Zona artigianale e alloggi su Viale dei Lilium, Barbanente: “Un nuovo piano urbanistico generale può risolvere la questione”

© Terlizzilive
Escluso un condono, all'incontro nel chiostro delle Clarisse sono state affrontate le possibili soluzioni in grado di sbrogliare l’annosa questione. Diversi gli interventi.
Partecipato da un folto pubblico si è svolto ieri sera, presso il chiostro delle clarisse, l’incontro aperto alla cittadinanza sull’annosa questione della “zona artigianale–Viale dei Lilium’ alla presenza dell’assessore regionale all’urbanistica Angela Barbanente, oltre che del dirigente dell’ufficio tecnico Francesco Gianferrini e dell’assessore all’urbanistica Francesco Tesoro del Comune di Terlizzi.
Con l’introduzione di Roberto Lusito, del direttivo di Città Civile, e sotto la guida del moderatore arch. Antonio Tempesta, e dinanzi a numerosi cittadini (con molti tecnici presenti in sala) i responsabili si sono confrontati in modo sereno e costruttivo sulla questione, con l’obiettivo di sviscerare il tutto e provare a trovare soluzioni, senza i limiti e i vincoli che molto spesso scaturiscono in altre aule come quelle del Consiglio Comunale.
L’assessore Barbanente ha spiegato in maniera chiara e lineare quali possano essere le possibili soluzioni e gli strumenti utili per risolvere le problematiche “causate – secondo l’assessore regionale – da errori di pianificazione nei piani urbanistici approvati in passato i quali hanno considerato delle situazioni diverse rispetto a quelle che si sono determinate” proprio come a Terlizzi per la zona artigianale, una situazione nota alla Regione.
Tra le possibili soluzioni illustrate dalla Barbanente, gli strumenti di cui si dispone sono diversi. Il primo è il PUG: “un nuovo piano urbanistico generale è utile per intervenire in zone nelle quali sono numerose situazioni di non corrispondenza tra le promesse dell’intervento urbanistico (PRG) e la realtà di fatto” e con lo stesso si consentirebbe di “migliorare la qualità urbana della città”.
Un’altra possibile soluzione, secondo l’assessore, sarebbe l’attuazione di un programma di rigenerazione urbana con il quale si fa “uso” della partecipazione degli abitanti delle zone interessate al fine di rendere più vivibile la città dal punto di vista residenziale. Come? “facendo alcune varianti parziali allo strumento urbanistico”.
L’assessore Tesoro ha voluto, invece, subito evidenziare come “la volontà dell’amministrazione è quella di risolvere questa atavica problematica” e ha ricordato che “dopo la petizione popolare promossa da CittàCivile, il consiglio comunale ha voluto subito approfondire la questione”. Questione oggi in stand-by considerato che, nello scorso consiglio comunale, è stato presentato un emendamento che punta ad accertare, nei tempi necessari, la piena applicabilità della legge regionale 16/2014.
Infine l’assessore, dopo aver dato lettura del contenuto della proposta di delibera, ha espresso dubbi sull’applicabilità della legge oggetto della discussione: “molti sostengono che questa legge non sia applicabile in quella zona di territorio” (viale dei lilium).
Un commento tecnico è stato offerto dal dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Terlizzi Arch. Gianferrini il quale spiega infatti che “con la legge regionale 16/2014 nel nostro ordinamento viene reso possibile usufruire del cambio di destinazione d’uso come recupero di patrimonio edilizio esistente” e la stessa legge “potrebbe essere utile per trovare soluzioni più adeguate alle aspettative delle persone che abitano in quelle zone”.
Non sono mancati commenti da parte del pubblico, dimostratosi critico ma allo stesso tempo costruttivo. Ad esempio è stato evidenziato (e chiesto ) se c’è o meno un atto programmatico connesso con il bilancio e alla base della proposta di delibera al vaglio del Consiglio Comunale. Mentre in conclusione, l’assessore Barbanente ha voluto sottolineare che “è importante che la decisione del Comune di Terlizzi , o come anche per altri comuni con le loro simili situazioni urbanistiche, garantisca che la riqualificazione porti una certa zona, quella artigianale in Viale dei Lilium, ad essere vivibile” rispondendo quindi ai bisogni delle famiglie (quasi 2000 anime in quella zona) le quali non possono che aspettare che i tempi della pubblica amministrazione facciano il loro corso. E non possono aspettarsi un condono.
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