Il “Movimento civico cittàcivile” esterna la sua sul trasloco degli uffici comunali

La Redazione
Comune Terlizzi

«Solo gli ambienti del vecchio ufficio tecnico comunale non sarebbero idonei. Non averne voluto tenere conto, per poi stressare la macchina amministrativa e infierire ancora sulla pazienza dei cittadini…»

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Continua il dibattito sulla questione del trasloco degli uffici comunali dal Palazzo di città al mercato dei fiori di via Italo Balbo. In questo caso ad esprimere la loro opinione sulla vicenda attraverso un comunicato è il “Movimento civico cittàcivile”.

Il comunicato esordisce: «Se al Comune di Barletta fossero stati così previdenti e tempestivi come l’amministrazione Gemmato con il recente trasloco di tutti gli uffici comunali, il crollo di un intero stabile si sarebbe potuto evitare. Con delibera di giunta è stato infatti deciso l’esodo dal municipio di piazza IV Novembre e il trasferimento di impiegati, mobili e masserizie in via Italo Balbo, negli ambienti del nuovo mercato dei Fiori, dove era stato già allocato l’ufficio tecnico comunale».

Il comunicato prosegue: «Tutti gli uffici del municipio, salvo proprio l’ufficio tributi trasferito nei locali dell’Immacolata concezione, polo sociale permettendo. Se leggiamo il provvedimento che ha deciso il trasferimento degli uffici scopriamo che le motivazioni stanno nei lavori di manutenzione straordinaria del palazzo del municipio. Nella delibera manca poi qualsiasi riferimento allo stato di disagio e di sofferenza dell’ufficio tributi. Perché è stata presa questa decisione allora?»

«Tutti a Terlizzi sapevano che gli ambenti dell’ultimo piano del municipio non sono mai stati idonei. In quei locali per tanti anni è stato allocato l’ufficio tecnico comunale. Proprio per fronte a questa inagibilità di questi ambienti ma non di tutto il palazzo, la precedente amministrazione su sollecitazione dello stesso dirigente di allora, dott. Casciello, decise di trasferire l’U.T.C. presso il nuovo mercato dove ancora oggi si trova».

Il comunicato prosegue con un punto di domanda e con annessa risposta  «Chi e perché ha deciso di collocare, dopo gli arresti di maggio e la burrascosa fine del contratto con la Censum, l’ufficio tributi presso locali che sapeva inidonei?»

«Lo sapeva e lo ha deciso comunque, sottoponendo i cittadini di Terlizzi a cavallo del 2014 al disagio e al rischio di recarsi e restare in fila inambienti che tutti sapevano fuori legge».

Il comunicato prosegue: «Solo gli ambienti del vecchio ufficio tecnico comunale non sarebbero idonei. Non averne voluto tenere conto, per poi stressare la macchina amministrativa e infierire ancora sulla pazienza dei cittadini dimostra che gli attuali amministratori, oltre a non aver alcun’idea di come muoversi in questi casi, non hanno alcuna consapevolezza del patrimonio immobiliare del nostro comune e del suo stato. Al punto che la decisione del trasloco stride gravemente con la promessa tutto elettorale di portare in città gli uffici collocati presso il mercato di via Mariotto. Lo dimostra quanto dichiarato dal consulente della sicurezza del comune nel corso della seduta dell’ufficio di presidenza del 5 marzo scorso».

Prima di concludere il comunicato riporta le dichiarazioni dello stesso della sicurezza a tal proposito: «L’immobile comunale, pur non essendo dichiarato inagibile, necessita di notevoli lavori di adeguamento in materia di sicurezza. Più volte è stato sollecitato il buon senso di tutti, non certamente l’adozione di scelte come il trasferimento temporaneo degli uffici e del personale, che competono al dirigente datore di lavoro (la dott.ssa Panzini, n.d.r. ), che da anni era a conoscenza di tali criticità».

Concludendo: «Si tratta di una dichiarazione chiara sulle responsabilità. Il sindaco Gemmato e l’assessore Tesoro presenti, non hanno replicato, non hanno pronunciato parola».

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