Legambiente all’Amministrazione comunale: la “Casa dell’Acqua” anche a Terlizzi. Si può?

La Redazione
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Acqua fresca o con le “bollicine” e a chilometro zero, la proposta del circolo di Terlizzi che spiega le ragioni sulla possibile installazione di punti di fornitura in zone periferiche.

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“Terlizzi non ha ancora aderito e non se ne comprende il motivo”. Con questo dubbio-interrogativo sottoposto all’amministrazione comunale in una missiva, il circolo di Legambiente di Terlizzi ha lanciato la proposta di realizzare anche in città la versione “moderna” di fontana pubblica.     

“Diverse Amministrazioni Comunali del circondario – apre il comunicato – hanno già scelto di installare, in alcuni punti dell’abitato, distributori di acqua fresca naturale e frizzante, denominati “Casa dell’Acqua”, che consentono al cittadino di prelevare acqua fresca naturale e frizzante “alla spina” a basso costo, facendo del bene non solo al proprio portafogli ma anche e soprattutto all’ambiente.

Notevoli sono infatti i vantaggi che l’installazione della “Casa dell’Acqua” consentirebbe – spiega la nota – senza che alcun costo gravi sul bilancio comunale e, dunque, sul cittadino:

Vantaggi ambientali
Per soddisfare la richiesta annua d’acqua “confezionata” dei terlizzesi si producono circa 120 tonnellate di plastica (PET) che si traducono in circa 180 tonnellate di petrolio. A ciò va aggiunto l’impatto ambientale causato da più di 350 tir che viaggiano su strada bruciando più di 50mila litri di gasolio con pesanti emissioni inquinanti oltre al rilascio di residui di pneumatici sulle strade. E stiamo parlando solo dell’acqua acquistata dai terlizzesi!!
A ciò va aggiunto l’inquinamento delle oltre 500 auto di terlizzesi che giornalmente intasano le strade urbane per trasportare pesanti fardelli di acqua.
Il PET, inoltre, perdura nell’ambiente fino a 1000 anni!

Vantaggi per la salute del cittadino
L’acqua in bottiglia subisce elevati sbalzi termici nel trasporto (arriva anche a 60°C), nelle fasi di carico/scarico e nello stoccaggio. La plastica della bottiglia, riscaldandosi, rilascia sostanze tossiche sottoforma  di xenoestrogeni, i quali sovraccaricano fegato e sistema endocrino.
La possibilità, dunque, di poter bere sana acqua frizzante che arriva direttamente dalla rete idrica cittadina (acqua controllata, poco dura e oligominerale) non va sottovalutata, anzi va perseguita! Infatti la “Casa dell’Acqua” aggiunge semplicemente anidride carbonica dopo ulteriore trattamento di filtrazione e disinfezione (anche se ridontante!).

Vantaggi economici per il cittadino
Acquistando acqua fresca naturale o frizzante dalla Casa dell’Acqua il cittadino pagherebbe 5 centesimi di euro a litro – questi gli attuali prezzi praticati dalle principali ditte che installano e gestiscono tali distributori – a fronte dei medi 25 centesimi/litro per le acque in bottiglia, con un risparmio dell’80%.

Vantaggi economici per il Comune
Le principali ditte che installano tali distributori si fanno completo carico di tutti i costi; il Comune deve solo mettere a disposizione siti dove installarli ove, generalmente, le ditte si fanno carico di installare integrative opere di arredo urbano affinché tali siti possano diventare luoghi di aggregazione sociale.
Inoltre, aspetto da non sottovalutare, tutte le bottiglie in PET che così non vengono acquistate dai cittadini e dunque smaltite, farebbero risparmiare al Comune i costi di smaltimento delle stesse, per una economia media stimata di circa 10.000 euro l’anno (se consideriamo che circa il 20% di chi compra acqua in bottiglia possa orientarsi verso l’acquisto di acqua “alla spina”).

Questo Circolo di Legambiente – conclude la missiva diretta all’amministrazione – auspica, pertanto, che l’Amministrazione Comunale adotti quanto prima le opportune iniziative tese all’installazione di una o più Case dell’Acqua, magari in zone decentrate, facendo così del bene all’ambiente, alla salute, alle casse comunale ed ai portafogli dei cittadini.
 

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