Scoperta la targa in memoria di Peppino Impastato

© U.S. comune di Terlizzi
«La sua vita ci dimostra che non ha importanza da dove si provenga ma dove si voglia andare»
Piazza Peppino Impastato ha la sua targa intitolativa che recita “Vittima della mafia”, posizionata, non a caso, nello stesso giorno di trentasei anni fa in cui il giornalista trentenne veniva brutalmente ucciso per mano mafiosa.
«La cerimonia è volutamente semplice perché ci sembra in linea con il messaggio che Peppino Impastato ci ha lasciato» ha detto il Sindaco, Ninni Gemmato, dopo aver scoperto la targa dinanzi ai cittadini intervenuti. «Ovvero che non servono grandi gesti ma grandi idee e grande coraggio. Uno dei principi della mafia si basa sul ritenere che l’eliminazione fisica di una persona ‘scomoda’ basti a farla tacere per sempre, ma la nostra Comunità oggi riunita, le tante manifestazioni parallele che si stanno svolgendo a Cinisi e in altri luoghi d’Italia, dimostrano il contrario: che le idee di questi grandi uomini possono guidare le nostre azioni anche ora che non ci sono più».
Quindi, il Sindaco ha ricordato le tappe fondamentali della vita di Impastato:«L’allontanamento dal padre e dai suoi parenti affiliati ai clan mafiosi, l’impegno alla radio, strumento prescelto per denunciare le ingiustizie e il malaffare, la candidatura a consigliere comunale della sua città e l’attentato terroristico che lo colpì a morte la sera prima del comizio conclusivo della sua campagna elettorale».
Alla cerimonia presente anche il vice Sindaco, Franco Tesoro, e i consiglieri comunali Pierre Parisi, Francesco Malerba, Nino Allegretti e Giuseppe Ranieri, quest’ultimo fortemente impegnato nelle ultime settimane per il buon esito della manifestazione.
Il primo cittadino inoltre ha aggiunto: «Ritengo che la presenza degli amministratori locali riuniti insieme a Terlizzi in questo giorno rappresenti un momento fortemente simbolico, in segno dell’impegno civile a contrastare le mafie e a promuovere la cultura della legalità, se ci pensiamo anche Peppino era un amministratore, anche se la sua elezione a consigliere comunale di Cinisi avvenne dopo l’attentato che lo colpì a morte, ed è il riconoscimento di quanto la gente avesse ancora fortemente bisogno di lui. La sua vita deve fornirci un esempio di come, se può essere importante dove si nasca, da quale famiglia e da dove si provenga, lo è molto di più dove si voglia andare e chi si voglia essere».
Il consigliere Ranieri dal canto suo racconta: «Sono molto soddisfatto per l’ampia partecipazione cittadina all’evento anche se, senza alcun intento polemico, vorrei esprimere il mio rammarico per l’assenza di tutta l’opposizione a una manifestazione in nome della giustizia. L’impegno civile e la diffusione della cultura non hanno colore e non dividono, anzi, semmai, potrebbero solo unire».
Infine ci sono stati i ringraziamenti ai due cittadini che hanno reso possibile l’evento, Daniele Tangari che ha donato la pietra e lo scultore Pietro De Scisciolo che l’ha incisa, e la proiezione del film “I cento passi”, dedicato alla vita di Impastato.
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