Caso Panzini: scontro SEL-Gemmato. Esposto in procura e replica del sindaco

© n.c.
Sinistra Ecologia e Libertà alza il tiro, il sindaco Gemmato risponde punto per punto
Si surriscalda il confronto politico sul caso Censum-Panzini a suon di manifesti, comunicati stampa, interventi in consiglio comunale. Posizioni divergenti e diametralmente opposte tra le forze politiche e parti in causa.
L’ultima della serie è la nota diffusa dal gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà che dopo l’interrogazione parlamentare passa alle vie giudiziarie. Afferma: “Dopo aver presentato nelle settimane scorse un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e dell’Economia su quanto è avvenuto al comune di Terlizzi tra la vicenda della società di riscossione tributi locali Censum, il ruolo della dirigente dei servizi finanziari del comune su cui è aperta un’inchiesta della procura della Repubblica, i deputati di Sinistra Ecologia Liberta’, Nicola Fratoianni, Donatella Duranti, Annalisa Pannarale hanno presentato in questi giorni un esposto alla locale Procura Regionale della Corte dei Conti affinché verifichi quanti e quali danni vi siano stati sul bilancio e sulla corretta gestione finanziaria dell’amministrazione comunale”.
Non si è lasciata attendere la replica del sindaco, Ninni Gemmato che ha colto l’occasione dell’ultimo consiglio comunale per replicare punto per punto e rimandare al mittente le presunte accuse:
“La dr.ssa Panzini dirigente del comune di Terlizzi – afferma una nota di palazzo di Città – è stata destinataria di ordinanza di custodia cautelare poi annullata dal Tribunale del Riesame. L’ammissione in servizio, dopo qualche giorno di ferie, è avvenuta con provvedimento, non del Sindaco, ma del Segretario Generale, come per legge. Con propria sentenza, le cui motivazioni sono state recentemente pubblicate, la Cassazione ha respinto il ricorso del Pubblico Ministero avverso l’annullamento del Tribunale del Riesame e ha chiarito in maniera incontrovertibile che l’ordinanza di custodia cautelare era illegittima: la dottoressa Panzini non andava arrestata. Nessuna norma vigente impone, e neanche suggerisce al Sindaco di prendere provvedimenti “punitivi” nei confronti di persona indagata, ma mai condannata per alcun reato”.
“Trovo assurdo che nell’interrogazione – aggiunge il primo cittadino – prima si faccia riferimento al principio di non colpevolezza sancito dalla Costituzione all’articolo 27 e, poi, si chiedano provvedimenti nel merito della vicenda per una persona che, sottolineo, non è nemmeno imputata! E’ ovvia, invece, l’osservazione che le responsabilità di eventuali malversazioni potranno essere accertate solo alla definizione delle posizioni processuali, non capendo come le responsabilità stesse possano essere definite prima che sia la Giustizia ad occuparsene!
Inoltre, un Parlamentare, quale Fratoianni è, potrebbe presentare un disegno di legge invece di rivolgersi ai Ministri che non hanno alcun potere legislativo! Viene da pensare che si voleva solo creare scalpore con un atto spettacolare visto che gli stessi firmatari avevano altri e più validi strumenti se avessero davvero voluto agire nel merito della vicenda.
E ancora – motiva il sindaco – dimenticano i firmatari di dire che la nomina della Dottoressa Panzini per il settore P.M. è stata provvisoria dal momento che è stato indetto un bando per quel ruolo. Bando addirittura già scaduto e che ha già prodotto un risultato: Terlizzi, infatti, ha già un nuovo comandante di P.M.!
Inoltre – conclude – i firmatari dell’interrogazione arrivano con un anno in ritardo visto che questa Amministrazione aveva già da tempo segnalato all’autorità di controllo di quanto accaduto. Ci sarebbe ancora da dire che nell’ interrogazione si parla anche dell’allontanamento, nell’anno 2011, di una funzionaria che si era accorta dei fatti. Ancora dimenticanza quando i proponenti omettono di dire che quella funzionaria fu allontanata per decisione della Giunta Comunale guidata dall’ex Sindaco di centrosinistra? Una stessa Giunta, quella, che mantenne in servizio un Dirigente sotto processo. In quel caso quegli amministratori furono assolutamente garantisti, ora, per evidenti ragioni di opportunità, non lo sono più per una persona che, ricordo, non è sotto processo”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro