“Scintille” in consiglio comunale: le forze politiche d’opposizione presentano un documento e abbandonano l’aula

TOMMASO PARISI
consiglio comunale

Tra i firmatari i consiglieri Berardi, Cagnetta, Malerba, di Tria, Sigrisi e Chiapparino. Diversa la posizione di De Chirico e Grassi. L’ostruzione della maggioranza accende gli animi

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Durante il consiglio comunale i consiglieri di opposizione Michele Berardi, Michele Cagnetta, Gaetano Malerba, Vincenzo di Tria, Aldo Sigrisi e Marisa Chiapparino hanno presentato una nota congiunta indirizzata al segretario generale Vito Palmieri – rientrato da qualche giorno –  e al Prefetto di Bari Antonio Nunziante, in cui dichiarano la loro sospensione dai lavori del consiglio comunale, annunciando anche la loro assenza nelle future sedute.

Nel documento, che i firmatari non sono riusciti a leggere in aula per l’intervento ostruzionistico di alcuni consiglieri di maggioranza, viene chiesto con insistenza di fare luce su quanto accaduto negli ultimi mesi, reclamando risposte al sindaco Gemmato.

Nelle fasi di dibattito piuttosto “acceso” non sono mancati riferimenti alla macchina amministrativa comunale ritenuta – secondo i consiglieri firmatari – “poco trasparente”. E che gli stessi “non sarebbero stati messi nelle condizioni di consultare documentazioni di interesse amministrativo”, oltre all’accumularsi negli uffici comunali di numerose richieste di atti “che non hanno mai avuto risposta”, hanno affermato ai microfoni della sala consiliare.

Al termine i 6 consiglieri hanno quindi deciso di consegnare il documento al presidente del consiglio e al segretario generale e di abbandonare l’aula. 

“Egregio sindaco, – si legge nell’atto presentato dalle forze di minoranza – il Comune di Terlizzi per ben due volte è stato chiamato in causa da parlamentari della Repubblica che hanno interrogato i Ministri degli Interni, delle Finanze e della Funzione Pubblica per i gravi fatti accaduti a maggio 2013 e per le ripetute violazioni alle norme sulla trasparenza e d integrità, ma questo è solo l’aspetto eclatante e romano di un disagio e di una difficoltà che noi consiglieri, ed i cittadini che fanno accesso civico agli atti, viviamo quotidianamente.
Lei sindaco Gemmato, in questi lunghi mesi che sono passati dagli arresti dell’8 maggio 2013, non ha avuto la sensibilità e non ha sentito il dovere di informare questo consiglio ed i cittadini di quanto stava avvenendo ai loro soldi. Si sono susseguite udienze del tribunale civile, pronunciamenti e ordinanze della Corte dei Conti, azioni della Procura di Bari verso la Confiditalia che ha fatto svanire la fidejussione da 1 milione di euro, ma lei non ci ha mai messo realmente nelle condizioni di leggere gli atti inerenti questa spinosa vicenda, atti che con difficoltà, lunghe attese e richieste scritte abbiamo solo in parte acquisito.

Giacciono nella sua stanza affidamenti di incarico a legali per la difesa dell’Ente presso la Corte dei Conti, per pronunciamenti sulla vicenda Censum di cui non sappiamo nulla e di cui è possibile non sappia nulla neanche il segretario generale, che svolgendo anche funzioni anticorruzione, non è possibile che venga tenuto all’oscuro di quanto avviene al Comune di Terlizzi, come peraltro è già successo al segretario supplente (dott.ssa Fiore) per la nota dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla questione rifiuti, della quale era del tutto all’oscuro. Non basta, anche l’Organismo Indipendente di Valutazione le ha ripetutamente evidenziato la difficoltà di reperire atti e l’assenza di provvedimenti essenziali al proprio funzionamento.

La prolungata assenza del Segretario Generale titolare e le reiterate brevi supplenze, non hanno fatto altro che peggiorare questo quadro già di per sé complesso e sconcertante, e così giacciono presso gli uffici comunali numerose richieste di atti da parte di noi consiglieri comunali che non hanno mai ricevuto risposta alcuna.
Ma a quanto pare non siamo gli unici a non avere risposta, anche la Prefettura di Bari le ha chiesto notizie per rispondere ai quesiti mossi dalle interrogazioni parlamentari, e da una petizione popolare, ma nessuna risposta è mai pervenuta al Prefetto Nunziante.
Un comportamento grave ed omissivo che fa il paio con la mancata nomina del responsabile per la Trasparenza e l’Integrità, che insieme al Responsabile Anticorruzione dovrebbe vigilare ed evitare devianze nell’espletamento delle procedure e delle attività in Palazzo di città.

Noi perciò oggi – concludono i firmatari – abbandoneremo i lavori di questo consiglio comunale e non parteciperemo ad altre sedute fino a quando lei non avrà provveduto a rispondere alle richieste del Prefetto di Bari sul caso Panzini, non avrà provveduto a nominare il Responsabile per la Trasparenza e l’Integrità e non avrà imposto agli uffici preposti di rispondere tempestivamente alle richieste di accesso civico da parte dei cittadini e alle richieste scritte di atti formulate da noi consiglieri comunali.”

Nel pubblico e tra gli addetti ai lavori non è mancata di emergere anche la circostanza che indirettamente detterebbe la posizione degli altri due consiglieri d’opposizione, Michelangelo de Chirico e Michele Grassi, che hanno ritenuto di non firmare il documento e sono rimasti in aula. Adesso la palla passerebbe nuovamente al Prefetto e agli sviluppi in seno a palazzo di città.
 

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