Intervenite: “Quel lampione è pericoloso”. Il web mostra il campionario delle “disfunzioni” in città

La Redazione
Lampione pericoloso

Residenti, cittadini alle prese con le segnalazioni di piccoli-grandi "bubboni" a palazzo di città. Alcune diventano battaglie di quartiere, altre si traducono in lettere al primo cittadino. Immagini e video lanciati sul web

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A volte, se il problema resta, diventano vere e proprie battaglie di quartiere, altre si traducono in lettere al primo cittadino. E poi ci sono immagini e video ripresi e lanciati sul web, lasciati alla condivisione di mezzo mondo.

Infatti, il video di pochi secondi fatto girare sui social network ( https://www.facebook.com/video.php?v=10203624368483233&set=o.485016884870861&type=2&theater ) mette a nudo uno di quelle piccole ma fastidiose (a volte rischiose) non “curanze” di chi è tenuto ad intervenire, nonostante le sollecitazioni fatte agli organi competenti e il senso civico mostrato da persone e residenti. A volte restano lì ferme, immobili per mesi e anni, a corredo dell’arredo urbano e alla convivenza quotidiana di tutti.
Ora però, nell’era degli smartphone, dei video e della comunicazione digitale quei piccoli-grandi “segnali” di degrado cittadino difficilmente passano inosservati agli occhi di ognuno. Se a questo ci aggiugiamo la curiosità dei bambini e giovani in vena di prodezze allora il quadro di rischiosità si completa.

Come ad esempio il lampione d’illuminazione pubblica situato in pieno centro, sul corso principale di Terlizzi, da cui emergono fili elettrici, rattoppi tampone, pericolosità a gogo.
E così i residenti iniziano a riprendere e a postare su facebook e you tube ogni “disfunzione”, col solo fine di contribuire ad intervenire per tempo e ad evitare il pregiudicarsi degli eventi.     

Inizia il sig. Francesco P. B. che riprende e racconta: “LAMPIONE PERICOLOSO, ritorno sulla segnalazione fatta domenica mattina in quanto non capisco come un lampione acceso e con i morsetti scoperti possa essere dichiarato in sicurezza”.
E aggiunge: “Al di là della manutenzione (dicono che il pezzo deve arrivare), credo si possa provvedere a isolare quella cassetta di derivazione in modo che i morsetti – che immagino siano sotto tensione – non siano a vista e alla facile portata di un bambino. Ne abbiamo sentiti di casi di gente che è rimasta fulminata vicino ai pali della luce”.

E non è il primo (unico) caso. Il campionario di “segnalazioni” sembra riempirsi in men che non si dica.
 

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