Si alza il coro di agronomi e assessori al ramo: “L’Imu per i terreni agricoli nei comuni inferiori a 280 metri è proprio un bel regalo di Natale”

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Alla situazione di crisi e alle varie problematiche si aggiunge l'ultima novità. Per la maggior parte dei Comuni dell'altopiano murgiano sarebbe una stangata senza precedenti
Non c’è pace tra gli ulivi, verrebbe da dire, ricordando il titolo di un vecchio film del dopoguerra. La nostra agricoltura sta continuando ad attraversare un momento di profonda crisi, condizione avvalorata da altalenanti ripercussioni sui singoli mercati produttivi, vedasi l’amara annata per l’uva da vino e l’anomala situazione in cui versa il mercato olivicolo, dove a fronte di una scarsa produzione si registrano prezzi ondivaghi del prodotto, mentre una ragguardevole parte delle nostre olive è stata avviata verso mercati extra regionali, con buona pace della nostra tanto decantata commercializzazione. E intanto sui terreni agricoli arriva, nel silenzio generale la stangata del Governo Renzi. Su quest’ultima vicenda si registra la presa di posizione di professionisti, operatori di categoria e responsabili istituzionali.
Tra questi, sta rimbalzando sui diversi tavoli di organismi di categoria l’intervento di Benedetto Miscioscia, assessore alle attività produttive del comune di Andria e agronomo, che fa luce sulla situazione:
«Il Governo Renzi continua a stangare le attività produttive nei fatti mentre a parole dice tutt’altro – attacca l’assessore andriese – infatti a dicembre, in prossimità del Natale, ecco palesarsi un bel regalo per gli agricoltori ed imprenditori agricoli rappresentato dall’introduzione dell’Imu anche per i terreni agricoli ricadenti nei comuni inferiori a 280 metri sul livello del mare. Nonostante le sollecitazioni giunte al Governo da più parti, anche attraverso un documento sottoscritto da diversi comuni con la maggiore estensione estesa nella Murgia, il Ministero dell’Economia, alla ricerca di 350 milioni di euro, ha pensato bene di ricavarli con l’introduzione dell’IMU sui terreni agricoli».
«Un provvedimento -sottolinea l’agronomo – che il Governo Renzi ha pensato bene di adottare con Decreto Ministeriale che ridisegna i confini delle aree svantaggiate e montane, previsione peraltro già prevista dal precedente decreto 66/2014, penalizzando ancora di più un settore come quello agricolo che risulta ancora, senza dubbio, vitale per il sistema economico ed occupazionale del nostro Paese. Ancora più grave è scoprire che gli stessi coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali conduttori di terreni ricadenti nei comuni come il nostro, al disotto dei 280 metri di altitudine, non godranno neanche di agevolazioni previste per quelli che invece hanno un’altitudine compresa tra i 281 e i 600 metri. Una vera stangata per i nostri agricoltori che dovranno subire anche la beffa di essere chiamati a pagare la tassa già il prossimo 16 dicembre sborsando l’importo dovuto, retroattivo, per l’intero anno con immaginabili difficoltà per il sistema di elaborazione dei Caf e quello degli studi commerciali».
«Tutto questo accade – è l’amara conclusioen di Miscioscia- nel silenzio di giornali e tv, è volto a garantire il bonus Irpef di 80 euro solo ad un fetta di cittadini e magari anche la social card agli immigrati extracomunitari. Il governo Renzi sta dimostrando di essere molto lontano dalla realtà e gli italiani iniziano ad accorgersene del bluff del parolaio democratico. Altro che vittoria cinque a zero, qui si appalesa la sconfitta del nostro sistema produttivo primario con gravi ripercussioni sul piano non solo occupazionale ma anche economico e sociale».
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