Dopo diciotto mesi si chiude definitivamente la vicenda tra il Comune e la Tradeco

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Successivamente al ricorso respinto la ditta in questione ricorreva in appello al Consiglio di Stato. Appello dichiarato irricevibile tramite la sentenza depositata venerdì 11 luglio che dà pienamente ragione al Comune di Terlizzi
Si chiude nel migliore dei modi per il Comune di Terlizzi la vicenda Tradeco che perdurava da più di diciotto mesi.
La vicenda partita nel dicembre 2012 periodo in cui il Sindaco Gemmato firmò un’ordinanza con la quale interrompeva ogni rapporto tra il Comune e la ditta in questione, la quale aveva svolto in maniera insoddisfacente il servizio di nettezza urbana giunge al suo the end dopo oltre un anno e mezzo.
Dopo l’interruzione del rapporto e l’ordinanza del Sindaco, la Tradeco fece ricorso al Tar. Il Tar diede ragione al Comune. Successivamente al ricorso respinto la ditta in questione ricorreva in appello al Consiglio di Stato. Appello dichiarato irricevibile tramite la sentenza depositata venerdì 11 luglio che dà pienamente ragione al Comune di Terlizzi, condannando la stessa Tradeco al pagamento delle spese legali alla parte “lesa”.
Il Sindaco Gemmato intervenendo sulla vicenda che tanto ha fatto discutere: «Oggi i fatti sono chiari.Avevo piena ragione a firmare quell’ordinanza e la Tradeco non aveva nessun diritto nei confronti del Comune di Terlizzi. Ricordo bene che all’epoca ci furono molti dell’opposizione che contestarono questa mia decisione, attaccandomi duramente e accusandomi di irresponsabilità. Ci fu chi mi mise contro tutto il personale della Tradeco, presente in massa all’ingresso del Comune il giorno di Capodanno per contestarmi, perché gli era stato fatto credere che stavano perdendo il posto di lavoro, cosa assolutamente falsa. I dipendenti erano tutelati dal contratto, sarebbero semplicemente passati da un gestore all’altro, così come poi è avvenuto. Ricordo un sindacalista Cgli che disse pubblicamente che avrei dovuto prorogare il servizio alla Tradeco senza limiti di tempo. Ricordo un cittadino non esattamente imparziale che in Aula Consiliare definì “delinquenti” me e gli altri amministratori presenti».
Continuando il primo cittadino aggiunge: «Ricordo un comizio, peraltro non autorizzato, contro di me da parte dei Consiglieri Di Tria e Vitagliano. Ricordo che in quei giorni comparvero dal nulla tanti improvvisati e insospettabili difensori dell’indifendibile Tradeco. Ricordo un Consigliere Comunale che mi ridicolizzò attribuendomi un “coraggio da Capitan Fracassa”. Tanti oppositori mi attaccarono ferocemente, ben sapendo che l’Amministrazione Comunale aveva ragioni da vendere. In quel momento non pensavano al bene della Città ma solo all’occasione ghiotta di speculare politicamente su tale situazione, creando un clima di tensione, di divisione, di contrapposizione in una Comunità che aveva bisogno di unità e coesione in un momento particolare della sua storia».
Il Sindaco conclude: «Oggi qualcuno dovrebbe chiedere scusa. Non a me, ma alla Città. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa alla Città per aver tentato di aizzarla ingiustamente contro i suoi amministratori, per aver strumentalizzato i fatti allo scopo di conseguire egoisticamente propri obiettivi politici. Comunque, stiano tutti tranquilli. Ci saranno altre occasioni in cui le stesse persone dovranno chiedere scusa alla Città. Siamo solo all’inizio e il tempo è galantuomo».
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