Rifiuti indifferenziati: «costi eccessivi che finiscono in discarica»

LA REDAZIONE
Tonnellate di rifiuti

«Lo scorso anno Terlizzi ha differenziato solo il 12,5%, uno dei dati peggiori a livello regionale e nazionale».

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Il movimento civico produce una nota che pubblichiamo sulla fatidica gestione della raccolta differenziata.

Ad inizio nota, il movimento cittadino pone una domanda ben chiara ed importante. Quanto spendono i terlizzesi per conferire in discarica i rifiuti indifferenziati?
La risposta è tanto semplice quanto inquietante. «Con gli attuali pessimi livelli di raccolta differenziata, il comune, e quindi i cittadini pagano oltre 800.000 euro l’anno (in media oltre 90 euro per famiglia). Fonte dati: ” determina dirigenziale”. «Questa spesa riguarda solo lo smaltimento in discarica perché per la raccolta e il trasporto dei rifiuti occorrono altri 2,5 milioni di euro (in media circa 290 € per famiglia)».

La quota di smaltimento si compone essenzialmente di tre voci: «Cominciamo dallo smaltimento in discarica al costo di 41,85 euro a tonnellata più IVA al 10%, il servizio di tritovagliatura che ci costa 7,95 euro a tonnellata per non poi passare all’ecotassa di 15 euro per tonnellata che rischiano di diventare 25,82 euro qualora entro giugno non dovessimo aumentare la media di raccolta differenziate del 5%».

Continuando nella descrizione il movimento cittadino rafforza: «Nel 2013 i terlizzesi hanno prodotto circa 11.100 tonnellate di rifiuti indifferenziati, ovvero quasi l’88% della massa complessiva di rifiuti solidi urbani. Abbiamo differenziato solo il 12,5%, uno dei dati peggiori a livello regionale e nazionale».

«Pensiamo a quante bonifiche ambientali o servizi pubblici o di quanto si potrebbe ridurre la tassa (salata) sui rifiuti con solo metà di quegli 800 mila euro che finiscono in discarica».
A questa cifra dobbiamo poi aggiungere la quota di frazione umida (organico) raccolto da un certo numero di esercizi commerciali che finisce nel centro di recupero della Tersan di Modugno che costa ai cittadini tra i 90 e i 100 euro a tonnellata, costo che potrebbe essere abbattuto se nella gestione Aro si investisse in un’area di compostaggio comunale, cercando anche di incentivare, in maniera spinta, il compostaggio domestico (specie per le utenze rurali), come, per altro, indicato nello stesso piano industriale di gestione».

Nella penultima parte della nota, il movimento civico sottolinea: «Terlizzi continua a pagare a caro prezzo la scarsa sensibilità degli amministratori ai temi ambientali e di gestione rifiuti ed appare ancora lontana da una gestione virtuosa di questa galassia; le politiche ambientali e di sensibilizzazioni sono totalmente assenti, la gestione Aro  sta nascendo in un uno scenario di scarsa condivisione e partecipazione da parte dei cittadini, delle forze politiche e delle associazioni, contrariamente a quanto prescritto nella carta dei servizi e nel piano industriale».

Concludendo nella nota si rilancia all’amministrazione «l’idea di convocare un tavolo, condividendo la proposta del comitato beni comuni di organizzare un incontro pubblico aperto a tutti, nel quale chiarire gli aspetti della nuova gestione, poterne analizzare in forma partecipate il contratto di servizio, e magari, poter raccogliere proposte da portare nell’assemblea dell’Aro», il tutto «sperando che questo passaggio cruciale verso una nuova gestione possa coinvolgere trasparentemente i cittadini, come attori del sistema e non soltanto utenti».

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