata esternalizzazione, visto che le affissioni le hai già esternalizzate, in parte alla AGENZIE FUNEBRI ed in parte alle AGENZIE PUBBLICITARIE con compensi superiori al 40% questo perché si doveva risparmiare il 13% – 15% che si paga alle società esterne tipo la CENSUM.
Si fa lavorare un’altra ditta, la Servizi Locali SPA, dalla quale si ricompra il software di gestione (perché ci si accorge che quello della CENSUM non funziona), e alla quale si affidano, in maniera diretta e senza un briciolo di gara, quasi 100.000euro di servizi per l’affiancamento all’ufficio tributi, che ovviamente non ce la fa a gestire da solo oltre 32.000 tra avvisi, accertamenti e ingiunzioni. “CARTELLE PAZZE 2”.
Perché non siamo stati chiamati anche sottoforma di contratto a progetto ecc. non potevamo dare una mano vista la nostra esperienza lavorativa ?
Dobbiamo pagare le conseguenze di chi ha sottratto denaro dalle casse comunali ?
A chi spettava il compito di vigilare e controllare l’operato della CENSUM ?
Qualcuno si sta vendicando di noi viste le nostre proteste iniziali ?
Questa nostra forma di protesta pacifica si sta esaurendo, quindi per evitare che possano accadere spiacevoli episodi chiediamo aiuto affinché si risolva quanto prima il problema.
Grazie
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